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Bund al 3,20%, rendimento tedesco ai massimi dal 2011 tra crisi e spesa pubblica

Il rendimento del Bund a 10 anni è salito al 3,20%, ai massimi dal 2011, e segnala il deterioramento economico e fiscale della Germania.
25 Luglio 2026
Rendimento del Bund a 10 anni
Rendimento del Bund a 10 anni © Licenza Creative Commons

Non tutti ce ne stiamo rendendo conto, ma il Bund a 10 anni è risalito durante questa settimana al rendimento più alto dal 2011. Offre il 3,20%, circa lo 0,55% in più rispetto alla fine di febbraio, appena prima che gli Stati Uniti insieme ad Israele iniziassero la guerra contro l’Iran. La curva si è nel frattempo appiattita, scontando una politica monetaria più restrittiva. La soglia del 3% era stata infranta per la prima volta nel mese di marzo. Era rimasta inviolata persino nel periodo di boom dell’inflazione con la crisi energetica del 2022.

Bund 10 anni su tra deficit e inflazione

C’è una ragione se tutto questo stia avvenendo proprio in questi mesi. C’entra senza dubbio Hormuz, la cui chiusura sta provocando nuovi rincari per petrolio e gas e spingendo in alto l’inflazione. La Banca Centrale Europea ha tenuto i tassi di interesse invariati ieri, ma avvertendo su un loro probabile nuovo rialzo a settembre dopo quello di giugno per effetto delle tensioni in Medio Oriente. Le aspettative d’inflazione a 12 mesi e 3 anni tra i consumatori tedeschi sono superiori a quelli pre-belliche di circa mezzo punto percentuale (dati Bundesbank).

Tuttavia, è innegabile che il trend rialzista per i rendimenti in Germania sia iniziato ben prima. Lo spartiacque sono state le elezioni federali nel febbraio 2025. A vincere, pur con un risultato magro, fu l’attuale cancelliere Friedrich Merz. Da conservatore ha subito annunciato un maxi-piano fiscale di 1.000 miliardi di euro tra riarmo e investimenti. Novità: tutto in deficit! I rendimenti tedeschi esplosero come non era avvenuto dalla fine degli anni Novanta per riflettere la maggiore abbondanza di Bund sul mercato.

Rendimento decennale tedesco
Rendimento decennale tedesco © Licenza Creative Commons

Spread giù con economia tedesca ferma

Da allora, il Bund a 10 anni offre lo 0,80% in più. A titolo di confronto, il BTp a 10 anni rende neppure lo 0,60% in più. E così, lo spread tra Italia e Germania si è ristretto fino a scendere sotto 60 punti base o 0,60% agli inizi di quest’anno, cioè ai minimi dal 2008. In un certo senso, i titoli del debito emessi da Berlino non riflettono più quella specificità di un tempo, ossia una politica fiscale improntata all’austerità. Al contrario, oggi il governo tedesco è diventato un riferimento per coloro che puntano sullo stimolo della domanda interna tramite aumento della spesa pubblica.

Merz si è posto un doppio obiettivo: rendere la Germania (e l’Europa) più autonoma sul fronte della sicurezza militare e accrescere il tasso di crescita economico. Entrambi saranno raggiunti nel lungo periodo, mentre nel frattempo i costi dell’indebitamento salgono e il Pil resta fermo. Il riarmo non sta avendo un impatto visibile sull’economia tedesca, che resta esposta alla crisi energetica da un lato e alle tensioni commerciali dall’altro.

Rendimenti reali tedeschi tornati positivi

Quel Bund a 10 anni al 3,20% racconta, in effetti, di una “locomotiva” che si è fermata per carenza di carburante. Una crisi auto-inflitta da una politica energetica nazionale demenziale, basata sulla rinuncia al nucleare contestualmente alla rinuncia a petrolio e gas russi a basso costo.

Il risultato è che imprese e famiglie pagano bollette salatissime e i costi di produzione sono saliti strutturalmente in Germania, mentre i consumi si sono “raggelati”. L’aumento della spesa pubblica si rivela inefficace anche per questo, dovendo sopperire a una domanda privata in crisi.

Fino a pochi anni fa, la Germania si caratterizzava per tassi di crescita modesti, ma pur sempre superiori a quelli delle altre grandi economie europee, e conti pubblici in attivo (cosiddetto “Schwarze Null”). E il mercato si accontentava di rendimenti bassissimi per finanziarla, al punto che diventarono a lungo negativi in termini reali. Da un paio di anni, il Bund a 10 anni è tornato ad offrire rendimenti reali positivi. E questo è un altro segnale che conferma quanto spiegato sopra: il mercato sconta un rischio sovrano non più nullo, oltre che una maggiore inflazione tedesca. La Germania si sta “normalizzando” e, pur con spread al collasso, ciò spinge tutti i rendimenti nell’Eurozona verso l’alto.

Rendimento decennale tedesco al netto dell'inflazione
Rendimento decennale tedesco al netto dell’inflazione © Licenza Creative Commons

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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