La gestione informatica delle scritture aziendali semplifica archiviazione e consultazione, ma non elimina gli obblighi tributari. Per il libro giornale digitale, il bollo segue criteri diversi da quelli applicabili ai registri stampati. Contano il numero delle annotazioni inserite, il singolo esercizio e la scadenza fissata per il pagamento.
La risposta a interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 144 del 13 luglio 2026 chiarisce soprattutto un punto: il conteggio riparte da zero alla fine di ogni periodo d’imposta e non può proseguire senza interruzioni negli anni successivi.
Libro giornale digitale: quando nasce l’obbligo
La disciplina di riferimento è contenuta nell’articolo 6 del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) 17 giugno 2014, dedicato agli obblighi fiscali dei documenti informatici.
Il comma 3 stabilisce che, per libri e registri richiamati dall’articolo 16 della Tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, il bollo è dovuto ogni 2.500 registrazioni oppure per una loro frazione.
Quest’ultima precisazione è decisiva. Se durante l’anno vengono inserite, per esempio, 1.800 operazioni, il presupposto fiscale esiste comunque. Una quantità inferiore al limite costituisce, infatti, una frazione tassabile. Con 2.501 movimenti, invece, risultano due blocchi: uno completo e uno parziale. La quantità da considerare riguarda le registrazioni contabili, non le pagine virtuali prodotte dal programma.
Il conteggio si chiude con l’esercizio
Ogni periodo fiscale ha una propria autonomia. Le operazioni non utilizzate per completare uno scaglione non passano all’annualità seguente. Se una società registra 1.500 movimenti nel primo esercizio e 1.000 nel secondo, non si forma un unico gruppo da 2.500: esistono due frazioni riferite a due anni distinti, ciascuna soggetta al relativo pagamento.
Questo criterio deriva dalla lettura coordinata dell’articolo 6 del D.M. 17 giugno 2014. Il comma 2 collega il versamento agli atti, ai documenti e ai registri emessi o impiegati nell’anno e impone un’unica soluzione entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Di conseguenza, anche il calcolo del registro cronologico si arresta alla medesima data. Una somma progressiva tra annualità altererebbe il legame tra tributo e periodo di riferimento. La chiusura annuale deve quindi lasciare una traccia chiara del totale raggiunto. Tale dato facilita le verifiche successive e impedisce che una parte già tassata venga inclusa nuovamente nel calcolo relativo al periodo seguente per semplice errore operativo.
Pagamento telematico e codice tributo
Il comma 1 dello stesso articolo 6 prevede un versamento esclusivamente telematico, secondo le modalità dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. In concreto si utilizza il Modello F24 (con possibilità di compensazione), indicando il codice tributo 2501. Il termine è fissato a 120 giorni dalla conclusione dell’esercizio; perciò non coincide automaticamente con la data di approvazione del bilancio.
Prima di compilare il modello occorre determinare quanti scaglioni, interi o parziali, ricadono nell’anno. Il risultato va poi moltiplicato per l’importo previsto dall’articolo 16 della Tariffa allegata al D.P.R. n. 642/1972. La corretta conservazione delle evidenze permette di documentare sia il numero dei movimenti sia l’annualità alla quale appartengono. Per il libro giornale, un prospetto interno di riepilogo può rendere più semplice il controllo.
Libro giornale e differenze rispetto alla carta
La tenuta cartacea segue una logica differente. In tale ambito il bollo si applica ogni 100 pagine, o frazione, nella misura ordinaria di 16 euro; l’importo sale a 32 euro quando non è dovuta la tassa annuale di concessione governativa. L’assolvimento deve avvenire prima dell’uso mediante contrassegno telematico oppure con pagamento tramite F23 presso i soggetti autorizzati.
Nel sistema informatico, invece, rileva l’effettiva immissione delle operazioni nell’anno, non la numerazione dei fogli. La distinzione evita di trasferire alla contabilità digitale parametri nati per supporti fisici. In sintesi, il libro giornale richiede tre verifiche: totale annuale delle registrazioni, numero delle frazioni da assoggettare e rispetto dei 120 giorni. Separare con precisione gli esercizi consente un calcolo coerente con la normativa e riduce il rischio di versamenti insufficienti o collocati nell’annualità sbagliata.
Riassumendo
- Il libro giornale digitale è soggetto all’imposta di bollo secondo regole specifiche.
- Il tributo scatta ogni 2.500 registrazioni oppure per una frazione inferiore.
- Il conteggio deve essere effettuato separatamente per ciascun periodo d’imposta.
- Il pagamento avviene entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.
- Il versamento telematico richiede il modello F24 e il codice tributo 2501.
- Per i registri cartacei, il bollo dipende invece dal numero delle pagine.
