Il decreto fiscale (DL n. 38/2026) diventa legge e porta con sé un pacchetto ampio di interventi che riguarda contribuenti, professionisti, imprese ed enti pubblici. Dopo il via libera del Senato, il provvedimento è stato approvato anche dalla Camera dopo il voto di fiducia e conferma l’impianto già passato a Palazzo Madama. Tra i punti più rilevanti ci sono interventi sulla rottamazione quinquies, le modifiche al concordato preventivo biennale, la stretta attenuata sui pagamenti della Pubblica amministrazione e alcune correzioni in materia di Iva, Irpef, energia e controlli sui prezzi dei carburanti.
Decreto Fiscale: si allarga la rottamazione quinquies
La misura più attesa è senza dubbio quella sulla rottamazione quinquies.
Il decreto fiscale consente di includere anche carichi affidati all’agente della riscossione da Regioni ed enti territoriali nel periodo 2000-2023. Si tratta, ad esempio, di debiti legati a tributi locali (IMU, TARI, ecc.), rette scolastiche e sanzioni stradali. Tuttavia, l’accesso non sarà automatico: saranno gli enti creditori a decidere se aderire alla sanatoria e dovranno comunicarlo entro il 15 giugno.
Per i contribuenti interessati, la finestra operativa partirà dopo la messa a disposizione dei dati da parte della riscossione. La domanda telematica sarà possibile dal 16 settembre al 31 ottobre. Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure in 54 rate bimestrali, con interesse annuo del 3%. La rottamazione quinquies “allargata agli enti locali” può rappresentare un aiuto concreto, ma rischia di creare differenze territoriali se alcuni enti aderiranno e altri no.
Per la rottamazione quinquies nazionale vengono introdotti i 5 giorni di tolleranza nel pagamento. Si applicano, tuttavia, solo alla prima o unica rata (in scadenza il 31 luglio 2026) e all’ultima rata del piano di dilazione prescelto in sede di domanda.
Concordato preventivo biennale e partite Iva
Si interviene sul concordato preventivo biennale per il periodo 2026-2027. La scadenza per aderire slitta dal 30 settembre al 31 ottobre. La novità serve a dare più tempo ai contribuenti e agli intermediari, ma soprattutto a rendere più appetibile lo strumento anche per soggetti con indicatori fiscali meno brillanti.
Il decreto fiscale introduce soglie di incremento collegate ai punteggi delle pagelle fiscali. Per chi ha valori Isa tra 6 e 8 l’aumento minimo è fissato al 30%, mentre per chi si colloca tra 1 e 6 sale al 35%. Il meccanismo punta a portare più partite Iva dentro un percorso di regolarità concordata. Resta però una questione di equilibrio: favorire l’adesione è utile, ma occorre evitare che chi ha avuto comportamenti meno lineari ottenga condizioni percepite come troppo favorevoli rispetto ai contribuenti più corretti.
Pagamenti PA, imprese e altre correzioni fiscali
Un altro capitolo importante riguarda i pagamenti della Pubblica amministrazione ai professionisti. Dal 15 giugno 2026 la compensazione con debiti iscritti a ruolo scatterà solo se l’esposizione complessiva arriva almeno a 5.000 euro. Il decreto fiscale evita così che piccoli debiti blocchino incassi professionali, compensi e liquidità. La scelta appare ragionevole, perché tutela le casse pubbliche senza trasformare ogni irregolarità minima in un ostacolo immediato al pagamento.
Sul fronte imprese, il contributo legato agli investimenti in fonti rinnovabili nell’ambito di Transizione 5.0 non concorrerà alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap. È una correzione positiva, perché impedisce che un incentivo pubblico venga in parte assorbito dal prelievo fiscale.
Il decreto fiscale interviene anche sull’Iva nelle permute, chiarendo che la base imponibile va collegata al valore monetario dei beni e servizi indicato nel contratto, purché non inferiore ai costi riferibili alle operazioni. Per i marittimi residenti in Italia, ma imbarcati per oltre 183 giorni l’anno su navi estere, viene prevista l’esclusione da Irpef.
Decreto fiscale: pacchi, dividendi e carburanti
Il decreto fiscale sospende fino al 30 giugno il contributo da 2 euro sui pacchi di valore contenuto, fino a 150 euro (c.d. tassa sui pacchi), provenienti da Paesi extra Ue. Resta aperto il tema del coordinamento con il prelievo europeo previsto dal 1° luglio. Per consumatori e operatori dell’e-commerce sarà decisivo capire se il nuovo sistema produrrà rincari o solo un riordino dei controlli.
Viene poi cancellata la stretta prevista dalla legge di Bilancio su plusvalenze e dividendi, con il venir meno delle nuove soglie legate alla partecipazione o al valore. Infine, dal 30 giugno 2026 si rafforza il monitoraggio sui carburanti: in presenza di aumenti anomali, il Garante dei prezzi dovrà trasmettere una relazione al Mimit.
Nel complesso, il decreto fiscale prova a tenere insieme recupero del gettito, semplificazioni e sostegno alla liquidità. Alcune misure sono utili, ma l’efficacia dipenderà dai decreti attuativi, dai tempi amministrativi e dalla capacità degli enti di applicare le nuove regole senza creare ulteriore confusione.
Riassumendo
- Il decreto fiscale (DL n. 38/2026) è legge.
- La rottamazione quinquies include cartelle locali affidate dal 2000 al 2023 e introduce i 5 giorni di tolleranza.
- Il concordato preventivo biennale concede più tempo per aderire.
- I pagamenti PA ai professionisti si bloccano solo sopra 5.000 euro.
- Transizione 5.0 esclude alcuni contributi da reddito imponibile e Irap.
- Pacchi extra Ue, dividendi e carburanti ricevono nuove regole mirate.