L’Agenzia delle Entrate ha introdotto un nuovo passaggio tecnico che riguarda una parte specifica del mondo agricolo. Il punto centrale è l’inserimento, nelle fatture, di un codice che permette di individuare con precisione alcuni prodotti legati alle Commissioni uniche nazionali. La novità è attuata dal provv. Agenzia Entrate n. 93628/2026 del 18 marzo 2026 e si collega alla Legge n. 182/2025, che ha modificato il D.L. n. 63/2024. In questo quadro, la fatturazione elettronica diventa anche uno strumento utile per raccogliere dati di mercato in modo ordinato e tempestivo.
Fatturazione elettronica e codice CUN: cosa cambia
La nuova disciplina riguarda le operazioni che hanno per oggetto prodotti per i quali risulta attiva una CUN, cioè una Commissione unica nazionale.
Per queste cessioni non basta più il normale invio del documento fiscale: occorre compilare un campo aggiuntivo nel file XML della fattura ordinaria, così da associare il bene venduto al relativo codice identificativo. La misura, in sostanza, punta a rendere più chiari i passaggi commerciali della filiera agricolo-alimentare.
Dal punto di vista pratico, la fatturazione elettronica deve, quindi, contenere un blocco specifico individuato dal codice 2.2.1.16. All’interno di questa sezione, il campo 2.2.1.16.1 deve riportare la dicitura “CUN”, mentre il campo 2.2.1.16.2 deve contenere il codice del prodotto preso dall’elenco ufficiale pubblicato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Non si tratta di una scelta facoltativa, ma di una modalità compilativa prevista in modo puntuale dal provvedimento del 18 marzo 2026.
Chi è obbligato e quali dati vanno inseriti
L’obbligo del codice CUN in fattura elettronica non interessa tutte le partite IVA in modo indistinto.
Il perimetro descritto nel documento riguarda, infatti, gli operatori che emettono fatture per prodotti soggetti a CUN. In questi casi deve essere usato esclusivamente il tracciato XML della fattura ordinaria, senza soluzioni alternative. È quindi una regola tecnica che incide soprattutto su chi opera nelle filiere agricole più rappresentative.
Sul piano operativo, la fatturazione elettronica assume una funzione doppia: fiscale da una parte, informativa dall’altra. Inserire il codice corretto consente di collegare ogni operazione a un prodotto ben individuato. Questo permette una lettura più precisa delle transazioni, evitando dati generici o non uniformi. Nel testo esaminato non sono indicati nuovi importi, maggiorazioni o sanzioni specifiche collegate a questo adempimento; il contenuto si concentra sulle regole tecniche di compilazione e sul flusso delle informazioni.
Come circolano le informazioni verso le Commissioni
Una volta trasmessi i documenti, i dati non restano confinati nel solo ambito tributario. Il provvedimento spiega infatti che le informazioni estratte dal tracciato XML vengono inoltrate alla segreteria tecnica di ciascuna Commissione unica nazionale tramite B.M.T.I. S.c.p.A., soggetto che svolge tali funzioni secondo la normativa vigente. I dati trasmessi comprendono il codice CUN, l’unità di misura, la quantità e il prezzo totale dell’operazione.
Questo passaggio mostra che la fatturazione elettronica viene utilizzata anche come base per costruire report settimanali sull’andamento del mercato.
Il trasferimento dei flussi avviene attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati, cioè la PDND. Il documento chiarisce inoltre che le informazioni rese disponibili alle Commissioni sono trattate in forma anonima e aggregata, con raggruppamento per codice prodotto e unità di misura. In altre parole, l’obiettivo non è diffondere dettagli commerciali dei singoli operatori, ma ottenere indicatori affidabili sull’evoluzione dei prezzi e degli scambi.
Fatturazione elettronica, regole e impatto operativo
Il quadro normativo richiamato è abbastanza chiaro. Oltre al Provv. n. 93628/2026, vengono menzionati il D. Lgs. n. 300/1999, lo Statuto dell’Agenzia delle Entrate e i precedenti interventi del 2022 e del 2024 sulle regole tecniche del Sistema di Interscambio. Sul piano tecnico, il supporto del sistema informativo fa capo a Sogei S.p.A., già partner della gestione dell’Anagrafe tributaria.
Nel complesso, la fatturazione elettronica entra così in una fase più articolata per il comparto agricolo interessato dalle CUN. Non cambia solo il modo di compilare il file, ma cresce anche il valore dei dati raccolti. Per gli operatori coinvolti sarà essenziale aggiornare procedure interne, software gestionali e controlli sui codici da inserire. La fatturazione elettronica, in questo scenario, non serve soltanto a documentare una vendita: diventa anche un tassello per leggere con maggiore precisione il mercato e rendere più trasparenti i rapporti di filiera.
Riassumendo
- La fatturazione elettronica richiede un codice CUN per specifici prodotti agricoli.
- La novità è attuata dal provv. Agenzia Entrate n. 93628/2026.
- Il file XML deve contenere campi tecnici dedicati all’identificazione del prodotto.
- L’obbligo riguarda operatori che cedono beni soggetti a Commissioni uniche nazionali.
- I dati inviati servono anche a elaborare report anonimi sull’andamento del mercato.
- Cambiano procedure interne, controlli software e gestione dei codici nelle fatture.