La formula del part-time per il pensionamento entra nel sistema con una misura sperimentale pensata per il biennio 2026-2027. La novità è prevista dall’art. 6 della Legge n. 34/2026 (c.d. legge annuale delle PMI) e riguarda i dipendenti del settore privato che si avvicinano all’uscita dal lavoro. L’idea è semplice: consentire una riduzione dell’orario negli ultimi anni di attività, senza perdere del tutto la tutela previdenziale, e collegare questa scelta a un nuovo ingresso stabile in azienda.
La misura non è aperta a tutti. Vale soltanto per i lavoratori assunti a tempo pieno e indeterminato presso datori privati con un organico fino a 50 dipendenti.
Inoltre, il beneficio è riservato a chi ha anzianità contributiva anteriore al 1° gennaio 1996 e può raggiungere entro il 1° gennaio 2028 i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, secondo le regole vigenti.
Requisiti e finestra temporale
Il part-time per il pensionamento previsto dalla legge annuale PMI può essere richiesto fino alla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico. La platea è limitata, perché la norma fissa un tetto massimo complessivo di 1.000 lavoratori. Si tratta, quindi, di una misura sperimentale con accesso non illimitato.
Sotto il profilo previdenziale, i soggetti interessati devono risultare iscritti all’AGO (Assicurazione generale obbligatoria), alle forme esclusive o sostitutive della medesima, oppure alla Gestione separata INPS. Per verificare il diritto serve una domanda all’INPS, che dovrà accertare la presenza dei requisiti.
Restano centrali anche i parametri ordinari per l’uscita. La pensione di vecchiaia, allo stato, richiede 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. La pensione anticipata richiede invece 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, con finestra mobile di tre mesi.
Per il part-time per il pensionamento la legge consente anche il cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti, ma solo nelle gestioni amministrate dall’INPS e solo se non esiste già un trattamento pensionistico in una di tali gestioni.
Riduzione oraria, contributi e vincoli
Sul piano pratico, il part-time per il pensionamento comporta la trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale. La riduzione dell’orario può andare dal 25% al 50%. Le modalità devono essere definite con accordo tra le parti e con atto avente data certa. La disciplina ammette anche clausole elastiche o flessibili, con organizzazione dell’attività su base settimanale o mensile.
L’aspetto più rilevante è l’incentivo economico. Il lavoratore beneficia dell’esonero del 100% della quota IVS a proprio carico, entro il limite di 3.000 euro annui, da riproporzionare mensilmente. Accanto a questo vantaggio, è prevista una contribuzione figurativa calcolata sulla retribuzione persa a causa del minor orario. In questo modo, il part-time per il pensionamento alleggerisce il costo contributivo per il dipendente e prova a ridurre l’effetto negativo del taglio dell’orario sul futuro assegno.
Part-time per il pensionamento e assunzione dei giovani
Il cuore della norma è però nella condizione imposta al datore di lavoro. Il part-time per il pensionamento non scatta automaticamente con il solo accordo di riduzione oraria.
Per ogni dipendente coinvolto, l’azienda deve effettuare nello stesso momento un’assunzione a tempo pieno e indeterminato di un lavoratore con età non superiore a 34 anni.
Questo collegamento tra uscita graduale e nuovo ingresso stabile mostra la logica della cosiddetta staffetta generazionale. Da una parte si accompagna verso la pensione chi è vicino al traguardo; dall’altra si crea spazio per l’occupazione giovanile. La norma consente inoltre al datore di lavoro, se ne ricorrono i presupposti, di utilizzare anche gli altri incentivi alle assunzioni previsti dalla legislazione vigente.
Il part-time per il pensionamento, pertanto, si presenta come una misura selettiva, con regole rigide e fondi limitati, ma può offrire un doppio effetto utile: rendere più graduale la fine della vita lavorativa e favorire nuovi contratti stabili per i più giovani. Proprio per questo la misura merita attenzione, soprattutto nelle piccole imprese dove il ricambio del personale è spesso più difficile.
Riassumendo
- Part-time per il pensionamento: misura sperimentale per accompagnare l’uscita dal lavoro.
- Riguarda dipendenti privati full time, indeterminati, in aziende fino a 50 addetti.
- Serve anzianità contributiva ante 1996 e pensione maturabile entro il 1° gennaio 2028.
- L’orario può ridursi dal 25% al 50% con accordo scritto.
- Previsti esonero contributivo IVS e contribuzione figurativa entro limiti di spesa.
- L’azienda deve assumere contestualmente un giovane under 35 a tempo indeterminato.
