Per le pensioni esiste un requisito anagrafico che, in linea generale, segna l’uscita dal mondo del lavoro: i 67 anni di età, ossia la cosiddetta età pensionabile.
In teoria, una volta raggiunta questa soglia, il diritto alla pensione dovrebbe essere garantito. Il condizionale, però, è d’obbligo, perché in alcuni casi nemmeno il possesso di 20 anni di contributi è sufficiente.
È il caso dei lavoratori contributivi puri, cioè di coloro che non hanno versamenti accreditati prima del 1° gennaio 1996. Per questi soggetti, infatti, oltre al requisito contributivo è necessario che la pensione maturata raggiunga un importo almeno pari a quello dell’Assegno sociale. In caso contrario, la pensione di vecchiaia non può essere liquidata.
Esistono però anche situazioni opposte, nelle quali è possibile ottenere una pensione pur non avendo raggiunto i 20 anni di contributi.
Quale pensione si può prendere senza arrivare a 20 anni di contributi?
Può sembrare insolito, ma in alcuni casi è possibile andare in pensione anche con una contribuzione inferiore ai 20 anni.
Un primo esempio riguarda proprio la pensione di vecchiaia contributiva.
I lavoratori privi di contributi anteriori al 1996 che, al compimento dei 67 anni, non raggiungono l’importo minimo richiesto per la pensione di vecchiaia possono comunque ottenere il trattamento al compimento dei 71 anni di età.
In questo caso sono sufficienti 5 anni di contributi effettivi e non è richiesto il raggiungimento di un importo minimo della pensione.
Invalidi, inabili e le possibili alternative alla pensione con 20 anni di contributi versati
Anche gli invalidi possono, in determinate circostanze, accedere a una prestazione previdenziale con soli 5 anni di contributi.
Tra le misure previste rientra l’assegno ordinario di invalidità, per il quale sono richiesti almeno 5 anni di contribuzione, di cui almeno 3 maturati nei cinque anni precedenti la domanda.
È inoltre necessario che si accerti una riduzione della capacità lavorativa superiore ai due terzi, secondo quanto stabilito dalle competenti commissioni mediche.
Con gli stessi requisiti contributivi è possibile accedere anche alla pensione di inabilità, purché sia stata riconosciuta una assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa.
Le deroghe Amato ormai in disuso o impossibili da sfruttare
Esistono inoltre alcune deroghe ai requisiti ordinari che consentono di ottenere la pensione di vecchiaia con 15 anni di contributi anziché 20.
Si tratta delle cosiddette deroghe Amato, oggi sempre meno utilizzabili a causa dei requisiti temporali richiesti.
La prima deroga riguarda i lavoratori che avevano già maturato 15 anni di contributi entro il 31 dicembre 1992.
La seconda deroga interessa invece coloro che, sempre entro il 31 dicembre 1992, erano stati autorizzati dall’INPS al versamento dei contributi volontari. Anche se non avevano ancora iniziato a versarli.
Infine, la terza deroga Amato consente il pensionamento con 15 anni di contributi ai lavoratori che possono far valere almeno 25 anni di anzianità assicurativa e almeno 10 anni di attività lavorativa svolta in modo discontinuo, con periodi contributivi inferiori alle 52 settimane annue.
Si tratta di ipotesi ormai residuali, che nella pratica riguardano una platea sempre più ridotta di contribuenti, proprio perché collegate a requisiti già maturati molti anni fa.



