Analisi a cura di David Pascucci, market analyst di XTB
Il Bitcoin viene spesso accostato all’oro e denominato, talvolta, “Oro digitale”. Ma possiamo considerarlo davvero come tale, oppure dobbiamo fare delle precisazioni tecniche adeguate? Inoltre, stando alle recenti dinamiche di prezzo, sono asset correlati?
Oro, asset rifugio
Le caratteristiche principali dell’oro risiedono nella copertura dall’inflazione e nella valenza come asset rifugio. Ad esempio, in periodi di inflazione elevata, come nel caso attuale dove l’inflazione è al di sopra del target soprattutto in Usa, l’oro tende a salire di prezzo. I rendimenti dell’oro nel lungo periodo tendono a superare l’inflazione così da mantenere il valore dell’oro costante nel corso del tempo.
Oro è anche asset rifugio, detenuto da banche centrali e da istituzioni come riserva di valore: è un asset sicuro che tende a salire anche in contesti di mercato particolarmente sfavorevoli per i vari comparti di rischio (vedi azionario).
Bitcoin, asset di puro rischio
A differenza dell’oro, Bitcoin è un asset di puro rischio e sostanzialmente tende a salire insieme al mercato azionario. La correlazione tra azionario e Bitcoin, infatti, risulta più marcata rispetto all’oro e le oscillazioni negative viste nel corso del tempo confermano questa dinamica dei prezzi, con ribassi che sono arrivati a toccare il -70/80% più volte dalla sua nascita. In sostanza, l’accostamento con l’oro risulta valido solamente in periodi saltuari in cui i due asset fanno coincidere i movimenti non in modo causale.
L’attuale situazione dell’oro
La situazione attuale appare molto complessa. I recenti ribassi forti sono dovuti essenzialmente a dinamiche di mercato che trovano la loro causa nella struttura del mercato dei futures e delle opzioni.
I margini di negoziazione richiesti per operare su oro hanno giocato un ruolo cruciale nei recenti ribassi. La forte volatilità sui massimi ha spinto a vuoti di liquidità che hanno comportato un difficile incontro tra domanda e offerta. Venditori e compratori si sono ritrovati ad aggredire le quotazioni “a mercato” su livelli di prezzo aggressivi, soprattutto in vendita. Le vendite però, a differenza degli acquisti, hanno spinto ad un’erosione dei margini di negoziazione, comportando chiusure di posizioni forzate che hanno spinto a cali molto forti; stessa cosa dicasi per l’argento, mercato notoriamente meno liquido dell’oro e su cui si è palesata in tutta la sua forza questa dinamica di mercato. Al momento la dinamica dei prezzi su base mensile rimane peró sorprendentemente rialzista. I problemi derivano dalla volatilità, pertanto ipotizzare il ritorno sui massimi assoluti intorno area 5600 dollari l’oncia potrebbe risultare un vero e proprio azzardo; infatti, dai minimi di area 4400 dollari manca un 27% di rendimento, un rendimento molto elevato. L’area dei 4400 dollari l’oncia potrebbe quindi rappresentare una buona area supportiva per questo mese.
Bitcoin, ancora ribassi forti
Bitcoin, a differenza di oro, presenta una dinamica di lungo termine su base mensile assolutamente ribassista senza alcun segnale di ripresa neanche nel breve termine.
A conferma dell’attuale mancanza di correlazione, Bitcoin sta scendendo da fine 2025 e non trova alcun pavimento tecnico per riprendere le quotazioni. Il tentativo di ripresa lo abbiamo visto nel mese di gennaio quando i prezzi hanno superato i massimi di dicembre in area 95000, area poi venduta in modo aggressivo confermando la dinamica ribassista di lungo termine. Al momento su Bitcoin non ci sono segnali di ripresa e i prossimi livelli tecnici importanti si trovano a ridosso dei minimi di aprile in area 74000, poi abbiamo i 67000 più in basso, area che coincide con i massimi di agosto e settembre del 2024, area dalla quale abbiamo visto il forte movimento rialzista che ha portato le quotazioni sui massimi storici.