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Legge annuale PMI: tutte le misure su innovazione, artigianato e investimenti

La legge annuale PMI ridisegna aiuti fiscali, credito e regole d’impresa, aprendo nuove opportunità per crescita, innovazione e competitività
27 Marzo 2026
legge annuale pmi
Foto © Investireoggi

L’approvazione della legge annuale PMI (Legge 11 marzo 2026 n. 34) segna un passaggio importante per il sistema delle piccole e medie imprese italiane. Il provvedimento legislativo mette insieme agevolazioni fiscali, interventi sul credito, misure per gli appalti, norme per l’artigianato e un riordino delle regole dedicate all’innovazione d’impresa.

Il quadro che emerge è quello di una riforma ampia, pensata per rendere più solide le aggregazioni tra aziende, facilitare la finanza d’impresa e semplificare settori spesso frammentati sul piano normativo.

Legge annuale PMI: vantaggi fiscali e sostegno alle aggregazioni

Uno dei punti più rilevanti riguarda il fisco. L’art.

1 della legge introduce, per il periodo 2026-2028, una sospensione dell’imposta sugli utili accantonati in una specifica riserva da parte delle imprese che partecipano a un contratto di rete, a condizione che tali somme vengano impiegate per gli investimenti previsti dal programma comune. In termini pratici, la misura premia la collaborazione stabile tra operatori economici e favorisce progetti condivisi di crescita. In questo ambito, la legge annuale PMI punta a rafforzare le reti come strumento di sviluppo e non come semplice formula organizzativa.

Accanto a questo intervento, l’art. 2 restringe il perimetro del fondo per la tutela dell’occupazione alle imprese con oltre 20 dipendenti che possiedono marchi storici di interesse nazionale. La stessa norma amplia però le finalità del fondo, permettendo operazioni di acquisizione da parte di imprese dello stesso comparto, anch’esse titolari di marchi storici. L’obiettivo è evidente: difendere la continuità produttiva e mantenere il valore industriale delle filiere. Anche il comparto moda riceve attenzione con l’art.

3, che destina risorse alle PMI del settore nelle aree colpite da crisi non complesse, con un’attenzione specifica ai percorsi di aggregazione.

Credito, magazzino e accesso al mercato pubblico

La parte finanziaria del provvedimento è altrettanto significativa. L’art. 7 affida al Governo una delega per riordinare la disciplina dei confidi entro 12 mesi, con l’intento di semplificare le regole e rendere questi soggetti ancora più utili nel favorire l’accesso al credito. Per molte realtà di minori dimensioni si tratta di un passaggio centrale, perché il rapporto con il sistema bancario continua a essere uno degli ostacoli principali alla crescita. In questa prospettiva, la legge annuale PMI prova a rendere più efficaci gli strumenti di garanzia già presenti nell’ordinamento.

Di rilievo anche l’art. 8, che amplia le operazioni di cartolarizzazione includendo crediti futuri e ricavi collegati a beni mobili non registrati. La norma estende inoltre la garanzia ai beni sottostanti e ai prodotti ottenuti dalla loro trasformazione, aprendo anche all’impiego di società veicolo per la gestione delle operazioni. Si tratta di una scelta che può incidere soprattutto sulla valorizzazione economica del magazzino. Sul fronte del mercato pubblico, l’art. 5 modifica la disciplina dei consorzi stabili nelle gare, riconoscendo una più ampia possibilità di utilizzare requisiti propri e cercando di aumentare la presenza delle PMI negli appalti.

Legge annuale PMI: il part-time per chi è vicino alla pensione

L’art.

6 introduce, in via sperimentale per il 2026 e 2027, un part-time agevolato in vista della pensione destinato ai dipendenti privati a tempo pieno e indeterminato di imprese con massimo 50 addetti, vicini alla pensione e con anzianità contributiva anteriore al 1996, purché maturino i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata ordinaria entro il 1° gennaio 2028.

La riduzione dell’orario può andare dal 25% al 50% e mira a rendere più graduale l’uscita dal lavoro, senza penalizzare il futuro assegno pensionistico, grazie al riconoscimento della contribuzione figurativa per le ore non lavorate. Sul piano economico, il dipendente non versa la propria quota di contributi sulla retribuzione percepita entro il limite di 3.000 euro annui, somma che viene erogata in busta paga ma resta soggetta a tassazione ordinaria. In cambio, il datore di lavoro è tenuto ad assumere contestualmente un giovane under 34 con contratto a tempo pieno e indeterminato, collegando così il beneficio al ricambio generazionale e al sostegno dell’occupazione stabile nelle micro e piccole imprese.

Artigianato, tutela del mercato e imprese innovative

Un altro asse della riforma riguarda l’artigianato. L’art. 15 delega il Governo a rivedere la disciplina del settore entro 9 mesi, con possibilità di decreti correttivi nei 24 mesi successivi e senza nuovi oneri per la finanza pubblica. La finalità è razionalizzare norme spesso sparse e non sempre coordinate. L’intervento ha un peso concreto perché l’artigianato continua a rappresentare una quota importante del tessuto produttivo nazionale. Anche sotto questo profilo, la legge annuale PMI cerca di dare ordine a un sistema che negli anni ha accumulato regole disomogenee.

Alla revisione normativa si affianca una tutela più netta sul piano commerciale. L’art. 16 vieta, infatti, l’uso di richiami all’artigianalità nella promozione di prodotti da parte di imprese non iscritte all’albo o che non realizzano direttamente i beni. È una norma che punta a difendere trasparenza e autenticità. Sul versante dell’innovazione, l’art. 24 prevede un testo unico per riordinare le regole su start-up innovative, PMI innovative, spin-off, incubatori e acceleratori, così da ridurre la frammentazione normativa oggi esistente.

Gli effetti della legge annuale PMI su territori, investimenti e sistema produttivo

La parte finale del provvedimento amplia anche il raggio d’azione del Garante per le PMI, che con l’art.

25 vede rafforzate le funzioni di controllo sulle politiche europee e le modalità di confronto con esperti e associazioni di categoria. L’art. 26, invece, estende il regime fiscale agevolato per i pensionati esteri che trasferiscono la residenza nel Mezzogiorno anche ai comuni con popolazione compresa tra 20.000 e 30.000 abitanti, rafforzando allo stesso tempo le strutture ministeriali che si occupano di attrazione degli investimenti.

Nel complesso, la legge annuale PMI non si limita a una singola agevolazione, ma costruisce un impianto più ampio: cooperazione tra imprese, credito più accessibile, regole più chiare per artigiani e innovatori, maggiore apertura agli investimenti e una migliore presenza delle PMI nei mercati pubblici. La legge annuale PMI, letta nel suo insieme, appare quindi come un intervento strutturale che prova a dare stabilità e strumenti concreti a una parte decisiva dell’economia italiana.

Riassumendo

  • La legge annuale PMI rafforza competitività, credito e collaborazione tra imprese.
  • Prevista sospensione d’imposta sugli utili accantonati nelle reti d’impresa dal 2026 al 2028.
  • Il fondo per marchi storici riguarda imprese con oltre 20 dipendenti.
  • Confidi, cartolarizzazioni e appalti pubblici diventano strumenti più accessibili alle PMI.
  • L’artigianato ottiene riordino normativo e maggiore tutela contro richiami commerciali ingannevoli.
  • Start-up, PMI innovative e attrazione investimenti entrano in un quadro più organico.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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