In linea di massima non esiste un connubio diretto tra pensioni e ISEE. In pratica il principale strumento utilizzato dalle famiglie e che dà accesso a svariate prestazioni assistenziali, bonus e agevolazioni, cioè l’ISEE, serve a poco per chi alla luce delle sue situazioni reddituali, intende prendere una pensione più alta. E non serve nemmeno se l’interessato al posto di una pensione, prende un trattamento diverso.
In pratica l’ISEE non serve per aumentare l’importo di una pensione in Italia. Eppure, c’è un caso ben preciso che consente a chi prende una pensione piuttosto bassa o un trattamento assistenziale come l’assegno sociale, di aumentare ciò che prende.
Infatti, l’unico collegamento tra ISEE e pensioni, anche se è indiretto, tira dentro anche l’Assegno di inclusione. Che è quella misura assistenziale dedicata a soggetti in uno stato precario dal punto di vista patrimoniale e reddituale, che ha preso il posto del vecchio Reddito di cittadinanza.
Pensioni basse o assegno sociale? Grazie all’ISEE può prendere qualcos’altro
In Italia uno degli argomenti più dibattuti è l’importo della pensione. Tanti sono i titolari di trattamenti dall’INPS che prendono una pensione piuttosto bassa. E tanti altri invece prendono l’assegno sociale, che è una misura che spetta a chi non hai diritto ad una pensione propria non avendo mai versato contributi o avendone versati in misura inferiore a quella che effettivamente serve per andare in pensione.
In sostanza, sono tutti soggetti questi che prendono dall’INPS dei trattamenti che non gli permettono di avere una vita dignitosa. Ecco allora che se i limiti di reddito e patrimoni sono davvero bassi ed avvalorati da un ISEE altrettanto basso, i titolari di questi trattamenti possono anche pensare di richiedere all’INPS l’Assegno di inclusione.
Prendendo sicuramente qualcosa in più rispetto ai trattamenti in pagamento.
L’Assegno di inclusione anche per pensionati o titolari di assegno sociale
L’Assegno di inclusione nasce per essere un sostegno solo per minorenni, invalidi, over 60 o per chi ha problemi di carichi di cura o di presa in carico dai servizi sociali comunali o sanitari. Ma se il nucleo familiare beneficiario è composto esclusivamente da over 67 o invalidi, le cifre aumentano. Ecco perché i titolari di assegno sociale, che ricordiamo, si prende proprio a partire dai 67 anni di età, o i pensionati al minimo che hanno quella età, possono avere diritto a qualcosa in più.
E non solo sull’Assegno di Inclusione, ma anche sui trattamenti che già percepiscono. L’Assegno di inclusione è una misura che integra il reddito di un soggetto o di un nucleo familiare. Pertanto, chi prende pensioni al di sotto di 500 euro, per esempio, oppure i titolari di Assegno sociale che prendono al massimo 546 euro al mese nel 2026, possono attingere a quest’altra misura. Basta rientrare nei parametri reddituali dell’ISEE e del reddito che anche per le pensioni e l’Assegno sociale sono determinanti per prendere pure l’Assegno di Inclusione.
Cifre e importi dell’Assegno di inclusione
Se per tutti l’Assegno di inclusione arriva a massimo 541,67 euro al mese (importi 2025 ma pagati anche a gennaio 2026, in attesa di eventuali aumenti a febbraio), per gli over 67 si sale a 682,50. Naturalmente sono cifre da rivedere in base alla scala di equivalenza basata sulla tipologia di nucleo familiare. E naturalmente, essendo una misura ad integrazione del reddito, bisogna rivederle in base al proprio reddito.
Che se è quello della pensione o dell’Assegno sociale percepito, va scalato dalle cifre di Assegno di inclusione prima citate. Ripetiamo, determinante è il possesso di un ISEE in corso di validità per poter presentare la domanda di Assegno di inclusione anche per i titolari di pensioni o di Assegno sociale.