Si è concluso con oltre mezzo milione di sottoscrizioni (522.214) e per un controvalore di 16 miliardi 222 milioni 584 mila euro il collocamento per l’emissione del BTp Valore con scadenza 10 marzo 2032 (ISIN: IT0005696320). Il Tesoro ha rivisto all’insù le cedole fissate alla vigilia dell’operazione, essendo mutate (in peggio per l’emittente) le condizioni di mercato. Una buona notizia per i sottoscrittori, meno per i contribuenti sui quali ricadrà il costo del bond retail. Ecco i tassi definitivi:
- 2,60% (da 2,50%) per i primi 2 anni
- 3,20% (da 2,80%) per terzo e quarto anno
- 3,80% (da 3,50%) per quinto e sesto anno
Costo BTp Valore: calcolo fino a scadenza
E i sottoscrittori che manterranno il bond in portafoglio fino alla scadenza, riceveranno anche un premio fedeltà dello 0,80%.
Quale sarà il costo a carico degli italiani per pagare gli interessi (e non solo) sul BTp Valore? Il calcolo è abbastanza semplice. Lo stato spenderà per i primi 2 anni quasi 844 milioni per pagare le cedole, mentre nel successivo biennio dovrà mettere mano al portafogli per quasi 1 miliardi e 40 milioni. E quando le cedole saliranno ai massimi, cioè negli ultimi 2 anni, spenderà 1 miliardo 233 milioni. Totale: 3,11 miliardi.
A questo costo bisogna sommare il premio fedeltà, che sull’intero importo emesso sfiora i 130 milioni. Tuttavia, è praticamente impossibile che tutti i sottoscrittori manterranno il bond in portafoglio fino alla scadenza. Molti rivenderanno prima, perdendo il diritto al compenso extra. E lo stato risparmierà. Ipotizzando solo in teoria che nessuno rivenda, il costo complessivo salirebbe fino a 3,24 miliardi. E non è ancora finita. In fase di sottoscrizione, come abbiamo più volte ricordato, l’investitore non paga alcuna commissione bancaria.
Ciò non significa che gli istituti di credito e Poste Italiane lavorino gratis. Semplicemente, a pagare loro il dovuto è lo stesso stato. Per l’esattezza, verserà loro lo 0,60% dell’importo nominale sottoscritto: 97,33 milioni.
Ed ecco che arriviamo alla cifra finale massima di quasi 3 miliardi e 340 milioni. Massima per quanto sopra segnalato. Considerato che i residenti nel Bel Paese siamo 59 milioni scarsi, un costo pro-capite di circa 56,50 euro. Bisogna, in realtà, tenere in considerazione anche l’imposizione fiscale. Per l’investitore è un costo, mentre per lo stato è un’entrata. Sull’intero rendimento, premio fedeltà incluso, parliamo di circa 400 milioni. E ciò abbassa fino a 7 euro a testa il costo effettivo per servire il BTp Valore.
Contribuenti pagano interessi sul debito
Se i tassi fossero rimasti ai livelli fissati all’inizio, avremmo risparmiato poco meno di 260 milioni di interessi: quasi altri 4,40 euro a testa. Questi calcoli ci aiutano a capire in maniera elementare che un’emissione di titoli di stato equivale sempre ad un costo per il contribuente. Non sfuggono alla regola neppure i BTp Valore. Siamo portati istintivamente a tifare a favore di chi investe, affinché riceva rendimenti più alti possibili. Eppure non dobbiamo dimenticare mai che a pagare siamo sempre e solo noi con le nostre imposte. Che si tratti di IRPEF, IVA, IMU, IRAP, accise, ecc., nessuno di noi realmente potrà sfuggire all’onere.
giuseppe.timpone@investireoggi.it