Berkshire Hathaway è guidato ufficialmente dal CEO Greg Abel dall’inizio del 2026. Il suo fondatore Warren Buffett ha passato il testimone alla bellezza di 95 anni e viaggia verso i 96 anni a fine agosto con una lucidità di analisi, che i novelli “squali” di Wall Street possono solo sognare. Per questo fa scalpore il dato record della liquidità accumulata al 31 marzo scorso: 397,4 miliardi di dollari. In crescita di 24 miliardi in appena tre mesi (+6,45%), arriva dopo un 2025 in cui era già raddoppiata (+99,36%). Dalla fine del 2019, cioè poco prima che iniziasse la pandemia, risulta più che triplicata.

Liquidità di Buffett come termometro di mercato
Se analizziamo il grafico di cui sopra, scopriamo che il trend crescente della liquidità di Buffett sembri essersi innescato in maniera stabile con la crisi finanziaria globale del 2008-’09. Dobbiamo attendere fino al 2016 per arrivare a 100 miliardi, mentre la soglia dei 200 miliardi è stata raggiunta nel corso del 2024. Nello stesso anno, è stata raggiunta e ampiamente superata anche quella dei 300 miliardi. Dunque, l’esplosione vera e propria è stata recente e in controtendenza rispetto all’andamento delle borse mondiali. L’indice S&P 500 è cresciuto del 75% negli ultimi 5 anni.
Nel frattempo, il rapporto prezzi-utili si è consolidato ulteriormente da una media di 30 a una attuale di 32,60.
Variazioni di portafoglio da inizio pandemia
Si direbbe che Buffett abbia sprecato l’opportunità di guadagnare investendo, anziché accumulando liquidità. Bisogna conoscere il modus operandi del re degli investitori per capire. Egli tende ad inserire in portafoglio solo azioni su cui ripone ampia fiducia e illimitatamente nel tempo.
A differenza di quanto crediamo, il suo portafoglio è scarsamente differenziato per seguire una sua massima: “la diversificazione è il modo migliore per non guadagnare mai nulla”. In effetti, i primi tre titoli incidono per la metà del totale:
- Apple 21,99%
- American Express 17,43%
- Coca Cola 11,56%
Se sommiamo gli altri due titoli più importanti – Chevron (6,64%) e Occidental Petroleum (6,55%) – otteniamo che quasi i due terzi dell’intero investimento è concentrato sui primi cinque titoli azionari. Interessante notare le variazioni dalla fine del 2019, quando Apple incideva per il 30% (29,74%), American Express per appena il 7,80% e Coca Cola per il 9,15%. Da allora, il numero delle azioni detenute è stato tagliato di oltre i tre quarti per Apple, mentre è stato mantenuto intatto per gli altri due. E questo è stato un primo grosso segnale: Buffett resta convinto della bontà dei business tradizionali, mentre nutre dubbi sui nuovi.
Boom di investimenti nei T-Bills
La liquidità è stata accumulata da Buffett proprio tagliando il numero di azioni come Apple. Essa è stata quasi interamente investita in T-Bills, i titoli del Tesoro americano con scadenze brevi. Alla fine del marzo scorso, ammontavano a 339 miliardi. Altri 52 miliardi erano, invece, liquidità pura e depositi in banca. Dunque, non pensiate che il famigerato “oracolo di Omaha” non stia guadagnando nulla dal cash. Attualmente, il T-Bills a 6 mesi sfiora il 4% di rendimento. Un dato, che esiterebbe oltre 13 miliardi all’anno senza fare praticamente nulla.
E’ questo il dato saliente della liquidità monstre di Buffett. Rimarca il fatto che in un ambiente di tassi in rialzo, investire in borsa e assumersene il rischio convenga sempre meno. E, però, le borse mondiali corrono. Come lo si spiega? L’orizzonte temporale per Berkshire è diverso da quello degli investitori comuni. Esso guarda al lungo, se non al lunghissimo periodo e per questo ripone attenzione quasi maniacale alle metriche. Il fondo non compra asset che considera iper-apprezzati. Lo fanno i fondi più speculativi e i trader, che sfruttano le variazioni anche di brevissimo termine.
Liquidità per Buffett grossa opportunità futura
Per dirla con franchezza, i 400 miliardi di dollari di liquidità segnalano che Buffett ritiene le borse mondiali sopravvalutate e a rischio bolla. Preferisce che il suo fondo stia alla finestra per guadagnare attraverso i rendimenti obbligazionari sicuri, salvo presentarsi sul mercato a comprare quando i prezzi si saranno portati alla “normalità”. Le previsioni evidentemente fosche fanno sì che il cash a disposizione ammontasse al termine del primo trimestre al 151% degli investimenti o al 60% di tutte le risorse disponibili. In pratica, Buffett ha più denaro da spendere che investito. Se utilizzasse il primo, comprerebbe il 100% di 474 società incluse nell’S&P 500. Solo per darvi la dimensione di quanto potrebbe accadere da qui al futuro; prossimo o lontano, lo vedremo.
giuseppe.timpone@investireoggi.it



