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Oggi: 14 Lug, 2026

In pensione tra i 56 e i 71 anni di età: requisiti, beneficiari e misure

Quali requisiti per andare in pensione e come variano da misura a misura, ecco quelle da sfruttare a partire dai 56 anni si età.
14 Luglio 2026
pensioni
© Investireoggi

L’età pensionabile oggi in vigore è fissata a 67 anni. Questo è il requisito anagrafico richiesto per accedere alla pensione di vecchiaia nel 2026, mentre nel 2027 salirà a 67 anni e un mese e, secondo la normativa vigente, nel 2028 arriverà a 67 anni e tre mesi, salvo eventuali interventi legislativi.

L’età pensionabile riguarda la pensione di vecchiaia, ma il sistema previdenziale italiano prevede numerose misure alternative, deroghe e agevolazioni che consentono di lasciare il lavoro con requisiti differenti. Nella maggior parte dei casi si tratta di canali di pensionamento anticipato, mentre in altri consentono l’uscita in età più avanzata.

Non a caso, secondo gli ultimi dati del Rapporto INPS sul sistema previdenziale, nonostante l’età di vecchiaia sia fissata a 67 anni, l’età media effettiva di pensionamento in Italia è pari a 64 anni e 7 mesi.

Un dato che dimostra quanto siano numerose le possibilità di accesso alla pensione.

Di seguito una sintesi delle principali misure oggi disponibili, con requisiti e platee dei beneficiari.

Pensione di vecchiaia ordinaria

La pensione di vecchiaia richiede il raggiungimento dell’età pensionabile e il possesso di almeno 20 anni di contributi.

Per chi ha iniziato a versare contributi entro il 31 dicembre 1995, è sufficiente soddisfare il requisito dei 67 anni di età e 20 anni di contribuzione, senza alcun vincolo sull’importo della pensione.

Per i contributivi puri, cioè coloro che hanno il primo accredito contributivo successivo al 31 dicembre 1995, oltre ai 20 anni di contributi è necessario che la pensione maturata sia almeno pari all’importo dell’Assegno Sociale vigente.

Pensione anticipata ordinaria e Quota 41

La pensione anticipata ordinaria rappresenta il principale canale di uscita senza requisiti anagrafici.

Occorrono:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.

La decorrenza della pensione è soggetta a una finestra mobile di tre mesi.

L’altra misura che non richiede un’età minima è Quota 41 per i lavoratori precoci, che consente il pensionamento con 41 anni di contributi, a condizione che almeno 12 mesi siano stati versati prima del compimento dei 19 anni di età.

La misura è riservata esclusivamente a:

  • caregiver;
  • invalidi civili almeno al 74%;
  • lavoratori gravosi;
  • lavoratori usuranti;
  • disoccupati che abbiano esaurito integralmente la NASpI e rispettino gli ulteriori requisiti previsti dalla normativa.

Fino al 31 dicembre 2026 resta l’APE Sociale

L’APE Sociale non è una pensione vera e propria, ma un’indennità che accompagna il lavoratore fino al conseguimento della pensione di vecchiaia.

La misura, allo stato attuale della normativa, è prorogata fino al 31 dicembre 2026.

Possono beneficiarne:

  • caregiver;
  • invalidi civili almeno al 74%;
  • disoccupati;
  • lavoratori addetti ad attività gravose.

Sono richiesti:

  • almeno 63 anni e 5 mesi di età;
  • 30 anni di contributi per caregiver, invalidi e disoccupati;
  • 36 anni di contributi per gli addetti ai lavori gravosi.

Pensione anticipata per invalidità pensionabile: donne a 56 anni e uomini a 61 anni

Da non confondere con l’invalidità civile è la cosiddetta invalidità pensionabile, che consente di accedere alla pensione di vecchiaia anticipata.

Questa misura permette il pensionamento:

  • a 56 anni per le donne;
  • a 61 anni per gli uomini.

Occorrono inoltre:

  • almeno 20 anni di contributi;
  • una riduzione della capacità lavorativa pari ad almeno l’80%, accertata secondo la normativa previdenziale.

È prevista una finestra di decorrenza di 12 mesi.

L’invalidità pensionabile riguarda la riduzione della capacità lavorativa nello svolgimento della specifica attività professionale esercitata e non coincide con l’invalidità civile, che valuta invece la riduzione della capacità lavorativa generica.

Le opportunità per i contributivi puri

I lavoratori interamente contributivi possono accedere anche alla pensione anticipata contributiva.

Sono richiesti:

  • 64 anni di età;
  • almeno 20 anni di contributi;
  • una pensione non inferiore a:
    • tre volte l’Assegno Sociale per gli uomini e per le donne senza figli;
    • 2,8 volte l’Assegno Sociale per le lavoratrici con un figlio;
    • 2,6 volte l’Assegno Sociale per le lavoratrici con due o più figli.

Anche questa misura prevede una finestra di tre mesi tra la maturazione dei requisiti e la decorrenza della pensione.

Sempre per i contributivi puri esiste inoltre la possibilità di ottenere la pensione con soli 5 anni di contributi, purché siano effettivi e il lavoratore abbia compiuto 71 anni di età. In questo caso non è richiesto alcun importo minimo della pensione.

Lavori usuranti e pensionamento anticipato

Tra gli strumenti di anticipo rientra anche la pensione riservata agli addetti ai lavori usuranti, disciplinata dal decreto legislativo n. 67 del 2011.

I requisiti ordinari sono:

  • almeno 61 anni e 7 mesi di età;
  • almeno 35 anni di contributi;
  • il raggiungimento della cosiddetta quota 97,6, ottenuta sommando età anagrafica e anzianità contributiva.

Tra le categorie interessate figurano:

  • conducenti di mezzi pubblici;
  • lavoratori addetti alla linea a catena;
  • lavoratori notturni;
  • addetti alle cave, miniere e gallerie;
  • palombari;

e tutte le altre categorie individuate dal decreto legislativo n. 67 del 2011.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.