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Part-time per il pensionamento: sconto contributivo e assunzione giovani, tutte le regole

Il part-time per il pensionamento: ecco come funziona la nuova misura tra sconto contributivo, requisiti e assunzioni giovani.
13 Aprile 2026
pensionamento con part-time
Foto © Investireoggi

La formula del part-time per il pensionamento entra nel sistema con una misura sperimentale pensata per il biennio 2026-2027. La novità è prevista dall’art. 6 della Legge n. 34/2026 (c.d. legge annuale delle PMI) e riguarda i dipendenti del settore privato che si avvicinano all’uscita dal lavoro. L’idea è semplice: consentire una riduzione dell’orario negli ultimi anni di attività, senza perdere del tutto la tutela previdenziale, e collegare questa scelta a un nuovo ingresso stabile in azienda.

La misura non è aperta a tutti. Vale soltanto per i lavoratori assunti a tempo pieno e indeterminato presso datori privati con un organico fino a 50 dipendenti.

Inoltre, il beneficio è riservato a chi ha anzianità contributiva anteriore al 1° gennaio 1996 e può raggiungere entro il 1° gennaio 2028 i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, secondo le regole vigenti.

Requisiti e finestra temporale

Il part-time per il pensionamento previsto dalla legge annuale PMI può essere richiesto fino alla prima decorrenza utile del trattamento pensionistico. La platea è limitata, perché la norma fissa un tetto massimo complessivo di 1.000 lavoratori. Si tratta, quindi, di una misura sperimentale con accesso non illimitato.

Sotto il profilo previdenziale, i soggetti interessati devono risultare iscritti all’AGO (Assicurazione generale obbligatoria), alle forme esclusive o sostitutive della medesima, oppure alla Gestione separata INPS. Per verificare il diritto serve una domanda all’INPS, che dovrà accertare la presenza dei requisiti.

Restano centrali anche i parametri ordinari per l’uscita. La pensione di vecchiaia, allo stato, richiede 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. La pensione anticipata richiede invece 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, con finestra mobile di tre mesi.

Per il part-time per il pensionamento la legge consente anche il cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti, ma solo nelle gestioni amministrate dall’INPS e solo se non esiste già un trattamento pensionistico in una di tali gestioni.

Riduzione oraria, contributi e vincoli

Sul piano pratico, il part-time per il pensionamento comporta la trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale. La riduzione dell’orario può andare dal 25% al 50%. Le modalità devono essere definite con accordo tra le parti e con atto avente data certa. La disciplina ammette anche clausole elastiche o flessibili, con organizzazione dell’attività su base settimanale o mensile.

L’aspetto più rilevante è l’incentivo economico. Il lavoratore beneficia dell’esonero del 100% della quota IVS a proprio carico, entro il limite di 3.000 euro annui, da riproporzionare mensilmente. Accanto a questo vantaggio, è prevista una contribuzione figurativa calcolata sulla retribuzione persa a causa del minor orario. In questo modo, il part-time per il pensionamento alleggerisce il costo contributivo per il dipendente e prova a ridurre l’effetto negativo del taglio dell’orario sul futuro assegno.

Part-time per il pensionamento e assunzione dei giovani

Il cuore della norma è però nella condizione imposta al datore di lavoro. Il part-time per il pensionamento non scatta automaticamente con il solo accordo di riduzione oraria.

Per ogni dipendente coinvolto, l’azienda deve effettuare nello stesso momento un’assunzione a tempo pieno e indeterminato di un lavoratore con età non superiore a 34 anni.

Questo collegamento tra uscita graduale e nuovo ingresso stabile mostra la logica della cosiddetta staffetta generazionale. Da una parte si accompagna verso la pensione chi è vicino al traguardo; dall’altra si crea spazio per l’occupazione giovanile. La norma consente inoltre al datore di lavoro, se ne ricorrono i presupposti, di utilizzare anche gli altri incentivi alle assunzioni previsti dalla legislazione vigente.

Il part-time per il pensionamento, pertanto, si presenta come una misura selettiva, con regole rigide e fondi limitati, ma può offrire un doppio effetto utile: rendere più graduale la fine della vita lavorativa e favorire nuovi contratti stabili per i più giovani. Proprio per questo la misura merita attenzione, soprattutto nelle piccole imprese dove il ricambio del personale è spesso più difficile.

Riassumendo

  • Part-time per il pensionamento: misura sperimentale per accompagnare l’uscita dal lavoro.
  • Riguarda dipendenti privati full time, indeterminati, in aziende fino a 50 addetti.
  • Serve anzianità contributiva ante 1996 e pensione maturabile entro il 1° gennaio 2028.
  • L’orario può ridursi dal 25% al 50% con accordo scritto.
  • Previsti esonero contributivo IVS e contribuzione figurativa entro limiti di spesa.
  • L’azienda deve assumere contestualmente un giovane under 35 a tempo indeterminato.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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