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CDA di Mps, il “giallo” BlackRock riaccende la sfida tra Palermo e Lovaglio

Alla vigilia dell'assemblea di MPS per il rinnovo del CDA è giallo sulla posizione di Blackrock, il cui voto andrebbe all'ex AD Luigi Lovaglio..
15 Aprile 2026
CDA di MPS, Blackrock riapre la partita?
CDA di MPS, Blackrock riapre la partita? © Investireoggi.it

Aggiornamento ore 17.42: a sorpresa vince la lista Plt grazie all’appoggio di Delfini, al 17,5% del capitale. E Luigi Lo taglio torna AD, guidando anche il prossimo CDA. Battuta con 10 punti percentuali di distacco la lista del CDA uscente, che proponeva Fabrizio Palermo come nuovo AD ed era appoggiata dall’azionista Francesco Gaetano Caltagirone (al 13,5%).

Aggiornamento: indiscrezioni vogliono che Delfin, al 17,5% del capitale di MPS, voti oggi in favore di una terza lista presentata da Assogestioni. Se così, essa riuscirebbe finanche a superare la lista di Plt e impedirebbe all’ex AD Luigi Lovaglio di entrare nel nuovo CDA tra i componenti di minoranza. La composizione del board rimane tutt’altro che certa.

L’assemblea applica per la prima volta in Italia le regole del Dl Capitali, secondo le quali tutti gli azionisti potranno votare per i singoli candidati della lista vincente. Dunque, anche coloro che hanno optato per le liste perdenti avranno diritto di parola e incideranno sulle nomine.

Il grande giorno per Monte Paschi di Siena (MPS) è arrivato. Si terrà nelle prossime ore l’attesissima assemblea degli azionisti per nominare i componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione (CDA). E le certezze della vigilia sono in gran parte venute meno dopo che Blackrock ha fatto sapere per via ufficiosa di votare per la lista di Plt, che esprime come candidato alla posizione di amministratore delegato Luigi Lovaglio, il manager che quella carica l’ha ricoperta fino a poche settimane fa e che da poco è stato licenziato dalla banca toscana “per giusta causa”.

Blackrock accende assemblea MPS

A contendergli la nomina c’è Fabrizio Palermo, attuale AD di Acea ed ex CDP, espressione dell’uomo forte di MPS: Francesco Gaetano Caltagirone.

Questi possiede da sola una quota del capitale del 13,5%, salita dall’11,5% di fine febbraio proprio in vista della combattuta assemblea di oggi. L’imprenditore romano ha tagliato ogni rapporto con Lovaglio, sebbene per mesi insieme agli altri principali soci avessero mostrato unità d’intenti.

La notizia di queste ultime ore, come dicevamo, è che Blackrock avrebbe scelto proprio la lista capeggiata da Lovaglio per ragioni di continuità aziendale e nell’interesse a lungo termine degli azionisti. Una decisione in rotta di collisione con i pareri dei proxy advisor Glass Lewis e Iss, i quali si sono espressi a favore della lista del CDA proprio per la riscontrata continuità gestionale. Il fondo americano ha limato la sua partecipazione dal 2 al 7 aprile, abbassandola da circa il 5,2% al 4,9%.

Voto tra gli altri investitori

Questa quota di peso ridà fiato a Lovaglio, che fino a poco prima sembrava destinato a soccombere senza alcuna speranza. Anche perché un altro istituzionale voterà per l’ex AD: Norges Bank, il fondo sovrano norvegese. E gli porta in dote un ulteriore 2,87%. Sommando un altro 1,5-2% tra gli altri investitori istituzionali minori si arriverebbe ad un totale del 9-10%. Ancora poco per impensierire sul serio Palermo, che gode non solo dell’appoggio di Caltagirone, ma anche di fondi nordamericani come CalPERS, Vanguard e altri proxy-passive (circa 3%) più un 2% tra gli altri.

E ieri la dichiarazione di peso di Banco BPM, che con il suo 3,7% ha delegato ogni decisione all’AD Giuseppe Castagna e al presidente Massimo Tonini all’assemblea di oggi, lasciando per il momento i voti complessivi per Palermo al 23-24%.

Ci sono altri due grandi protagonisti rimasti nell’ombra finora. Uno è il Tesoro, che ancora possiede il 4,6% e che ha deciso che non parteciperà neppure all’assemblea di MPS, in quanto non vuole incidere sulla governance di una partecipata che sta per cedere del tutto con il completamento della privatizzazione. Il vero ago della bilancia sarà, quindi, Delfin. La holding della famiglia Del Vecchio è primo socio con il 17,5%. Ha fatto sapere che si asterrà, un fatto che automaticamente assegnerebbe la vittoria a Palermo, cioè alla lista del CDA.

Attesa partecipazione al 70%

Ovviamente, nulla sarebbe scontato se la partecipazione all’assemblea fosse affollata. Nell’autunno del 2023, fu sopra il 70%, ma in una compagine azionaria del tutto differente da quella odierna. Tanto per avere un’idea, lo stato italiano ancora da solo possedeva oltre il 64%, per cui a votare furono in pochi oltre al Tesoro. Evidente che fosse così: non c’era alcuna possibilità di incidere sulla governance. Anche per oggi è attesa una partecipazione nell’ordine del 70%. Se fosse ancora più alta, in linea teorica se ne avvantaggerebbe la lista del CDA, in quanto segnalerebbe la partecipazione di fondi che tendono a seguire passivamente le indicazioni dei proxy.

Quanto sarebbe probabile che Delfin cambiasse idea all’ultimo minuto e votasse per Lovaglio? La holding ha voluto ribadire vicinanza all’ex AD, distinguendosi nelle scorse settimane dalla linea dura seguita da Caltagirone. Possiamo immaginare che i due principali soci litighino ad un passo dalla storica conquista di un asset tanto desiderato per anni? I due erano alleati anche in Mediobanca, che adesso è sotto il controllo di MPS dopo l’OPAS dell’anno scorso, nonché lo sono ancora in Generali, altro asset finito nel bouquet di Siena attraverso Piazzetta Cuccia.

Blackrock in MPS decisivo?

Intanto, il titolo MPS ieri saliva in area 8,20 euro e avvicinava la capitalizzazione ai 25 miliardi di euro. I massimi dell’anno di 9,35 euro restano lontani, ma dai minimi di marzo c’è stato un rimbalzo superiore al 17%. Blackrock ha reso l’aria più frizzantina a poche ore dall’assemblea che deciderà chi guiderà la banca dopo il suo ritorno sul mercato e in una fase totalmente differente rispetto agli anni del tracollo finanziario e del rimpicciolimento dimensionale. Una partita che il governo Meloni non osserva affatto da spettatore passivo, essendo in gioco il risparmio italiano attraverso il Leone di Trieste, nonché la fisionomia del sistema bancario italiano, che dopo essere stato per molti anni preda degli appetiti stranieri, inizia a farsi predatore.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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