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Pensioni anticipate di quota 41 precoci, cosa succede nei prossimi anni?

Pensioni dei lavoratori precoci di quota 41, ecco come cambierà nei prossimi anni e perché c'è chi non pagherà dazio.
12 Maggio 2026
pensione anticipata quota 41
Foto © Licenze Creative Commons

Che fine farà Quota 41 precoci nel 2027? Una domanda importante, soprattutto per quanti confidano in questa misura per anticipare l’uscita dal lavoro nel 2027 o nel 2028.

Chi non riuscirà ad andare in pensione entro il 2026 dovrà inevitabilmente fare i conti con l’aumento dei requisiti previsto dal 1° gennaio 2027. Incrementi che proseguiranno anche nel 2028.

Saliranno infatti:

  • l’età pensionabile;
  • i requisiti contributivi delle pensioni anticipate;
  • e anche quelli previsti per Quota 41 precoci.

Molti lavoratori si chiedono quindi cosa cambierà concretamente per questa misura. Ecco le domande più frequenti:

  • Nel 2027 Quota 41 precoci resterà invariata?
  • Ci sarà un mese in più anche per Quota 41?
  • Dal 2028 scatteranno altri tre mesi aggiuntivi?
  • Sono previste deroghe agli aumenti?
  • Cambieranno le finestre mobili e le date di certificazione del diritto?

Pensioni anticipate con Quota 41 precoci: cosa succede nei prossimi anni?

I dubbi su Quota 41 per i lavoratori precoci restano numerosi.

Partiamo dalla platea dei beneficiari, che non subirà modifiche rispetto al 2026. Anche nei prossimi anni la misura continuerà ad essere riservata alle stesse quattro categorie:

  • caregiver conviventi da almeno 6 mesi con un familiare disabile grave;
  • disoccupati che abbiano terminato da almeno 3 mesi la NASpI;
  • invalidi civili con percentuale almeno pari al 74%;
  • addetti a lavori gravosi o usuranti, purché tali attività siano state svolte per almeno 7 degli ultimi 10 anni oppure 6 degli ultimi 7 anni.

Restano invariati anche gli altri requisiti.

Per accedere alla misura bisogna infatti mantenere lo status di lavoratore precoce, cioè aver maturato almeno 52 settimane di contributi prima del compimento dei 19 anni di età.

L’anno di contributi versato prima dei 19 anni continuerà quindi ad essere obbligatorio.

Le salvaguardie, i limiti e le novità per i precoci

La Quota 41 precoci continuerà a non prevedere alcun requisito anagrafico.

E questo non cambierà né nel 2027 né nel 2028.

A salire sarà invece il requisito contributivo, a causa degli incrementi legati all’aspettativa di vita della popolazione.

Come già previsto per:

  • pensione di vecchiaia;
  • pensioni anticipate ordinarie;

anche per Quota 41 scatteranno aumenti automatici.

Nel dettaglio:

  • dal 2027 serviranno 41 anni e un mese di contributi;
  • dal 2028 il requisito salirà a 41 anni e 3 mesi.

Resterà inoltre confermata la finestra mobile di 3 mesi, che sposta la decorrenza della pensione rispetto alla data di maturazione dei requisiti.

Anche per Quota 41, però, ci saranno lavoratori che non subiranno gli aumenti previsti dall’aspettativa di vita.

La salvaguardia continuerà infatti a riguardare gli addetti ai lavori gravosi e usuranti, che manterranno i requisiti attuali senza dover aggiungere:

  • il mese previsto nel 2027;
  • né i tre mesi previsti nel 2028.

La deroga, dunque, si applicherà anche alla Quota 41 precoci destinata a queste categorie di lavoratori.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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