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Benzina e diesel: quanto sono cambiati i prezzi tra 1986 e 2026

I prezzi del carburante in Italia erano veramente più bassi in passato? Ecco un confronto tra oggi e il 1986, cioè 40 anni fa.
20 Marzo 2026
Prezzi carburante tra 1986 e 2026
Prezzi carburante tra 1986 e 2026 © Investireoggi.it

Benzina e diesel alle stelle, tant’è che mercoledì sera è dovuto intervenire il governo con un drastico taglio delle accise, pur temporaneo. I prezzi alla pompa sono schizzati con lo scoppio della guerra in Iran e rischiano di restare elevati a lungo, nonché di continuare a salire. C’è chi rimpiange i tempi in cui il carburante era ancora economico. E’ stato davvero così? Vi proponiamo un confronto tra il 2026 e il 1986, cioè torniamo indietro di 40 anni.

Carburante 1986 e 2026 a confronto

In media, quell’anno un litro di benzina costò circa 1.288 lire, che fanno 66,50 centesimi di euro. Il diesel era la metà: poco più di 624 lire, qualcosa come 32 centesimi di euro. Nulla, se pensiamo che un litro di verde ieri ci costasse la media di 1,87 euro e per il gasolio spendevamo ben 2,10 euro. Emerge che il prezzo della benzina è aumentato in 40 anni di oltre il 180%, mentre quello del diesel del 550%. Tanto, poco o il giusto? Dipende dal punto di vista. In generale, i prezzi al consumo sono aumentati di 2,85 volte dalla media del 1986. Questo significa che la benzina è aumentata perfettamente in linea con l’inflazione, mentre il diesel per 2,3 volte più velocemente.

(Sulle auto a diesel, però, dobbiamo fare una precisazione. Dal 1978 e fino al 2005 ci fu il cosiddetto “super bollo”, che in un certo senso riduceva il beneficio di un veicolo a gasolio. L’idea era di disincentivare le importazioni dall’estero. A fine anni ’80 l’imposta arrivò a 33.750 lire, che corrispondeva ad una cinquantina di litri in termini di prezzo medio. Aggiungiamo che le auto a diesel nel 1986 erano ancora appena il 5-6% dell’intero parco macchine in Italia, mentre oggi sono superano un terzo del totale).

Accise e IVA, differenze con oggi

A cosa si deve tanta differenza? Il prezzo del carburante è scomponibile grosso modo in costo industriale più imposte. Dovete sapere che nel 1986 le accise erano di 449 lire per ogni litro di benzina e di 188 lire per un litro di diesel. Dal 2026 sono state parificate a 0,6279 euro. E l’IVA era al 18% contro il 22% odierno. Ne consegue che il fisco incideva al tempo per circa 530 (27,36 centesimi) e 222 lire (11,46 centesimi) rispettivamente, cioè per il 41% nel primo caso e il 35,5% nel secondo. Oggi, siamo al 33,5% e al 30%. Essendo le accise di importo fisso, tendono ad incidere maggiormente quando il prezzo del carburante è basso.

Al netto delle imposte, il carburante tra il 1986 e il 2026 è rincarato di quasi il 220% per la benzina e dell’83% per il diesel. In entrambi i casi, meno del prezzo finale alla pompa e della stessa inflazione generale cumulata nel periodo. Cosa significa? Accise e IVA nel complesso sono aumentate meno velocemente dei prezzi al consumo nel caso della benzina, ma oltre 2,3 volte più in fretta nel caso del diesel. E questo, malgrado le pur giuste lamentele dei cittadini per l’esosità del fisco.

Rapporto con stipendio netto mensile

Fin qui ci siamo interrogati sulle variazioni percentuali, mentre adesso indaghiamo sulla capacità di acquisto delle famiglie del tempo e oggi.

Un impiegato generico nel 1986 guadagnava la media di 800.000 lire nette al mese, circa 415 euro. Oggi, la retribuzione (sempre netta) è sui 1.750 euro mensili. Questo significa che 40 anni fa con lo stipendio ci si comprava più di 620 litri di benzina o più di 1.280 litri di diesel. In questi giorni del 2026, possiamo permetterci di comprare una media di oltre 935 litri di benzina o poco più di 830 litri di diesel. Se facciamo riferimento ai prezzi medi a febbraio, prima del boom legato alla guerra, potevamo permetterci con una mensilità di acquistare 1.060 litri di verde e 1.035 litri di gasolio.

Tirando le somme, possiamo dire che nel 2026 il carburante ha subito variazioni rispetto al 1986 molto significative e differenti per benzina e diesel. La prima costa oggi all’incirca quanto 40 anni in termini reali, anche se incide molto meno sullo stipendio di un lavoratore. Il secondo è rincarato molto anche in termini reali, trainato principalmente dalle accise. E rispetto allo stipendio stesso incide di più. Certo, c’è da considerare che un’auto oggi consuma meno carburante, a parità di km percorsi. Parliamo di un buon 40% in meno per una piccola cilindrata, grazie alla maggiore efficienza dei veicoli. L’idea che un tempo si facesse il pieno con poco, è sconfessata dai dati.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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