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Oggi: 03 Lug, 2026

Controllo da dichiarazione 730 o Redditi PF anni precedenti: ecco come pagare a rate

Lettere dall'Agenzia delle Entrate con i controlli automatizzati delle dichiarazioni dei redditi, ecco come risolvere.
3 Luglio 2026
Agenzia delle Entrate controlli
Foto © Pixabay

Siamo nel pieno della nuova campagna delle dichiarazioni dei redditi 2026. L’anno d’imposta interessato dalla presentazione del modello 730 e del modello Redditi PF è il 2025. Contemporaneamente, però, molti contribuenti stanno ricevendo raccomandate o comunicazioni tramite PEC con cui l’Agenzia delle Entrate segnala anomalie riscontrate nelle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2024, relative all’anno d’imposta 2023. Si tratta dei cosiddetti controlli automatizzati.

In questi casi il Fisco invia una vera e propria lettera di compliance, con la quale comunica, ad esempio, il mancato versamento di imposte oppure il pagamento di importi inferiori a quelli dovuti, invitando il contribuente a regolarizzare la propria posizione.

Le modalità per farlo sono diverse e meritano di essere approfondite, soprattutto per chi, come il lettore che ci ha scritto, si trova ad affrontare questa situazione.

Controllo da dichiarazione 730 o Redditi PF anni precedenti: ecco come pagare a rate

L’Agenzia delle Entrate sta inviando ai contribuenti le comunicazioni di chiusura del controllo automatizzato sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2024, relative all’anno d’imposta 2023. Per molti destinatari, la verifica si è conclusa con la richiesta di versare ulteriori somme.

«Buonasera, oggi ho ricevuto nella mia casella PEC una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate con cui mi chiedono di versare 1.900 euro per alcune anomalie riscontrate nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2024 con il modello Redditi PF relativo al 2023. Purtroppo non riesco più a recuperare la documentazione di quell’anno. In allegato mi hanno inviato anche il modello F24 per il pagamento. Vorrei sapere quali possibilità ho: ci sono riduzioni, sanzioni agevolate, pagamenti a rate oppure altre soluzioni previste dalla normativa?»

Questa è una delle tante situazioni che stanno interessando i contribuenti coinvolti nei controlli automatizzati dell’Amministrazione finanziaria.

La comunicazione ricevuta proviene dalla Divisione Servizi – Direzione Centrale Servizi Fiscali – Settore Gestione Tributi – Ufficio Controllo Dichiarazioni dell’Agenzia delle Entrate. Oltre al modello F24 per il pagamento, la lettera contiene anche tutte le indicazioni sulle diverse modalità con cui è possibile regolarizzare la propria posizione.

Cosa offre il Fisco ai contribuenti che finiscono nei controlli automatizzati

Nella comunicazione l’Agenzia delle Entrate ricorda che ogni anno vengono effettuati controlli automatizzati sulle dichiarazioni fiscali per verificare la correttezza dei dati dichiarati e l’esatto adempimento degli obblighi tributari.

Le verifiche non riguardano soltanto le informazioni inserite nella dichiarazione, ma anche il corretto e tempestivo versamento delle imposte. Ad esempio, il pagamento tardivo anche di una sola rata dell’IRPEF può comportare l’applicazione di sanzioni e interessi, che vengono successivamente richiesti tramite queste comunicazioni.

Ecco il contenuto della nuova lettera dell’Agenzia delle Entrate

Quando si riscontrano anomalie, il contribuente riceve una comunicazione con cui lo si invitata a regolarizzare la propria posizione.

Nella lettera si legge, infatti:

«Dai controlli effettuati sulla sua dichiarazione modello Redditi 2024 sono emerse alcune incongruenze evidenziate nelle pagine che seguono.»

Successivamente si precisa che:

«Può regolarizzare la sua posizione versando la somma indicata entro 60 giorni dal ricevimento della presente comunicazione.

»

Chi provvede al pagamento entro tale termine beneficia della riduzione della sanzione a un terzo di quella ordinariamente prevista. L’importo richiesto nella comunicazione tiene già conto di questa agevolazione.

Controllo da dichiarazione 730 o Redditi PF anni precedenti: pagamenti a rate, in un’unica soluzione o tramite Civis

Il pagamento in un’unica soluzione non è l’unica possibilità prevista. La normativa consente infatti anche di richiedere la rateizzazione del debito, mantenendo comunque il beneficio della riduzione delle sanzioni a un terzo.

Le somme dovute possono essere suddivise in rate trimestrali, fino a un massimo di 20 rate, purché la richiesta sia effettuata entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione. Anche la prima rata deve essere versata entro lo stesso termine.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile il servizio che consente di elaborare il piano di rateizzazione e stampare i relativi modelli F24, seguendo il percorso: Home > Tutti i servizi > Pagamenti > Comunicazioni controllo automatico e formale – Calcolo delle rate.

Esiste poi una terza possibilità. Se il contribuente ritiene che la richiesta dell’Agenzia delle Entrate sia errata, ad esempio perché alcuni dati non sono stati correttamente valutati oppure manca la considerazione di documentazione rilevante, può presentare le proprie osservazioni entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione.

In questi casi è possibile trasmettere chiarimenti e documentazione attraverso il servizio telematico Civis, chiedendo all’Agenzia delle Entrate di riesaminare la propria posizione. Se le motivazioni risultano fondate, l’Amministrazione finanziaria potrà rettificare la comunicazione e rideterminare, anche in diminuzione, le somme effettivamente dovute.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.