La rottamazione delle cartelle 2026 (rottamazione quinquies), entra nella fase decisiva dei pagamenti. La prima scadenza da segnare è il 31 luglio 2026 per la prima rata o per il versamento in unica soluzione, con il possibile slittamento al 5 agosto ma solo per l’unica rata).
In redazione è giunto un quesito.
“Ho aderito alla sanatoria con riferimento a 4 cartelle di pagamento. Presentai, entro il 30 aprile 2026, una domanda distinta per ciascuna di esse. Per tutte le domande ho scelto un piano di pagamento in 36 rate. Ora ho visto che hanno accettato la domanda e devo iniziare a pagare. Mi sono resto conto che per le prime rate non avrò problemi a pagare ma per le altre mi sono reso conto di non poterle assolvere completamente alle scadenze che verranno. Vorrei, quindi, continuare a pagare solo quelle riferite a 2 delle 4 cartelle. Sono a chiedere se devono comunicare qualcosa all’Agenzia Entrate Riscossione.”
Rottamazione 2026: cosa è successo nella domanda
La definizione agevolata delle cartelle consente di chiudere i debiti affidati alla riscossione seguendo il piano indicato nella comunicazione rottamazione quinquies ricevuta dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Tuttavia, non tutte le situazioni sono uguali. Molto dipende da come è stata presentata la domanda di adesione.
Al momento della richiesta di adesione alla rottamazione quinquies, il contribuente poteva seguire due strade. La prima era inviare una sola domanda comprendente più cartelle, indicando per ciascuna il relativo numero identificativo. La seconda era presentare istanze separate, una per ogni cartella.
Questa distinzione è fondamentale. Quando la richiesta è unica, l’Agenzia invia una sola comunicazione con l’elenco dei carichi ammessi ed eventualmente esclusi dalla sanatoria.
In quel documento viene indicato anche l’importo complessivo da versare. Il piano scelto, cioè pagamento in unica soluzione o rateizzazione, riguarda l’intero debito contenuto nella comunicazione.
Nel caso di domande distinte, invece, ogni cartella segue un percorso autonomo. Ogni istanza produce una propria posizione, con un proprio piano di pagamento. Questo aspetto cambia anche le conseguenze in caso di mancato versamento.
Domande separate: nessuna comunicazione se si rinuncia ad alcune cartelle
Il caso del contribuente che ha posto il quesito vede questi aver inserito nella sanatoria cinque cartelle, presentando cinque domande diverse entro il 30 aprile 2026. Per ciascuna ha scelto un pagamento in 36 rate (il massimo era 54 rate bimestrali). Dopo l’accoglimento delle richieste, però emergere la difficoltà di rispettare tutti i versamenti futuri.
Se l’intenzione è proseguire solo per tre cartelle e abbandonare le altre due, non serve inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, purché le domande siano state davvero distinte. In questa ipotesi, infatti, ogni cartella vive in modo indipendente dalle altre.
La conseguenza pratica è semplice: le rate relative alle cartelle che si vogliono mantenere nella definizione agevolata devono continuare a essere pagate nei termini previsti. Per le cartelle che non si riesce più a sostenere, il mancato pagamento farà perdere i benefici della rottamazione solo su quelle specifiche posizioni.
Diverso sarebbe stato il caso di un’unica domanda per tutte le cartelle.
In quella situazione, per separare i carichi da pagare da quelli da escludere, sarebbe stato necessario ricorrere al servizio ContiTu.
Decadenza dalla rottamazione quinquies e regole sui ritardi
La rottamazione quinquies prevede regole precise sulla perdita dei benefici. La decadenza si verifica se non viene pagata la prima rata o l’unica rata entro i termini, se risultano non pagate due rate anche non consecutive, oppure se manca il versamento dell’ultima rata.
Il decreto Fiscale, DL n. 38/2026, prevede cinque giorni di tolleranza soltanto per il pagamento in unica soluzione e per l’ultima rata. Questo significa che il margine di ritardo non opera in modo generalizzato per tutte le scadenze del piano.
Quando si decade, il contribuente perde i vantaggi della definizione agevolata per i carichi interessati. Tornano, quindi, rilevanti le regole ordinarie della riscossione, con il debito che non beneficia più dello sconto previsto dalla sanatoria.
Per questo motivo, chi ha più cartelle deve valutare con attenzione la struttura delle domande presentate. Se le domande sono autonome, la scelta può essere gestita semplicemente pagando alcune posizioni e lasciando decadere le altre. Se, invece, tutto è inserito in una sola comunicazione, il servizio ContiTu diventa lo strumento per evitare che la rinuncia ad alcuni debiti comprometta l’intero piano.
Come funziona il servizio ContiTu nella pratica
Il servizio ContiTu consente di selezionare, all’interno della comunicazione delle somme dovute, solo le cartelle o gli avvisi che si intende continuare a pagare. In questo modo il contribuente può mantenere la rottamazione per alcuni carichi ed escluderne altri dal piano.
La procedura richiede la compilazione di un modulo online. Devono essere indicati i documenti che si vogliono conservare nel pagamento, inserendo il numero progressivo delle singole cartelle o dei singoli avvisi. Il sistema calcola poi il nuovo totale da versare e l’importo delle rate aggiornate.
Il numero delle rate non cambia: resta quello scelto nella domanda originaria. Cambia, invece, la somma complessiva, perché vengono eliminati dal piano gli importi riferiti ai carichi esclusi.
Al termine della procedura sono disponibili nuovi moduli di pagamento, scaricabili subito e inviati anche tramite e-mail.
I bollettini aggiornati riportano solo le somme relative alle cartelle rimaste nel piano.
Lo strumento può essere usato anche dopo la prima rata, quindi per modifiche successive. Per ogni comunicazione delle somme dovute è possibile intervenire sul piano fino a un massimo di 10 volte.
In sintesi, il servizio ContiTu serve, quando, più cartelle sono raccolte in un’unica comunicazione; non è invece necessario quando ogni cartella deriva da una domanda autonoma.
Riassumendo
- Il servizio ContiTu serve per scegliere quali cartelle continuare a pagare.
- La prima scadenza della rottamazione 2026 è il 31 luglio.
- Con domande separate, ogni cartella segue un percorso autonomo.
- Non serve comunicare nulla se si abbandonano alcune domande distinte.
- La decadenza scatta per mancati pagamenti secondo regole precise.
- Il piano modificato può essere aggiornato fino a 10 volte.