La guerra in Iran s’intensifica e il regime ormai in mano ai pasdaran puntano ad esportarla nel resto del Medio Oriente per infliggere perdite ai nemici dell’area. I mercati stanno reagendo con la ricerca di protezione: oro fin sopra 5.400 dollari l’oncia, franco svizzero ai massimi storici contro l’euro, rendimenti dei bond in rialzo e borse in calo. In questo scenario, i BTp Italia stanno guadagnando appeal. I titoli di stato indicizzati all’inflazione italiana sono stati congegnati sin dalla nascita con l’obiettivo di soddisfare una richiesta delle famiglie: la protezione del capitale dalla perdita del potere di acquisto.
BTp Italia riacquistano appeal
I BTp Italia sono stati considerati asset poco interessanti per circa un decennio, cioè fino al 2022. L’inflazione era stata bassa e gli investitori non vedono grosse ragioni per inserirli in portafoglio. La situazione è iniziata a cambiare dopo la pandemia, quando l’inflazione in Italia e altrove esplose ai massimi dagli anni Ottanta. A quel punto, un asset che riuscisse ad offrire rendimenti reali costanti diventava d’obbligo all’interno di un portafoglio obbligazionario differenziato.
Segnali su inflazione italiana
L’ultima emissione risale al giugno dello scorso anno, quando il Tesoro emise il BTp Italia 4 giugno 2032 (ISIN: IT0005648255). Questo titolo trattava al termine della seduta di ieri a 102,35 sul Mercato obbligazionario di Borsa Italiana. Per un lotto minimo di 1.000 euro, dunque, l’investitore ne deve spendere intorno ai 1.023,50 euro. Il rendimento reale, cioè al netto della componente inflazione, è attualmente di 1,45%. Si confronta con il 2,82% offerto sempre ieri dal BTp marzo 2032 con cedola fissa.
Fate attenzione a quest’ultimo dato, poiché funge da riferimento per il BTp Valore 2032 in corso di emissione. Il rendimento prospettato dal Tesoro ai sottoscrittori era di circa lo 0,20% più alto, venerdì scorso. Adesso, tale premio si è dimezzato. Di questo passo, potrebbe rivedere al rialzo i tassi minimi garantiti.
Ma torniamo al BTp Italia. Il “breakeven” con il bond del Tesoro con cedola fissa è tra 1,35% e 1,40%. Queste sono le aspettative d’inflazione da qui al 2032 per l’Italia. Malgrado la guerra in Iran, non stiamo assistendo a un immediato repricing che segnali un surriscaldamento di tali aspettative. Tuttavia, l’inflazione difficilmente citofona per chiedere di poter entrare. Irrompe come un ladro di notte, così come accadde nel 2022. E anche in quel caso il pretesto fu il caro energia con la guerra tra Russia e Ucraina.
Protezione del portafoglio contro cattive sorprese
Il petrolio oggi è già salito sopra 80 dollari al barile, mentre il gas europeo è a circa 58 euro per Mega-wattora, ai massimi da 3 anni. Tutto questo, se perdurasse mesi, scatenerebbe una ripresa dei prezzi al consumo. Ed ecco che bisognerebbe giocare d’anticipo, inserendo in portafoglio qualche BTp Italia. Magari non succede, ma se succede non ci faremo trovare impreparati anche questa volta.
giuseppe.timpone@investireoggi.it