Per il periodo d’imposta 2025 (Modello Redditi 2026) restano confermate negli importi le deduzioni forfettarie per l’autotrasporto, una misura pensata per alleggerire il carico fiscale degli imprenditori che svolgono trasporto merci per conto terzi.
Il beneficio riguarda le spese non provate da fattura o ricevuta e trova il proprio riferimento nell’articolo 66 del TUIR, approvato con DPR 917/1986. Gli importi saranno utilizzati nella dichiarazione dei redditi 2026 e restano legati alle risorse pubbliche disponibili.
Deduzioni forfettarie per l’autotrasporto: importi confermati per il 2025
Per il 2025 non arrivano aumenti né riduzioni rispetto alla misura già applicata in precedenza. L’importo principale resta fissato a 48 euro al giorno per i viaggi effettuati fuori dal Comune in cui si trova la sede dell’impresa.
per i trasporti svolti interamente all’interno del Comune della sede d’impresa. La cifra si riduce al 35% per i trasferimenti fuori dal comune, pari, dunque, a 16,8 euro (il 35% di 48).
Si tenga presente che l’agevolazione spetta una sola volta al giorno, a prescindere dal numero complessivo di viaggi eseguiti.
Si tratta di una somma standard, riconosciuta senza dover documentare nel dettaglio ogni singola spesa sostenuta durante l’attività. La logica è semplice: chi guida personalmente per lavoro affronta costi frequenti e spesso difficili da provare uno per uno. La norma, quindi, consente una riduzione del reddito imponibile attraverso un importo prestabilito.
Il beneficio non dipende dal numero di consegne o tratte svolte nella stessa giornata. Anche quando i viaggi sono più di uno, la deduzione può essere conteggiata una sola volta per ciascun giorno di attività.
Quando spetta la riduzione fiscale agli autotrasportatori
L’agevolazione è riservata ai trasporti di merci per conto terzi svolti direttamente dall’imprenditore.
Questo punto è importante, perché la misura non riguarda in modo generico tutte le imprese del settore, ma solo i casi in cui il titolare partecipa personalmente all’attività di trasporto.
Le deduzioni forfettarie per l’autotrasporto servono, quindi, a riconoscere fiscalmente una quota di costi quotidiani, come quelli collegati agli spostamenti, alla permanenza fuori sede e alle necessità operative della giornata lavorativa.
Come detto già, per i trasporti effettuati interamente nel Comune dove si trova l’impresa, la somma è più bassa. In questo caso il valore è pari al 35% dell’importo pieno di 48 euro. Il risultato è 16,80 euro al giorno. La differenza tra tragitti comunali ed extra comunali nasce dalla diversa incidenza dei costi normalmente sostenuti.
Come indicare le somme nella dichiarazione Redditi 2026
La corretta indicazione in dichiarazione è essenziale per evitare errori. Le somme vanno inserite nei Modelli Redditi PF 2026 o Redditi SP 2026, a seconda della forma giuridica e del regime contabile adottato.
Chi compila il quadro RF deve utilizzare il rigo RF55. Per i viaggi svolti nel Comune della sede d’impresa si usa il codice 43, mentre per quelli oltre il territorio comunale si usa il codice 44.
Chi, invece, compila il quadro RG deve indicare gli importi nel rigo RG22. In questo caso il codice 16 riguarda i trasporti interni al Comune, mentre il codice 17 riguarda quelli fuori Comune.
Le deduzioni forfettarie per l’autotrasporto devono quindi essere distinte con attenzione, perché il codice usato cambia in base al tipo di percorso. Una classificazione errata può incidere sulla liquidazione delle imposte e rendere necessari successivi chiarimenti con il Fisco.
Deduzioni forfettarie per l’autotrasporto: perché contano per le imprese
Questa misura ha un valore pratico rilevante per molte piccole realtà del settore. L’autotrasporto conto terzi è spesso caratterizzato da margini ridotti, costi continui e forte pressione organizzativa. Un meccanismo semplice, con importi fissi giornalieri, permette di gestire meglio la parte fiscale senza appesantire troppo gli adempimenti.
Le deduzioni forfettarie per l’autotrasporto non eliminano l’obbligo di una contabilità ordinata, ma aiutano a riconoscere costi difficili da documentare singolarmente. Per il 2025 il quadro resta dunque stabile: 48 euro per i viaggi fuori Comune e 16,80 euro per quelli interni al Comune della sede aziendale.
Riassumendo
- Le deduzioni forfettarie per l’autotrasporto restano confermate per il periodo 2025.
- L’importo pieno è pari a 48 euro per giornata.
- Per i viaggi comunali la quota scende a 16,80 euro.
- Il beneficio spetta una sola volta al giorno.
- La misura riguarda trasporti conto terzi svolti personalmente dall’imprenditore.
- Gli importi vanno indicati nei modelli Redditi 2026.