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Mps, il voto in assemblea e lo scontro tra Caltagirone e Lovaglio: il ruolo del governo sul riassetto

Il voto clamoroso dell'assemblea MPS sul rinnovo del CDA a favore dell'AD Luigi Lovaglio manda in aria i piani di Caltagirone.
16 Aprile 2026
Assemblea MPS, voto choc sul CDA
Assemblea MPS, voto choc sul CDA © Investireoggi.it

L’assemblea di MPS (Monte Paschi di Siena) ha votato ieri i componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione (CDA) e a sorpresa ha vinto la lista Plt presentata da Pierluigi Tortora e data in forte svantaggio fino al tardo pomeriggio. Il nuovo amministratore delegato è Luigi Lovaglio, che aveva ricoperto la stessa carica fino a poche settimane fa, prima che la banca senese gli ritirasse le deleghe e poi lo licenziasse per giusta causa. Ha ottenuto il 49,95% dei voti su un capitale presente al 64,92%. Battuta con oltre 10 punti di distacco la lista del CDA uscente, fermatasi al 38,79% e sostenuta principalmente dall’imprenditore romano Francesco Gaetano Caltagirone.

Il resto è andato alla lista di Assogestioni.

Assemblea MPS: ecco nuovo CDA

I nominati del nuovo CDA di MPS da parte di tutti gli azionisti con le nuove regole del Dl Capitali sono i seguenti: Cesare Bisioni, Luigi Lovaglio, Flavia Mazzarella, Livia Amidani Alberti, Massimo Di Carlo, Patrizia Albano, Carlo Corradini, Paola Leoni Borali per la lista Plt; Fabrizio Palermo, Nicola Maione, Corrado Passera, Carlo Vivaldi, Paolo Boccardelli e Antonella Centra per la lista del CDA e Paola De Martini per Assogestioni.

Decisiva per la vittoria di Lovaglio è stata Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio guidata da Francesco Milleri. Fino al voto in assemblea aveva propenso per l’astensione. Con il suo 17,5% ha spostato gli equilibri, azzoppando Palermo e le sue chance di guidare il nuovo CDA di MPS. A questi sono venuti a mancare anche i voti di Edizione, la holding della famiglia Benetton all’1,4% del capitale e che non si è presentata al voto.

Anche Banco BPM ha dato il suo 3,74% alla lista di Lovaglio insieme a Blackrock (4,898%).

Delfin e Caltagirone divisi al traguardo

E questi risultati cambiano la mappa del potere interno a MPS e dell’intero sistema bancario nazionale. Delfin e Caltagirone si erano mossi sempre uniti in questi anni nelle assemblee di Mediobanca, Generali e poi a Rocca Salimbeni. Una sintonia che ha permesso proprio a Lovaglio di conquistare Piazzetta Cuccia nei mesi scorsi, operazione considerata quasi impossibile. Cos’è accaduto dopo? La Procura di Milano sta indagando sui tre per un presunto concerto non dichiarato per acquisire il controllo di Siena e Mediobanca. Di lì in avanti, i rapporti sono diventati burrascosi tra le parti.

Ma qualcosa si è rotto definitivamente alla fine di febbraio, quando Caltagirone ha voltato le spalle a Lovaglio fino a farlo sfiduciare. E può sembrare un paradosso, dato che proprio il manager era stato determinante per consentirgli di acquisire il controllo di Mediobanca e, a cascata, di Generali. Le divisioni sono emerse proprio su questo punto. Lovaglio crede e vuole perseguire la piena integrazione con annesso delisting della controllata, Caltagirone è contrario. Perché? Se l’operazione andasse in porto, a controllare la compagnia assicurativa con il 13,20% sarebbe MPS, cioè il suo AD.

Caltagirone vs Lovaglio: ragioni dello scontro

Ma Caltagirone detiene 6,28% a Trieste, che sommato al 10,05% di Delfin e al 13,20% di MPS può portare al controllo con una quota complessiva di circa il 27%.

Tuttavia, non vuole che esso passi per Siena. Dunque, l’opposizione all’integrazione nascerebbe da qui. Il mercato, invece, sta premiando l’ipotesi di una fusione piena per valorizzare al meglio gli asset. Tant’è che il risultato del voto in assemblea sul CDA ha messo le ali al titolo MPS, scambiato a fine seduta a 8,61 euro (+4,67%). E anche Banco BPM ha guadagnato il 2,93%.

Posizione del governo Meloni

E il governo? Si apre un giallo. Il Tesoro detiene ancora il 4,863% in MPS, anche se ieri non ha partecipato all’assemblea per non incidere sul rinnovo del CDA prima dell’uscita definitiva dal capitale. Dietro le quinte, Palazzo Chigi e Via XX Settembre hanno guardato con favore e sostenuto la scalata a Mediobanca per sottrarre Generali alle mire dei francesi, che con Natixis all’inizio del 2025 avevano siglato un accordo per la gestione congiunta del risparmio. A fine anno, però, è stato rescisso in maniera pacifica per il clima sfavorevole.

Assemblea MPS con nuovo CDA avalla terzo polo bancario?

Il Tesoro non aveva visto granché bene la posizione di Caltagirone, che sembrava fino a qualche mese fa appoggiare senza tentennamenti. Dubbi erano stati espressi anche sul nome di Palermo. Dopodiché, al governo interessava e interessa che MPS sia il perno di un terzo polo bancario e capace di gestire un asset assicurativo come Generali. Il controllo di un singolo imprenditore non gli sarebbe stato bene. E qualcosa la si intuisce anche nei voti di ieri. Banco BPM, che deve proprio al governo il fatto di non essere stato scalato da Unicredit, ha appoggiato alla fine proprio Lovaglio.

Il titolo di Piazza Meda ha beneficiato nelle scorse ore delle voci circa una possibile integrazione con il Gruppo MPS. E sarebbe proprio questo l’obiettivo finale del governo: la nascita di un terzo polo bancario dopo Intesa Sanpaolo e Unicredit. Garantirebbe solidità a banche singolarmente piccole e incapaci di resistere alle scorribande straniere, nonché difenderebbe il fortino di Generali. Delfin ha tutto l’interesse a valorizzare le partecipazioni, che per essa hanno valenza prettamente finanziaria e che prima o poi potrebbero essere anche in parte dismesse per agevolare la spartizione dell’eredità tra i fratelli Del Vecchio. Ieri, i destini di Caltagirone da una parte e governo e Delfin dall’altra sembrano essersi separati proprio su questa diversa prospettiva.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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