Aggiornamento: all’asta odierna per l’emissione del nuovo Bot a 6 mesi, la domanda è stata di 10,95 miliardi di euro, 1,46 volte l’importo offerto e il rendimento esitato ha sfiorato il 2,50%: 2,482%, con prezzo di aggiudicazione di 98,754 centesimi.
Venerdì 27 marzo, ci sarà una nuova asta del Tesoro dopo quella a medio-lungo termine di oggi e questa volta riguarderà un Bot a 6 mesi (ISIN: IT0005702656), il cui possibile rendimento è atteso in forte crescita. Ci sarà tempo fino ad oggi per le prenotazioni del pubblico. Il regolamento delle sottoscrizioni, invece, è stato fissato per il 31 marzo. L’importo offerto sarà di 7,5 miliardi di euro e fino ad altri 1,125 miliardi saranno emessi all’asta supplementare (riservata agli “Specialisti in titoli di stato”), cioè il 15% delle assegnazioni all’asta ordinaria.
Rendimento Bot a 6 mesi in forte crescita
In totale, il Tesoro punta a raccogliere fino ad un massimo di 8,625 miliardi, a fronte di una scadenza per fine mese di 9,264 miliardi e riguardante sempre il semestrale. Pertanto, le dimensioni del debito pubblico non aumenteranno a seguito di questa operazione, trattandosi di un’emissione netta negativa. Invece, la domanda sarà tendenzialmente elevata per effetto del rinnovo (quasi automatico nel caso degli investitori istituzionali) del bond in scadenza.
E sarà interessante l’esito dell’asta, visto che il rendimento del Bot a 6 mesi potrebbe rivelarsi il più alto da oltre un anno. Sul mercato secondario si aggirava ieri in area 2,35%. A gennaio, era stato del 2,04%. A febbraio il Tesoro aveva riaperto due titoli a breve termine con durata inferiore, per cui un confronto diretto non è possibile. Stando alle attuali condizioni di mercato, ci aspettiamo che il prezzo di assegnazione sarà esitato intorno a 98,85 centesimi.
Ricordiamo che il titolo non stacca cedola, per cui il rendimento deriva solamente dalla differenza tra prezzo di rimborso/rivendita e prezzo di emissione/acquisto.
Guerra in Iran rinfocola inflazione e tassi
A proposito, il nuovo Bot a 6 mesi arriverà a scadenza in data 30 settembre 2026 e avrà una durata iniziale di 183 giorni. A cos’è dovuto il rialzo del rendimento? Il mercato sconta 1-2 rialzi dei tassi di interesse nel medio-breve termine, a causa dell’attesa risalita dell’inflazione con il caro energia. A gennaio e febbraio, invece, scommetteva su tassi invariati fino alla metà del 2028. La guerra in Iran ha scombussolato le previsioni di analisti e investitori. Come dicevamo, il rendimento del Bot a 6 mesi è tornato già sul secondario ai livelli di un anno fa, quando i tassi ufficiali erano, però, di mezzo punto percentuale più alti di oggi.
Chi avrebbe convenienza a partecipare all’asta? Non si tratta di un vero investimento, vista la durata assai breve del bond. Più che altro offre un’alternativa alla liquidità vera e propria e con rischi molto bassi anche nel caso di rialzo dei tassi. Occorre ricordare che gli investimenti in titoli di stato e Buoni fruttiferi postali sono esclusi dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro.
Inoltre, sfuggono all’imposta di successione. Messa tra l’opzione di tenere denaro liquido in banca a interessi zero e quella di comprare un Bot a 6 mesi con rendimento atteso intorno al 2,35%, tra l’altro con possibili benefici in termini fiscali e di accesso alle prestazioni assistenziali dello stato, una famiglia può trovare la seconda più allettante.
Benefici fiscali e costo-opportunità
Occhio al costo-opportunità. Se investiamo nel Bot a 6 mesi, rischiamo di perdere il più alto rendimento che potrebbe tra qualche settimana o mese offrire un titolo di stato italiano più duraturo. L’aspetto positivo risiede, tuttavia, nella breve durata. A fine settembre sarebbe verosimilmente ancora possibile acquistare bond medio-lunghi con rendimenti più alti e chissà se già pronti ad apprezzarsi (scendere di rendimento) se la guerra in Iran per allora fosse un brutto ricordo. Con le elezioni di metà mandato in programma ad inizio novembre negli Stati Uniti, c’è da scommettere che l’amministrazione Trump farà di tutto per concludere il conflitto mesi prima per non rischiare grossi contraccolpi sul piano del consenso.
giuseppe.timpone@investireoggi.it