La verifica dell’esistenza in vita per i pensionati INPS residenti in Venezuela avrà una scadenza più ampia. L’Istituto ha, infatti, spostato il termine al 19 settembre 2026, concedendo due mesi in più rispetto alla data iniziale del 18 luglio.
La decisione è legata alle difficoltà provocate dal recente (e devastante) terremoto che ha colpito il Paese e che può rendere più complicato completare e spedire la documentazione richiesta. Il differimento offre così un margine concreto ai beneficiari, senza modificare la natura del controllo né gli obblighi previsti per completare correttamente la procedura.
Esistenza in vita, chi rientra nei controlli del 2026
L’adempimento dell’esistenza in vita, ricordiamo, riguarda i titolari di pensione INPS pagata fuori dall’Italia.
Si svolge a fasi. Ora è in atto la prima fase delle verifiche previste per il 2026. Questa attività è iniziata il 20 marzo e coinvolge, tra le diverse aree geografiche, America, Asia, Estremo Oriente, Paesi scandinavi ed Europa orientale.
Il controllo serve ad accertare che il beneficiario sia ancora presente e possa continuare a ricevere regolarmente la prestazione. Non si tratta di un obbligo tributario, ma di una procedura amministrativa che incide in modo diretto sull’erogazione delle rate pensionistiche.
La finalità è impedire accrediti non spettanti e garantire un uso corretto delle risorse pubbliche. In termini generali, il potere di verifica trova riferimento nel D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, dedicato alla documentazione amministrativa. In particolare, l’articolo 71 disciplina i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni presentate. La procedura non deve essere confusa con la campagna ResEst 2026.
Cosa accade quando il modulo non viene restituito
Per la generalità dei pensionati coinvolti nella prima fase, il termine resta fissato al 18 luglio 2026.
In assenza della documentazione, la rata di agosto non segue il normale canale di accredito, ma viene messa a disposizione in contanti presso le agenzie Western Union presenti nel Paese di residenza.
Il pensionato deve ritirare personalmente la somma entro il 19 agosto 2026. Se il pagamento non viene riscosso e, nello stesso periodo, non arriva la prova di esistenza in vita, l’INPS sospende la pensione a partire dalla mensilità di settembre.
La sospensione non elimina il diritto alla prestazione. L’erogazione resta però bloccata finché la posizione non viene regolarizzata. Per questo motivo, il rispetto delle date e l’invio tempestivo degli atti sono decisivi.
Come compilare e trasmettere l’attestazione
La comunicazione viene spedita da Citibank, incaricata dei pagamenti pensionistici all’estero. Nel plico è presente il modulo da completare, predisposto in italiano e, quando previsto, anche nella lingua utilizzata nel Paese di residenza.
La lettera contiene la data entro cui rispondere, le istruzioni pratiche, i recapiti per l’assistenza e l’elenco degli allegati necessari. In genere occorre unire la copia di un documento d’identità valido corredato di fotografia.
Il modulo deve inoltre essere sottoscritto davanti a un soggetto autorizzato a confermare identità e firma del pensionato. Questa funzione può essere svolta, per esempio, da rappresentanti diplomatici o consolari italiani oppure da autorità locali competenti, compresi gli uffici comunali abilitati.
La documentazione può essere inviata anche in formato cartaceo all’indirizzo riportato nella comunicazione. La campagna di esistenza in vita prevede anche servizi di supporto per situazioni particolari o per problemi che rendano difficile completare la pratica.
Esistenza in vita, la proroga speciale per il Venezuela
Per i pensionati pagati in Venezuela, la nuova data limite, di questa prima fase della campagna esistenza in vita 2026/2027, è il 19 settembre 2026. Entro quel giorno deve essere prodotta l’attestazione necessaria a mantenere attivi i versamenti. La proroga modifica anche il calendario delle conseguenze: chi non regolarizza la posizione entro il termine vedrà sospesa la pensione dalla rata di ottobre 2026, e non da settembre.
Restano valide le modalità di trasmissione già stabilite dall’INPS e richiamate nel Messaggio n. 3863/2025. La campagna di esistenza in vita conserva, quindi, le stesse regole operative, mentre cambia soltanto il termine riconosciuto ai residenti in Venezuela. La misura punta a evitare che le conseguenze del sisma si traducano in un blocco dei pagamenti per chi, a causa dell’emergenza, non riesce a completare la procedura nei tempi ordinari.
Riassumendo
- L’esistenza in vita per i pensionati in Venezuela va attestata entro il 19 settembre 2026.
- La proroga nasce dalle difficoltà causate dal recente terremoto nel Paese.
- Il controllo riguarda pensionati INPS residenti all’estero inclusi nella prima fase 2026.
- Senza attestazione, la pensione può essere pagata in contanti e poi sospesa.
- Citibank invia modulo, istruzioni e indicazioni sulla documentazione necessaria.
- Per il Venezuela, l’eventuale sospensione decorrerà dalla rata di ottobre 2026.


