Non saranno soltanto le pensioni di vecchiaia, le pensioni anticipate e la Quota 41 per i lavoratori precoci a vedere modificati i requisiti di accesso nel 2027. Le novità riguarderanno anche l’Assegno sociale, la prestazione assistenziale dell’INPS destinata a chi non ha maturato il diritto a una pensione.
Per il 2027 sono previste alcune novità che comporteranno sia aspetti meno favorevoli, sia elementi positivi per i futuri beneficiari. Vediamo quale sarà lo scenario nel 2027 e quali ulteriori cambiamenti sono attesi nel 2028.
Assegno sociale 2027: più soldi ma attesa più lunga
L’Assegno sociale è destinato ai cittadini che, una volta raggiunta l’età prevista dalla legge, non hanno maturato il diritto a una pensione.
È il caso, ad esempio, di chi non è riuscito a raggiungere i 20 anni di contributi richiesti per la pensione di vecchiaia e non rientra in alcuna delle deroghe previste dalla normativa.
Può accadere, inoltre, che anche chi ha maturato i 20 anni di contribuzione non riesca comunque ad accedere alla pensione di vecchiaia. È il caso dei lavoratori contributivi puri, cioè di coloro che non possiedono contributi accreditati al 31 dicembre 1995.
Per questi lavoratori, infatti, oltre al requisito contributivo è necessario che l’importo della pensione maturata raggiunga la soglia minima prevista dalla legge. Se tale importo risulta insufficiente, la pensione di vecchiaia non può essere liquidata e, in presenza degli altri requisiti, il soggetto potrà accedere all’Assegno sociale.
Come cresce l’età per l’Assegno sociale e perché
Tra le novità più importanti vi è l’aumento dell’età richiesta per accedere alla prestazione, conseguenza dell’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita.
L’Assegno sociale non sarà più accessibile al compimento dei 67 anni, ma richiederà il raggiungimento dei 67 anni e un mese nel 2027 e dei 67 anni e tre mesi nel 2028.
Si tratta dello stesso adeguamento previsto anche per la pensione di vecchiaia.
Va ricordato che l’Assegno sociale, pur essendo una prestazione assistenziale e non una pensione in senso stretto, viene erogato dall’INPS con le stesse modalità di pagamento previste per i trattamenti pensionistici, seguendo il medesimo calendario mensile.
Importi a salire per la prestazione dal prossimo primo gennaio 2027
Se da un lato aumenta l’età di accesso alla prestazione, dall’altro il 2027 dovrebbe portare anche un incremento dell’importo dell’Assegno sociale.
Secondo le stime attuali, la rivalutazione dovrebbe essere pari al 2,8%, in linea con il tasso d’inflazione previsto.
Di conseguenza, l’importo mensile della prestazione, pari a 546,24 euro nel 2026, potrebbe salire a circa 561 euro nel 2027, con un beneficio di quasi 200 euro annui per chi percepisce l’assegno in misura piena.
Restano invariati i requisiti reddituali. L’Assegno sociale continua infatti a essere riconosciuto soltanto ai soggetti che possiedono redditi inferiori ai limiti stabiliti dalla normativa.
Per i non coniugati, il reddito personale non deve superare l’importo annuo dell’Assegno sociale, mentre per i coniugati il limite è pari al doppio dell’importo annuo della prestazione.
Poiché l’Assegno sociale integra il reddito del beneficiario, chi non possiede altri redditi percepirà l’importo pieno, stimato in circa 561,53 euro al mese nel 2027.
Chi dispone invece di altri redditi riceverà un importo ridotto, pari alla differenza tra l’importo dell’Assegno sociale spettante e il reddito posseduto. E nel rispetto dei limiti previsti dalla legge.


