Aggiornamento: il nuovo BTp a 10 anni ha attirato ordini superiori ai 159 miliardi di euro, segnando l’ennesimo record in pochi mesi. L’importo offerto dal Tesoro è stato oggi di 14 miliardi. Pertanto, il rapporto di copertura tra domanda e offerta si attesta sopra 11. Il rendimento esitato è di +6 punti base sul BTp febbraio 2036, che ieri ha chiuso appena sotto il 3,80%. In attesa del pricing di questo pomeriggio, dal collocamento sindacato il nuovo decennale uscirebbe con un rendimento in area 3,85%. Quanto al BTp-i 2036, ha attirato ordini per 36 miliardi contro un’offerta di 3,5 miliardi e un rendimento a +32 punti base sul BTp-i maggio 2039.
Il Tesoro oggi offre tramite collocamento sindacato due nuovi titoli di stato: il BTp a 10 anni con scadenza 1 luglio 2036 e il BTp a 20 anni indicizzato all’inflazione dell’Eurozona con scadenza 15 febbraio 2046.
A seguito di questa operazione, le aste per l’emissione dei BTp-i in programma per il prossimo 24 aprile sono state annullate. Il comunicato di ieri non precisa ufficialmente che essa si terrà in queste ore, bensì “nel prossimo futuro, in relazione alle condizioni di mercato”. L’espressione viene utilizzato sempre con riferimento a offerte entro le 24 ore successive, salvo imprevisti.
Collocamento BTp rivolto agli istituzionali
Il collocamento sindacato si differenzia dall’asta per le modalità di partecipazione. Gli investitori istituzionali interessati sono chiamati dalle banche d’affari che se ne occupano per inviare i loro ordini. In genere, essi ammontano a multipli elevatissimi rispetto agli importi effettivamente assegnati, in quanto ciascun partecipante punta a portare a casa un importo almeno minimo dell’emissione.
Possibili condizioni all’emissione
Stando alle attuali condizioni di mercato, il nuovo BTp a 10 anni dovrebbe spuntare via collocamento un rendimento in area 3,80%.
Ieri, il “benchmark” con scadenza febbraio 2036 e cedola 3,45% (ISIN: IT0005676504) ha chiuso con un rendimento appena sotto tale soglia. Prevedibile che, anche in considerazione della durata più lunga, il nuovo bond debba offrire qualcosa di più.
Per quanto riguarda il BTp-i 2046, esso risulta indicizzato all’indice HICP dell’Eurozona, ad esclusione dei tabacchi. Il riferimento ventennale ad oggi è stato il BTp-i 2041, che ieri chiudeva ad una quotazione di 108,39 e offrendo così un rendimento reale, cioè al netto dell’inflazione, sopra 1,85%. Il BTp 2041 con cedola fissa, invece, offriva il 4,19% a fine seduta. Dalla differenza tra i due emerge che il mercato avrebbe aspettative d’inflazione in media sopra il 2,30% per il lungo periodo nell’Eurozona. Trattasi di un dato superiore al target del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea (BCE).
Test per l’Italia con mercati volatili
Il collocamento di oggi per i due nuovi BTp sarà un test importante per l’Italia. La fase sui mercati è caratterizzata da volatilità e incertezza per via delle conseguenze della guerra in Iran. L’inflazione ha rialzato la testa e la BCE si appresta ad alzare i tassi di interesse, forse già al board di fine mese. In questi ultimissimi giorni, tuttavia, s’intravede una schiarita sul conflitto.
La riapertura di Hormuz e il conseguente afflusso di petrolio e gas non sono imminenti, ma qualcosa sembra muoversi sul piano del negoziato tra USA e Iran. Ciò sta attenuando le tensioni a carico delle quotazioni energetiche e, di riflesso, dei bond internazionali.
Collocamento BTp: precedenti da record
Il precedente collocamento sindacato risale al mese di febbraio, quando il Tesoro emise il nuovo BTp a 15 anni con ordini record per 157 miliardi contro un’offerta di 14 miliardi. Batté il precedente massimo storico segnato poche settimane prima, quando il nuovo BTp a 7 anni attirò ordini superiori ai 150 miliardi. A sua volta, esso aveva superato il record del nuovo trentennale e segnato appena 4 mesi prima. Lo spread BTp-Bund, pur in rialzo dai minimi sotto i 60 punti base di inizio anno, si aggira oggi in area 75-80 punti. Impensabile fino a un anno fa.
giuseppe.timpone@investireoggi.it