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Redditi di lavoro dipendente, doppio bonus 2025: somma esente o detrazione extra nel 730/2026

Redditi di lavoro dipendente, bonus 2025 e detrazioni nel 730/2026: ecco chi può ottenere gli aiuti fiscali e chi resta escluso.
11 Maggio 2026
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La legge di bilancio 2025 ha introdotto due strumenti pensati per alleggerire il carico fiscale di chi percepisce redditi di lavoro dipendente. Il riferimento è l’art. 1, commi 4-9, L. 207/2024, che distingue gli aiuti in base al reddito complessivo dichiarato.

Per i contribuenti con reddito non superiore a 20.000 euro è prevista una somma che non entra nella base imponibile. In pratica, tale importo non viene tassato e produce un vantaggio diretto sulla busta paga o sul conguaglio. Per chi, invece, supera 20.000 euro ma non oltrepassa 40.000 euro, opera una detrazione aggiuntiva dall’imposta lorda.

La misura riguarda i redditi di lavoro dipendente indicati dall’art.

49 TUIR. La soglia economica, quindi, non basta da sola: conta anche la natura del reddito percepito. Il beneficio non è generale, ma collegato a una precisa categoria fiscale.

L’Agenzia Entrate, con due specifiche FAQ di qualche giorno fa, è intervenuta a fornire importanti chiarimenti. Precisazioni che diventano fondamentali in vista del Modello 730/2026 e Modello Redditi PF 2026, in quanto è in questa sede che il tutto sarà conguagliato rispetto a quanto applicato dal datore di lavoro in busta paga nel corso dell’anno 2025.

Chi resta fuori dalle due agevolazioni su redditi di lavoro dipendente

Un aspetto decisivo riguarda i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. Le somme indicate dall’art. 50 TUIR, pur avendo spesso un trattamento simile nella dichiarazione, non rientrano nel campo applicativo delle nuove agevolazioni. La norma, infatti, richiama i redditi di lavoro dipendente in senso proprio e non estende automaticamente il vantaggio ad altre forme reddituali.

Rimangono quindi esclusi, ad esempio, compensi e indennità che il TUIR considera assimilati al lavoro dipendente.

La distinzione può sembrare tecnica, ma produce effetti concreti: due contribuenti con importi annui simili possono avere trattamenti diversi se la qualificazione fiscale del reddito non coincide.

Sono esclusi anche i trattamenti pensionistici. Pur essendo collocati, sotto il profilo normativo, nell’area dell’art. 49 TUIR, le pensioni non sono considerate utili per ottenere questi specifici benefici. La finalità della misura è sostenere chi è legato a un rapporto di lavoro attivo o a somme che sostituiscono quel reddito secondo regole particolari.

Indennità e somme sostitutive: quando il beneficio può spettare

Il discorso cambia per alcune prestazioni che prendono il posto della retribuzione ordinaria. L’art. 6, comma 2, TUIR stabilisce che i proventi conseguiti in sostituzione di altri redditi assumono la stessa natura fiscale di quelli rimpiazzati.

Rientrano in questa logica, ad esempio, l’indennità di disoccupazione, l’indennità di mobilità, la cassa integrazione, l’indennità di maternità, quella di malattia e alcune somme provvisorie riconosciute ai dipendenti in pendenza di giudizio. Quando tali importi sostituiscono redditi di lavoro dipendente, seguono la medesima categoria fiscale.

Questo principio è stato già chiarito dalla prassi, in particolare dalla Circolare n. 326/1997. La conseguenza è importante: se l’indennità è tassata come reddito della stessa categoria della retribuzione perduta, può aprire la strada anche ai nuovi vantaggi previsti dal 2025.

Non ogni pagamento sostitutivo, però, genera automaticamente il diritto.

Occorre verificare se, su quelle somme, spettano anche le detrazioni ordinarie per lavoro dipendente. Il collegamento con i giorni indennizzati diventa, quindi, essenziale.

Redditi di lavoro dipendente: il legame con le detrazioni ordinarie

Le nuove misure non viaggiano separate dalle regole già previste per le detrazioni fiscali. L’art. 13, comma 1, TUIR riconosce la detrazione per lavoro dipendente in rapporto ai giorni che danno diritto al beneficio. La Circolare n. 3/1998 ha precisato che la detrazione spetta nell’anno in cui il reddito viene tassato e in relazione ai giorni coperti dall’indennità.

Per questo motivo, le agevolazioni sui redditi di lavoro dipendente possono riguardare anche le indennità sostitutive, ma solo se su tali somme è riconosciuta la detrazione ordinaria. Un caso tipico è la disoccupazione indennizzata dall’INPS (la NASPI): i giorni coperti dalla prestazione assumono rilievo per calcolare il vantaggio fiscale.

La regola finale può essere riassunta così: i redditi di lavoro dipendente danno accesso agli aiuti 2025 se rispettano i limiti di reddito e se rientrano nel perimetro dell’art. 49 TUIR; le somme sostitutive possono essere ammesse quando conservano la stessa natura fiscale e danno diritto alla detrazione dell’art. 13 TUIR.

Restano invece fuori i redditi assimilati e le pensioni. La corretta qualificazione del reddito diventa quindi il primo controllo da effettuare per applicare senza errori le nuove agevolazioni sui redditi di lavoro dipendente.

I chiarimenti dell’Agenzia sono fondamentali in vista della dichiarazione redditi 2026, in quanto è in questa sede che il tutto sarà conguagliato rispetto a quanto applicato dal datore di lavoro in busta paga nel corso dell’anno 2025.

Riassumendo

  • I redditi di lavoro dipendente possono beneficiare delle nuove agevolazioni fiscali 2025.
  • La legge prevede aiuti diversi in base al reddito complessivo.
  • Fino a 20.000 euro opera una somma non imponibile.
  • Tra 20.000 e 40.000 euro spetta una detrazione aggiuntiva.
  • Restano esclusi redditi assimilati e trattamenti pensionistici.
  • Le indennità sostitutive rilevano se danno diritto alla detrazione ordinaria.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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