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Oggi: 23 Giu, 2026

BTp 2038 scontato del 10% in asta: bilancio dall’emissione

In emissione all'asta di domani ci sarà il BTp 2038 (ISIN: IT0005321325), il cui debutto avvenne come ventennale sul mercato italiano.
12 Maggio 2026
BTp 2038 in asta
BTp 2038 in asta © License Creative Commons

Ci sarà anche l’11-esima tranche del BTp 1 settembre 2038 (ISIN: IT0005321325) all’asta dei titoli di stato a medio-lungo termine di domani. Il Tesoro offrirà un importo compreso tra 1 e 1,25 miliardi di euro. Altri 250 milioni saranno a disposizione all’asta supplementare del giorno successivo, ma riservata agli “Specialisti”. Le prenotazioni del pubblico saranno possibili fino alla giornata di oggi.

Asta BTp 2038 a sconto del 10%

Il BTp 2038 in asta debuttò come ventennale. Era il gennaio del 2018 quando il Tesoro tenne il primo collocamento sindacato per questo bond con data di godimento dell’1 settembre 2017. Questo significa che il titolo iniziò a fruttare interessi come se fosse stato effettivamente posseduto a partire da quella data.

Oggi, si acquista per poco più di 90 centesimi, vale a dire a sconto di circa il 10% sul valore nominale.

Pensate che questo titolo di stato arrivò ad essere venduto fino a un massimo di 132,46 in data 12 febbraio 2021. Era il periodo dei tassi negativi e il mercato premiava anche l’arrivo al governo di Mario Draghi. In quel momento, per inserire in portafoglio un capitale di 1.000 euro, bisogna spendere più di 1.320 euro. Oggi, ne bastano all’incirca 900. Il rendimento alla scadenza offerto è attualmente del 4% lordo.

Bilancio dall’emissione

Qual è stato il bilancio dall’emissione, invece? Il prezzo di aggiudicazione fu di 99,766 centesimi nel gennaio 2018. Dunque, il rendimento iniziale si aggirò intorno al 3% per il BTp 2038 in asta domani. Da allora, le cedole nette staccate e maturate fino alla giornata odierna ammontano a circa il 22,50% della somma effettivamente impiegata. Peccato che, nel frattempo, l’inflazione italiana abbia sfiorato il 23% cumulato.

Dunque, in termini reali l’investimento ha esitato un saldo leggermente negativo.

E bisogna anche considerare l’imposta di bollo dello 0,20% gravante ogni anno sul conto deposito. Un ulteriore costo a discapito del rendimento effettivo. Infine, se oggi rivendessimo il titolo, lo faremmo ad un prezzo notevolmente inferiore a quello iniziale. Al netto dell’imposta, accuseremmo una perdita dell’8,3%. Sommata a quella reale di cui sopra, il bilancio complessivo si traduce in una perdita netta reale prossima al 9%.

E’ chiaro che sarebbe andata molto peggio se avessimo acquistato il titolo ai prezzi massimi toccati tra il 2020 e il 2021. Avremmo bruciato fino a più di un quarto del capitale. Alle condizioni attuali, invece, conviene investire nel BTp 2038 in asta? Un 4% lordo per una scadenza di 12 anni sembra un buon affare, sebbene l’incognita resti l’inflazione. Il mercato non sconta una sua ripresa stabile, limitandosi a prevedere un 2% medio per il medio-lungo periodo.

Incognite di lungo periodo tra geopolitica e IA

Il vero pericolo è ormai geopolitico. Pandemia, Russia e Iran sono esempi di come le condizioni di mercato siano state impattate negli ultimi anni da eventi di natura extra-economica non prevedibili. E il loro denominatore comune è stato l’aumento dell’inflazione. D’altra parte, quando ragioniamo nel lungo periodo ogni analisi è inficiata anche dall’evoluzione tecnologia.

L’IA agirà in senso deflattivo, stimolando la produttività e tra l’altro riducendo all’impatto numerosi posti di lavoro?

Al di là di queste considerazioni sul futuro, il BTp 2038 in asta presenta una “duration” modificata vicina ai 10 anni. Ciò comporta un’elevata sensibilità del prezzo rispetto a una variazione del rendimento. Nell’ipotesi in cui il secondo salisse al 5%, la quotazione sprofonderebbe nei pressi degli 80 centesimi. Viceversa, si porterebbe alla pari con una discesa verso il 3%. Il mercato retail deve prestare attenzione a questo dato, sebbene sia indubbio l’appeal speculativo nell’ottica di una rivendita anticipata.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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