Il 1° aprile dovrebbe arrivare la firma del nuovo CCNL del comparto scuola, uno dei settori del pubblico impiego più ampi in Italia e, quindi, di interesse per milioni di lavoratori. Il rinnovo del contratto dovrebbe vedere la sua fumata bianca all’Aran proprio all’inizio del prossimo mese. L’attenzione è concentrata soprattutto sugli aumenti di stipendio previsti, che coinvolgeranno l’intero comparto, dai docenti al personale ATA.
Nuovi aumenti di stipendio nel CCNL scuola: le vere cifre e i beneficiari
Il nuovo CCNL riguarda il triennio 2025/2027 e, come sempre accade in occasione di un rinnovo contrattuale, il focus principale è sui nuovi minimi salariali.
Gli stipendi di docenti e personale ATA saranno oggetto di revisione, con aumenti che, secondo le stime, potranno arrivare fino a 185 euro lordi al mese.
Questa volta, il rinnovo sembra procedere con tempi più rapidi rispetto al passato. Consentendo così ai lavoratori di beneficiare degli incrementi economici in anticipo rispetto alle consuete tempistiche. Gli aumenti saranno, come di consueto, variabili in base al ruolo e all’anzianità di servizio. Il cronoprogramma che conduce alla firma del 1° aprile prevede un passaggio chiave il 24 marzo, quando verranno definite le indicazioni utili alla sottoscrizione definitiva.
Per il triennio 2025/2027, il comparto scuola potrebbe diventare il primo settore della Pubblica Amministrazione a completare il rinnovo contrattuale. Un elemento non scontato, considerando che in passato i rinnovi sono spesso arrivati con anni di ritardo, con conseguenze negative sul piano retributivo, soprattutto in periodi di alta inflazione, che riduce il potere d’acquisto degli stipendi.
Le cifre, le dotazioni e tutte le altre cose da sapere
Con una dotazione complessiva di 6,6 miliardi di euro, il governo ha stanziato risorse significative per il rinnovo del contratto, distribuite progressivamente dal 2025 al 2027.
Secondo le stime attuali, i docenti riceveranno in media un aumento di circa 143 euro lordi al mese. Mentre il personale ATA si attesterà intorno a 104 euro lordi mensili, sempre come valore medio. È importante ricordare che gli importi effettivi varieranno in base a ruolo e anzianità.
In aumento anche la retribuzione professionale docenti, una componente dello stipendio prevista dall’articolo 7 del contratto collettivo del 15 marzo 2001. Questa voce aggiuntiva dovrebbe attestarsi, a seconda dei casi, tra i 200 e i 330 euro.
Guardando più nel dettaglio alle nuove retribuzioni, si prevede che alcuni docenti – in particolare quelli delle scuole superiori e con maggiore anzianità – possano arrivare a percepire fino a 185 euro lordi in più al mese. Per i docenti più giovani o di recente immissione in ruolo, l’aumento dovrebbe collocarsi intorno ai 110 euro lordi mensili.
Per quanto riguarda il personale ATA, i collaboratori scolastici (bidelli) potranno beneficiare di incrementi compresi tra 85 e 110 euro. Mentre per il personale amministrativo gli aumenti varieranno indicativamente tra 95 e 130 euro lordi al mese.