Controllando l’estratto conto contributivo dell’INPS può capitare di accorgersi di contributi mancanti, ovvero che alcuni periodi di lavoro non risultano registrati. Una situazione che preoccupa molti lavoratori, soprattutto quando il pensionamento è ormai vicino. La domanda nasce spontanea: se mi mancano alcuni contributi rischio di non poter andare in pensione?
La risposta dipende dal motivo per cui quei contributi non compaiono. Non sempre, infatti, l’assenza nell’estratto conto significa che siano stati definitivamente persi. Prima di pensare al peggio è importante capire cosa è successo e quali strumenti esistono per regolarizzare la propria posizione.
I contributi mancanti non sono sempre contributi persi
L’estratto conto contributivo rappresenta la fotografia della posizione assicurativa del lavoratore, ma può contenere omissioni, ritardi negli aggiornamenti o errori di registrazione.
Può accadere, ad esempio, che un periodo di lavoro regolarmente svolto non sia ancora stato accreditato oppure che siano presenti dati incompleti relativi a un determinato rapporto di lavoro.
Per questo motivo il primo passo è verificare se si tratta realmente di contributi non versati oppure semplicemente di contributi che devono ancora essere registrati o corretti.
Cosa succede se i contributi non bastano per la pensione
Se, una volta verificata la propria posizione, emerge che i contributi effettivamente accreditati non sono sufficienti per maturare il diritto alla pensione richiesta, il pensionamento potrebbe slittare.
Ogni prestazione previdenziale prevede specifici requisiti contributivi che devono essere soddisfatti al momento della domanda.
Questo non significa però che la pensione sia definitivamente compromessa: spesso esistono strumenti che consentono di ricostruire la carriera assicurativa o integrare i periodi mancanti quando la normativa lo consente.
Come verificare la propria posizione contributiva
Chi nota anomalie nell’estratto conto può richiedere una verifica della propria posizione rivolgendosi all’INPS oppure facendosi assistere da un patronato.
Documenti come buste paga, contratti di lavoro, certificazioni e altra documentazione possono risultare utili per ricostruire correttamente i periodi lavorativi.
Intervenire con anticipo è importante, soprattutto se il pensionamento è ormai vicino.
Perché conviene controllare l’estratto conto con largo anticipo
Molti lavoratori consultano l’estratto conto solo pochi mesi prima di presentare la domanda di pensione.
In realtà è consigliabile effettuare verifiche periodiche durante tutta la vita lavorativa, così da individuare eventuali anomalie e contributi mancanti quando è ancora più semplice reperire la documentazione necessaria.
Gli errori più frequenti
- pensare che un contributo assente dall’estratto conto sia definitivamente perso;
- attendere la domanda di pensione prima di controllare la posizione assicurativa;
- non conservare documenti utili come buste paga e contratti;
- rinunciare a chiedere una verifica all’INPS in presenza di anomalie.
Riassumendo
- l’assenza di alcuni contributi nell’estratto conto non significa automaticamente che siano andati persi;
- prima di presentare la domanda di pensione è opportuno verificare la propria posizione contributiva;
- eventuali errori possono essere segnalati all’INPS, anche con il supporto di un patronato;
- se i contributi realmente accreditati non sono sufficienti, il pensionamento può essere rinviato;
- controllare periodicamente l’estratto conto aiuta a evitare problemi quando si avvicina la pensione.

