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Oggi: 23 Giu, 2026

Perché conviene aggiornare l’ISEE adesso per recuperare arretrati per ogni figlio a carico?

Rinnovare l'ISEE per sistemare l'Assegno Unico e Universale sui figli anche per i primi 6 mesi del 2026, ecco perché bisogna correre.
23 Giugno 2026
ISEE per l'Assegno Unico sui figli.
Foto © Investireoggi

L’ISEE è il principale strumento che consente alle famiglie di accedere a prestazioni agevolate, bonus, sussidi e numerose altre misure di sostegno economico. Si tratta di un indicatore fondamentale, perché da esso dipendono agevolazioni come i contributi contro la povertà, i bonus sulle bollette, le riduzioni delle tasse universitarie, le borse di studio e molto altro.

L’ISEE è particolarmente importante anche per le famiglie con figli a carico fino a 21 anni, poiché determina l’importo dell’Assegno Unico e Universale, la misura introdotta nel 2022 ed entrata in vigore dal mese di marzo dello stesso anno.

Quando fu istituito, l’Assegno Unico sostituì gran parte delle precedenti misure di sostegno alle famiglie, dai bonus bebè alle detrazioni per figli a carico, fino agli assegni per il nucleo familiare.

Oggi interessa lavoratori dipendenti, autonomi, disoccupati, inoccupati e percettori di altre prestazioni assistenziali.

Si tratta di una misura universale destinata ai figli fino a 21 anni di età, il cui diritto non dipende dall’ISEE. Tuttavia, l’indicatore è determinante per stabilire l’importo effettivamente spettante. Ed è proprio per questo motivo che aggiornare l’ISEE può evitare di perdere somme importanti di Assegno Unico. Molti non sanno infatti che sta per scadere il termine utile per recuperare gli arretrati maturati nel corso del 2026.

Perché conviene aggiornare l’ISEE adesso per recuperare arretrati per ogni figlio a carico?

Per ottenere l’Assegno Unico non è obbligatorio avere un ISEE in corso di validità. Diversamente da quanto accade, ad esempio, per l’Assegno di Inclusione, per il quale l’ISEE rappresenta un requisito indispensabile.

Nel caso dell’Assegno Unico è sufficiente presentare la domanda all’INPS.

Tuttavia, in assenza di un ISEE valido, l’Istituto eroga automaticamente l’importo minimo previsto dalla normativa.

In pratica, chi non presenta l’ISEE viene equiparato a chi possiede un indicatore superiore alla soglia massima prevista. Per il 2026 tale soglia è fissata a 46.582,71 euro.

Chi supera questo limite o chi non dispone di un ISEE valido, perché non lo ha mai richiesto oppure non lo ha rinnovato nel 2026, riceve l’importo minimo dell’Assegno Unico, pari a 58,30 euro al mese per ciascun figlio minorenne.

Attenti alla scadenza, poi non ci sarà più modo di recuperare quanto perduto nel primo semestre dell’anno

L’importo dell’Assegno Unico aumenta progressivamente al diminuire dell’ISEE, fino a raggiungere il valore massimo previsto per il 2026.

Per le famiglie con un ISEE pari o inferiore a 17.468,51 euro, l’assegno può arrivare a 203,80 euro al mese per ogni figlio minorenne.

Questo meccanismo genera una situazione particolare per chi non ha ancora aggiornato il proprio ISEE nel 2026. Molte famiglie potrebbero aver percepito nei primi mesi dell’anno soltanto l’importo minimo di circa 58 euro per figlio, salvo il mese di gennaio, nel quale l’INPS ha generalmente continuato a utilizzare l’ISEE già presente per il 2025.

Aggiornare l’ISEE adesso consente non solo di ottenere l’importo corretto dell’Assegno Unico per i mesi successivi, ma anche di recuperare le somme non percepite nei mesi precedenti attraverso il riconoscimento degli arretrati.

Si tratta però di una possibilità che non resterà disponibile a lungo.

Infatti, chi presenterà o rinnoverà l’ISEE dopo il 30 giugno avrà diritto esclusivamente all’importo corretto per le mensilità successive all’aggiornamento. Non sarà invece più possibile recuperare le differenze spettanti per i mesi precedenti del 2026.

Per questo motivo, chi non ha ancora provveduto al rinnovo dell’ISEE farebbe bene a verificare al più presto la propria situazione. Così da non perdere una quota di Assegno Unico che potrebbe tradursi in diverse centinaia di euro di arretrati per ogni figlio a carico.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.