Esistono diverse maggiorazioni sociali sulla pensione che possono garantire un incremento dell’importo percepito dai pensionati. Lo Stato italiano, infatti, riconosce a chi percepisce trattamenti pensionistici di importo contenuto il diritto a integrazioni e maggiorazioni economiche. Tra queste assumono particolare rilievo gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF).
Anche un pensionato può avere diritto agli assegni familiari, ad esempio quando ha il coniuge fiscalmente a carico. Ma come funzionano gli assegni familiari per il coniuge a carico? Come si richiedono e quali sono le regole da conoscere?
Pensioni e Assegni Nucleo Familiare, ecco come recuperare le maggiorazioni del coniuge
Sul sito dell’INPS è presente una sezione dedicata proprio agli Assegni per il Nucleo Familiare sulle pensioni.
Attraverso questo servizio gli interessati possono presentare la richiesta per ottenere la prestazione.
Tuttavia, possono accedervi soltanto i pensionati iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) e in possesso dei requisiti reddituali previsti dalla normativa.
È importante sottolineare che si tratta di pensionati provenienti dal lavoro dipendente. Per coloro che, invece, percepiscono una pensione a carico delle gestioni speciali degli artigiani, commercianti, coltivatori diretti e altre categorie autonome, continuano ad applicarsi le regole degli Assegni Familiari e non quelle degli Assegni per il Nucleo Familiare.
Va inoltre ricordato che gli ANF non vengono riconosciuti automaticamente. Devono essere espressamente richiesti all’INPS e, se non sono stati domandati contestualmente alla pensione, decorrono dalla data della successiva richiesta.
Importi ANF pensioni e regole di calcolo
Gli importi degli Assegni per il Nucleo Familiare spettanti ai pensionati provenienti dal lavoro dipendente vengono determinati sulla base di diversi elementi:
- la composizione del nucleo familiare;
- il numero dei componenti;
- il reddito complessivo del nucleo.
Proprio il reddito rappresenta il fattore decisivo sia per il riconoscimento del diritto sia per il calcolo dell’importo spettante.
Ai fini della determinazione degli ANF devono essere considerati tutti i redditi assoggettati a IRPEF, al netto delle ritenute e delle detrazioni. Sono inoltre inclusi i redditi esenti da imposta, quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta e quelli assoggettati a imposta sostitutiva.
Per il calcolo del diritto agli assegni si prendono in considerazione i redditi riferiti al periodo che va dal 1° luglio di un anno al 30 giugno dell’anno successivo.
La domanda di ricostituzione per i ritardatari
Anche gli Assegni per il Nucleo Familiare sulle pensioni hanno subito modifiche a partire dal marzo 2022, con l’entrata in vigore dell’Assegno Unico e Universale.
Da quella data non è più possibile ottenere gli assegni familiari in presenza di figli nel nucleo, poiché il sostegno economico per i figli è integralmente assorbito dall’Assegno Unico.
Di conseguenza, dal 1° marzo 2022 il nucleo familiare rilevante ai fini degli ANF può essere composto, oltre che dal pensionato, soltanto dal coniuge, dalla parte dell’unione civile o da altri familiari diversi dai figli, purché siano privi di genitori e risultino a carico del pensionato.
La richiesta degli Assegni per il Nucleo Familiare generalmente si presenta insieme alla domanda di pensione.
Tuttavia, chi non lo ha fatto può ancora richiederli successivamente.
In questo caso non occorre presentare una nuova domanda di ANF, ma una domanda di ricostituzione della pensione per motivi familiari.
Per velocizzare l’istruttoria è opportuno allegare tutta la documentazione necessaria, compresi i redditi dell’intero nucleo familiare e uno stato di famiglia oppure un’autocertificazione dalla quale risulti chiaramente la composizione del nucleo stesso.