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Bond Unicredit con cedola legata al BTp decennale dal quarto anno

Unicredit propone un bond al mercato retail italiano con maxi-cedola iniziale al 6,50% e successivamente legata al BTp decennale.
18 Aprile 2026
Bond retail Unicredit
Bond retail Unicredit © Licenza Creative Commons

C’è un nuovo bond di Unicredit a disposizione del mercato retail italiano (ISIN: IT0005705097). Dal 17 al 30 aprile, sarà emesso al 100% del suo valore nominale e sarà negoziabile sul Mercato obbligazionario Telematico e su Bond X – EuroTLX di Borsa Italiana. Il taglio minimo è stato fissato in 1.000 euro, per cui è alla portata di praticamente tutte le tasche. Il suo funzionamento, tuttavia, deve indurre alla prudenza.

Bond retail di Unicredit: come funziona

Il nuovo bond retail di Unicredit ha una durata di 10 anni e per i primi 3 eroga un premio del 6,50% lordo annuale. Dal quarto anno, invece, tale premio sarà condizionato all’andamento del Solactive BTP 10 annual Compounded Yield Index (SOITA10Y), che è un indice che replica l’andamento del BTp a 10 anni.

Se alle date di osservazione* esso sarà pari o inferiore al livello di barriera del 4,30%, il premio sarà corrisposto. Se sarà superiore a tale livello, no.

*Date di osservazione: 10 aprile 2030; 08 aprile 2031; 12 aprile 2032; 08 aprile 2033; 06 aprile 2034; 10 aprile 2035; 08 aprile 2036.

Indice SOITA10Y
Indice SOITA10Y © Investireoggi.it

Investimento scommessa sui rendimenti futuri

Questo significa che il bond retail di Unicredit comporta un rischio non di poco conto legato ai rendimenti dei titoli di stato. L’investitore deve augurarsi che questi non  salgano eccessivamente dall’aprile del 2029 rispetto al 3,80% attuale, altrimenti non riceverebbe in pagamento alcun premio fino alla scadenza. Se ciò accadesse non si tratterebbe, in ogni caso, di una buona notizia. Rendimenti più alti implicano la perdita di valore dei bond acquistati quando essi erano più bassi. Ciò comporta perdite in fase di rivendita anticipata.

Quand’anche si fosse interessati a portare l’investimento a scadenza, si perderebbe l’opportunità di guadagnare di più (costo opportunità).

Cedola netta minima e massima

Nel caso peggiore possibile, ossia se l’indice risultasse sempre superiore al 4,30% dal quarto al decimo anno, l’investitore si dovrebbe accontentare di una cedola totale del 19,50% lordo (6,50% per 3 anni). Al netto dell’imposta del 26%, appena il 14,43%. In termini annuali, una media di 1,44%. Ma oggi un BTp decennale offre al netto almeno il 3,35%. Ovviamente, può benissimo accadere che l’indice risulti sempre inferiore al 4,30% alle date di osservazione. In quel caso, l’investitore otterrebbe un premio medio annuo netto del 4,81%. E qui farebbe un buon affare.

Più probabili scenari misti: livello di barriera raggiunto e superato in alcune occasioni, mancato in altre. Impossibile farsi un’idea a priori. Dobbiamo premettere, però, che l’ultima volta che l’indice SOITA10Y raggiunse almeno il 4,30% fu nell’autunno del 2023. L’andamento del BTp decennale risente di due variabili fondamentali: rischio sovrano e politica monetaria. Se i tassi di interesse aumentano, a causa dell’inflazione, il suo rendimento segue. E così anche se sul debito pubblico italiano si addensano nubi all’orizzonte.

Bond retail di Unicredit prodotto strutturato (non per tutti)

Il bond retail di Unicredit diventa nei fatti una scommessa sul futuro rialzo dei tassi e sullo spread.

Da qui ai prossimi mesi il mercato prevede che la Banca Centrale Europea alzi il costo del denaro per mezzo punto percentuale in tutto. Successivamente, però, si attende che lo lasci invariato a lungo. A meno che dal Golfo Persico non arrivino ulteriori cattive notizie. Le incognite in fatto di tassi sono sempre tante e imperscrutabili. Nessuno avrebbe immaginato una stretta monetaria per quest’anno fino a un paio di mesi fa. Questo non è un investimento per tutti, sebbene risulti formalmente dedicato proprio al piccolo investitore.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

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