Il prossimo pagamento dell’Assegno Unico potrebbe essere più ricco per molte famiglie. La misura di sostegno destinata ai nuclei con figli a carico viene erogata ogni mese dall’INPS a lavoratori dipendenti, autonomi, disoccupati e percettori di prestazioni assistenziali che hanno presentato domanda.
Con la mensilità di luglio, però, alcuni beneficiari riceveranno un importo superiore rispetto ai mesi precedenti. Il motivo è l’accredito degli arretrati spettanti a chi, pur avendone diritto, nei primi mesi del 2026 ha percepito un assegno ridotto per non aver aggiornato tempestivamente l’ISEE.
Perché a luglio arrivano gli arretrati dell’Assegno Unico
Il mese di luglio rappresenta tradizionalmente il momento in cui l’INPS effettua i conguagli relativi all’Assegno Unico.
Non si tratta di errori di calcolo né di ricalcoli straordinari, ma dell’applicazione delle regole previste dalla normativa.
Per ottenere l’Assegno Unico è sufficiente presentare la domanda all’INPS. Tuttavia, senza un ISEE in corso di validità l’Istituto liquida automaticamente l’importo minimo previsto.
Ogni anno le famiglie devono infatti presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’ISEE aggiornato:
- l’ISEE 2026 considera redditi e patrimoni riferiti al 2024;
- l’ISEE dell’anno precedente faceva invece riferimento ai dati del 2023.
È proprio l’ISEE a determinare l’importo spettante dell’Assegno Unico.
Quanto cambia l’importo con l’ISEE
L’importo varia in funzione della situazione economica del nucleo familiare.
Per il 2026:
- con un ISEE fino a 17.468,51 euro, per ciascun figlio minorenne spetta l’importo massimo di 203,80 euro al mese;
- l’importo diminuisce progressivamente all’aumentare dell’ISEE;
- chi ha un ISEE superiore a 46.582,71 euro oppure non presenta alcun ISEE riceve l’importo minimo di 58,30 euro mensili per figlio.
A queste somme possono aggiungersi le maggiorazioni previste per particolari situazioni, come figli con disabilità, nuclei numerosi, madri di giovane età e altri casi stabiliti dalla normativa.
Chi riceverà un pagamento più alto a luglio
Le famiglie che nei primi mesi del 2026 non avevano ancora presentato la nuova DSU hanno continuato a ricevere l’importo minimo dell’Assegno Unico.
Se però l’ISEE è stato aggiornato entro il 30 giugno 2026, l’INPS ricalcola automaticamente gli importi spettanti dall’inizio dell’anno e versa gli arretrati con la mensilità di luglio.
Ad esempio, una famiglia che aveva percepito 58,30 euro al mese per un figlio e che, dopo il rinnovo dell’ISEE, risulta avere diritto all’importo massimo di 203,80 euro, riceverà anche la differenza maturata nei mesi precedenti.
Gli arretrati corrispondono quindi alla differenza tra l’importo effettivamente percepito e quello realmente spettante, moltiplicata per tutte le mensilità del 2026 interessate dal ricalcolo.
Attenzione alla scadenza del 30 giugno
Il termine del 30 giugno è determinante.
Chi ha presentato la DSU entro tale data mantiene il diritto al ricalcolo e agli arretrati maturati dal mese di gennaio.
Chi, invece, aggiorna l’ISEE dopo il 30 giugno continuerà a ricevere l’importo corretto solo per le mensilità successive, ma perderà definitivamente gli arretrati relativi ai primi mesi dell’anno.


