Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 04 Giu, 2026

Pensioni entro fine 2026 per questi nati nel 1964

In pensione i nati nel 1964? Ecco come farlo anche nel 2026 nonostante l'addio alla quota 103 scaduta il 31 dicembre 2025.
24 Marzo 2026
pensioni 2026 calcolo
Foto © Investireoggi

Uscire dal lavoro a 62 anni è ancora possibile, anche senza la Quota 103? È una domanda che molti si pongono, considerando che proprio questa misura, nel 2025, consentiva il pensionamento a un’età così contenuta. La verità è che, senza la Quota 103, non esistono strumenti strutturali che fissino nei 62 anni il requisito minimo per lasciare il lavoro. Nessuna misura prevede esplicitamente questa soglia anagrafica. Tuttavia, prima di scoraggiarsi, è opportuno verificare se, tra deroghe, sconti e particolari condizioni, esistano ancora possibilità concrete di pensionamento.

Cosa è cambiato con l’addio a quota 103

Anzitutto, va chiarito che prima di compiere i 63 anni c’è ancora chi può sfruttare la Quota 103 nel 2026.

Si tratta di coloro che sono nati nel 1963 e che compiono 63 anni nei prossimi mesi, a condizione che abbiano già maturato 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2025.

Per la Quota 103, infatti, vale il principio della cristallizzazione del diritto: chi aveva già raggiunto i requisiti entro la fine dello scorso anno può ancora accedere alla pensione. In concreto, un soggetto che oggi ha 62 anni e pochi mesi – ad esempio perché nato a fine 1963 – può andare in pensione, purché abbia già completato i 41 anni di versamenti richiesti.

Pensioni entro fine 2026 per questi nati nel 1964

Uno dei principali limiti della Quota 103, che ne ha progressivamente ridotto l’attrattività, è rappresentato dall’elevato requisito contributivo. I 41 anni di contributi richiesti presuppongono una carriera lunga e continuativa, non sempre comune. A questo si aggiunge il ricalcolo contributivo dell’assegno, che spesso comporta una riduzione dell’importo, contribuendo a rendere la misura meno conveniente.

Oggi, però, è possibile guardare anche ad altre soluzioni che, in alcuni casi, consentono l’uscita dal lavoro anche a chi ha carriere più brevi, nell’ordine di 20, 25 o 30 anni di contributi.

Si tratta di percorsi più accessibili rispetto a quelli richiesti dalla Quota 103, anche se destinati a platee più ristrette.

Le possibilità per i nati nel 1964 di andare in pensione nel 2026

Anche in questo caso, tuttavia, si parla di opportunità limitate e ben circoscritte. È possibile, ad esempio, che alcune lavoratrici nate nel 1964, grazie ai figli avuti, possano accedere alla pensione con un’età inferiore rispetto ai requisiti ordinari.

In linea generale, la misura di riferimento è la pensione anticipata contributiva, che richiede almeno 64 anni di età e 20 anni di contributi. E con un importo minimo pari a 3 volte l’assegno sociale.

Tuttavia, per le lavoratrici madri sono previsti specifici vantaggi: ogni figlio comporta uno sconto di 4 mesi sull’età pensionabile. Di conseguenza, con un figlio si può scendere a 63 anni e 8 mesi, con due figli a 63 anni e 4 mesi, con tre figli a 63 anni. E con quattro o più figli fino a 62 anni e 8 mesi.

Non solo: anche il requisito economico si riduce. Con un figlio, la pensione può essere pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale; con più figli, la soglia può scendere fino a 2,6 volte l’assegno sociale.

Resta comunque evidente che si tratta di possibilità limitate a casi specifici, in cui entrano in gioco variabili come numero di figli, carriera contributiva e livello retributivo.

In assenza di queste condizioni, l’uscita a 62 anni, oggi, resta un’opzione difficilmente praticabile.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

progetto sibilla inps
Articolo precedente

Progetto SIBILLA, il piano INPS contro abusi, bonus indebiti ed evasione: chi deve preoccuparsi

stipendio scuola nuovo CCNL
Articolo seguente

Nuovi aumenti di stipendio nel CCNL scuola: le vere cifre e i beneficiari