Arera (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha chiarito le modalità con cui sarà riconosciuto il contributo straordinario introdotto dal decreto Bollette, cioè il DL n. 21/2026, pensato dal Governo per alleggerire il peso dei rincari energetici. La misura nasce in un momento in cui il costo dell’energia aveva già messo in difficoltà molte famiglie italiane, ancora prima delle tensioni internazionali in Medio Oriente. E’ in questo quadro si inserisce il bonus elettrico 115 euro, destinato ai nuclei che rientrano nelle stesse regole già previste per il bonus sociale.
Il meccanismo scelto è quello dell’accredito diretto in fattura.
Non occorre compilare moduli, inviare richieste o partecipare a procedure con scadenze ravvicinate. Il sistema, una volta verificata la presenza dei requisiti, attribuisce il bonus elettrico 115 euro in modo automatico, seguendo lo stesso modello già utilizzato per i bonus sociali di luce, gas e acqua.
L’importo sarà sottratto dalla bolletta in un’unica volta. Nel documento inviato al cliente comparirà una voce distinta, ben riconoscibile, così da rendere immediato il controllo dello sconto applicato. Si tratta quindi di un aiuto concreto, con un importo fisso pari a 115 euro, che non richiede iniziative particolari da parte dell’utente se non il corretto aggiornamento della situazione Isee.
Bonus elettrico 115 euro: chi rientra nei requisiti previsti
La platea dei beneficiari del bonus del decreto bollette coincide con quella del bonus sociale luce e gas. Questo significa che il contributo spetta alle famiglie con Isee inferiore a 9.796 euro. Il punto centrale, quindi, non è la presentazione di una domanda, ma la presenza di un’attestazione aggiornata.
Per far scattare il riconoscimento del bonus elettrico 115 euro è necessario che l’Isee sia in corso di validità.
Il requisito economico resta dunque il passaggio decisivo. Senza una Dsu valida, il sistema non può individuare correttamente il diritto al beneficio. In sostanza, il bonus elettrico 115 euro viene assegnato solo se la situazione reddituale e patrimoniale del nucleo familiare è già registrata nei canali previsti.
Accanto a questa misura obbligatoria, Arera segnala anche un’altra possibilità. I fornitori possono, infatti, riconoscere uno sconto facoltativo alle famiglie con Isee fino a 25.000 euro. In questo caso non si tratta del contributo previsto dalla legge, ma di una riduzione volontaria che può essere collegata ai consumi. Si tratta, pertanto, di due interventi distinti: da un lato il sostegno automatico da 115 euro previsto dal d.l. 21/2026, dall’altro eventuali iniziative commerciali dei singoli operatori.
Come compare l’importo in fattura e cosa succede in caso di credito
Arera ha precisato che l’accredito sarà visibile all’interno della bolletta con una indicazione separata. Questo dettaglio ha un valore pratico importante, perché permette al cliente di capire con immediatezza quando il contributo è stato effettivamente riconosciuto. Il bonus elettrico 115 euro, quindi, non sarà disperso tra le varie componenti di spesa, ma comparirà come elemento autonomo.
Può verificarsi anche una situazione particolare: la bolletta sulla quale viene applicato lo sconto potrebbe generare un saldo a credito a favore del cliente.
In quel caso, la somma non andrà persa. Arera ha spiegato che l’importo eccedente sarà conteggiato nelle fatture successive. In altre parole, se il valore del contributo supera quanto dovuto in quella specifica bolletta, il residuo continuerà a produrre effetti nei documenti seguenti.
Questa modalità conferma la natura diretta e semplice della misura. Il bonus elettrico 115 euro non viene versato con bonifico né con altre procedure separate, ma riduce in modo immediato quanto da pagare per la fornitura elettrica.
Bonus elettrico 115 euro anche in caso di cambio fornitore
Uno dei chiarimenti più rilevanti riguarda le situazioni in cui il cliente abbia cambiato operatore. Arera ha specificato che l’erogazione viene effettuata dal fornitore, oppure dall’esercente della maggior tutela, che serviva il cliente alla data del 21 febbraio 2026, anche se in seguito è avvenuto il passaggio a un’altra società.
Si tratta di una precisazione importante, perché negli ultimi anni il cambio di operatore è diventato più frequente, soprattutto tra chi confronta le offerte del mercato libero e sceglie soluzioni diverse nel tempo. In questi casi il bonus elettrico 115 euro non viene meno per il solo fatto che il contratto sia stato spostato ad altro venditore dopo quella data.
Restano poi i casi particolari legati all’interruzione della fornitura o ad altre variazioni contrattuali. Anche in queste situazioni il criterio indicato da Arera resta chiaro: conta il soggetto che forniva il servizio il 21 febbraio 2026. Per questo motivo il bonus elettrico 115 euro segue regole precise e automatiche, senza necessità di nuove richieste da parte delle famiglie che possiedono i requisiti economici stabiliti dalla norma.
Riassumendo
- Bonus elettrico 115 euro riconosciuto automaticamente in bolletta, senza domanda o click day.
- La misura è prevista dal decreto Bollette, d.l. 21/2026.
- Spetta alle famiglie con Isee inferiore a 9.796 euro.
- Serve una Dsu valida per ottenere l’Isee aggiornato al 2026.
- Lo sconto appare in fattura con una voce separata.
- Vale anche dopo cambio fornitore, contando quello attivo il 21 febbraio 2026.