C’è ansia e ci sono dubbi riguardo ai possibili pensionamenti dei prossimi anni. Questo per via delle contraddittorie notizie che emergono dai legislatori in materia previdenziale. Perché tra aumento dei requisiti e misure in meno nel 2026, c’è chi trema al solo pensiero di dover rimandare la pensione. Una pensione su cui contava di raggiungere i requisiti con le regole precedenti. Senza voler tornare alla questione dei possibili esodati dal 2027, di cui ha parlato prima la CGIL allarmando tutti e poi il Ministro del Lavoro Calderone, minimizzando il tutto, alcuni penalizzati da ciò che sta accadendo ci sono. Ma ci sono anche tanti altri che potrebbero andare in pensione in anticipo.
E senza pensare alla legge Fornero e ai suoi inasprimenti vecchi e nuovi.
Pensioni Fornero addio, ecco chi nel 2026 si salva in anticipo anche con 20 anni di contributi
Immaginate come si sente una lavoratrice che ha completato nel 2025 i suoi 35 anni di contributi versati ed ha raggiunto un’età tra i 59 e i 61 anni. Si sentirà sicuramente vessata dalla notizia che opzione donna non è più fruibile.
La misura infatti è stata cessata dal governo. Quindi l’ultima versione di opzione donna che ha consentito i pensionamenti anticipati alle lavoratrici, prevedeva il raggiungimento di età e contributi entro la fine del 2024. Stessa situazione per chi nel 2026 compie 62 anni di età e completa 41 anni di contributi versati.
In questo caso, questi soggetti hanno maturato i requisiti di quota 103 troppo tardi. Perché andavano completati entro la fine del 2025. Anche in questo caso perché la misura non è stata prorogata oltre la sua scadenza del 31 dicembre 2025.
Il futuro è incerto, meglio andare in pensione subito
Se alla chiusura di queste due misure aggiungiamo l’altrettantanto duro colpo che arriverà dall’aumento dei requisiti collegati alle aspettative di vita della popolazione, il “dado è tratto” come si dice in questi casi. In effetti anche chi subirà l’aumento di un mese nel 2027, di due mesi nel 2028 e probabilmente di tre mesi nel 2029, rischia davvero di vedersi allontanare il pensionamento di diversi mesi.
Eppure, come dicevamo in premessa c’è chi queste tremende regole nate dalla legge Fornero e completate con le decisioni dei legislatori negli ultimi governi, riesce comunque a superarle. Basti pensare alla possibilità che hanno di lasciare il lavoro a 64 anni di età coloro che hanno il loro primo accredito contributivo successivo al 31 dicembre 1995.
Pensioni 2026 a 64 anni di età
Queste persone infatti possono andare in pensione già 64 anni di età. E con soli 20 anni di contributi versati Ma sfruttando una possibilità di questo genere solo se la pensione che l’INPS calcolerà alla data di uscita è pari ad almeno tre volte l’assegno sociale. Ci sono donne che hanno avuto dei figli che possono godere di un piccolo taglio dell’importo soglia da raggiungere.
Che diventa pari a 2,6 volte con più figli avuti e 2,8 volte con un solo figlio avuto. Un vantaggio notevole per la pensione anticipata contributiva.
Perché riporta indietro l’età di uscita che altrimenti oggi scatterebbe a 67 anni di età mentre nei prossimi anni salirebbe a 67 anni e un mese nel 2027, a 67 anni e tre mesi 2028 e a 67 anni e 6 mesi nel 2029.
Ape sociale o quota 41 precoci, come funzionano le misure anti Fornero del 2026
Detto questo, non si può non parlare anche di coloro i quali con 30 anni di contributi versati se caregiver, invalidi o disoccupati, possono avere accesso all’Ape sociale anche in questo 2026. Chi riesce a completare questa carriera al compimento dei 63 anni e 5 mesi di età può uscire dal lavoro. E quindi può evitare che dal 2027 si venga travolti dall’incremento dei requisiti di uscita futuri.
Anche chi svolge un lavoro gravoso può uscire con 63 anni e 5 mesi di età con l’Ape sociale. Ma deve raggiungere anche 36 anni di contributi versati. Un altro canale di uscita favorevole che può consentire di andare in pensione senza ricadere nei futuri inasprimenti è la quota 41 per i precoci. In questo caso parliamo di chi ha carriere abbastanza lunghe. Cioè di chi cerca alternative alla pensione anticipata ordinaria. Misura quest’ultima che si prende con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.
Pure la pensione anticipata ordinaria che resta distaccata da qualsiasi limite anagrafico troverà incrementi di un mese nel 2027, di due mesi nel 2028 e di tre mesi nel 2029. Prima di dover rimanere al lavoro da uno a sei mesi in più in base alla propria situazione contributiva, ecco che c’è la possibilità alternativa. Possibile per chi raggiunge 41 anni di contributi versati nel 2026, lasciare il lavoro con la quota 41 precoci.
Anche per questa misura bisogna rientrare nelle solite quattro categorie valide anche per l’Ape sociale. Cioè tra i disoccupati, gli invalidi, i caregiver e gli addetti ai lavori gravosi o usuranti. Importante che almeno un anno di contributi versati sia stato accumulato già prima dei 19 anni.