Si è concluso con un successo di ordini il collocamento del BTp Italia Sì, date le 281.140 sottoscrizioni per 8,84 miliardi di euro nel corso delle cinque giornate dedicate esclusivamente al mercato retail. La data di regolamento è stata fissata per il 23 giugno, che coincide anche con la data ufficiale dell’emissione. Quello stesso giorno, sul Mercato obbligazionario Telematico (MoT) di Borsa Italiana saranno possibili le negoziazioni del titolo, che potrà essere subito rivenduto da chi lo ha sottoscritto e comprato da chi volesse farlo dopo il collocamento.
BTp Italia Sì sul MoT
In questo articolo, approfondiremo diversi aspetti proprio in relazione alle negoziazioni del BTp Italia Sì sul MoT.
Per prima cosa, il titolo oggetto della transazione avrà come codice ISIN IT0005713547, che è diverso dal IT0005713539 durante il collocamento. La differenza consegue al fatto che soltanto chi ha prenotato il titolo nella settimana appena trascorsa, avrà diritto al premio fedeltà dello 0,6% alla scadenza del 23 giugno 2031. Tutti coloro che lo rivenderanno anche con un giorno di anticipo, lo perderanno.
Tasso minimo + inflazione
Il Tesoro ha confermato il tasso minimo all’1,60%, a cui dovrà essere sommata l’inflazione italiana. Questo significa che l’investitore avrà diritto per ciascun semestre a non meno dello 0,80% del capitale nominale posseduto. Nel caso in cui l’indice FOI ex tabacchi registrasse nel semestre una variazione positiva dei prezzi, tale percentuale andrebbe sommata per esitare la cedola complessiva. Nel caso di variazione nulla o negativa (prezzi fermi o in calo), l’investitore riceverebbe soltanto lo 0,80%.
L’indice FOI iniziale è stato fissato a 102,23333. Chi possiede il BTp Italia Sì, avrà diritto alla componente variabile legata all’inflazione italiana solo se per dicembre di quest’anno (con riferimento al 23 ottobre 2026) tale indice risulterà superiore. Per ora il rialzo dei prezzi in corso per effetto della crisi energetica fa pensare che l’indice salirà nei prossimi mesi.
A fine maggio, esso risultava già a 102,80, cioè dello 0,55% più alto di quanto comunicato dal Tesoro per l’emissione di questo bond retail. Tuttavia, la riapertura di Hormuz ha già fatto collassare i prezzi di petrolio e gas sui mercati internazionali e non possiamo escludere che la fiammata rientri dopo essere culminata in estate.
Quotazione, commissioni e rateo
Sul MoT i prezzi del BTp Italia Sì possono risultare sopra o sotto la pari. E questa è un’altra differenza con il collocamento, dove l’emissione avviene sempre alla pari. Ebbene, se compri sopra la pari, il rendimento alla scadenza risulterà più basso. Viceversa, se compri sotto la pari. Il costo per l’obbligazionista non si esaurisce con la quotazione. Bisogna aggiungere altre due componenti: le commissioni bancarie e il rateo passivo. Mentre gli acquisti durante il collocamento sono esenti dalle prime, così non è sul mercato secondario. Bisogna leggere le condizioni contrattuali per capire quanto si spenderà. Ci sono banche che applicano commissioni fisse e altre in percentuale all’importo acquistato o venduto. In certi casi, le commissioni possono differire a seconda che si tratti di acquisto o vendita.
E poi c’è il rateo: passivo per chi compra e attivo per chi vende. Cos’è? Come sappiamo, ogni sei mesi il Tesoro stacca la cedola. Questo significa che il possessore matura gli interessi giorno dopo giorno e se rivende prima della data di stacco, deve avere diritto ad appropriarsi della quota maturata. Ad esempio, se Tizio rivende 1.000 euro di BTp Italia Sì in data 25 settembre 2026, avrà diritto a farsi pagare dal compratore Caio gli interessi relativi a 93 giorni su 183 giorni dell’intero semestre: il 48,186% dello 0,8% fisso, cioè lo 0,38549%.
Calcolo rateo BTp Italia Sì sul MoT per inflazione futura
Cosa succede con la parte variabile della cedola? Qui, sorge un problema di calcolo. Nessuno sa in anticipo quale sarà l’inflazione futura, per cui nessuno può calcolare il relativo rateo. A tale riguardo, il Tesoro pubblica mensilmente la rivalutazione attesa per ciascun giorno fino al termine del mese successivo. In questo modo, le transazioni del BTp Italia Sì sul MoT possono avvenire sulla base di dati non ufficiali, ma presumibili. Ovviamente, può ben accadere che i dati reali a posteriori si rivelino inferiori o superiori alle stime. Nel primo caso, ad averci guadagnato è il venditore, che ha incassato un rateo superiore a quanto avrebbe dovuto. Nel secondo, ci guadagnerebbe l’acquirente per avere pagato meno.
giuseppe.timpone@investireoggi.it