Bnp Paribas ha emesso in settimana due nuove obbligazioni in euro e rivolte al mercato retail italiano. Si possono acquistare già con taglio minimo di 1.000 euro e sono negoziabili sul segmento di EuroTlx di Borsa Italiana. Entrambe presentano una durata iniziale di 10 anni, arrivando a scadenza il 16 marzo del 2036. L’emittente si riserva la facoltà di esercitare la call, cioè di procedere al rimborso anticipato del capitale e delle annesse cedole maturate e ancora non pagate. Il loro funzionamento si rivela un po’ peculiare e per questo vi preghiamo di prestare attenzione alle modalità di fissazione delle cedole. Queste non saranno fisse nel corso dell’investimento, bensì variabili secondo il meccanismo che sotto analizzeremo.
Obbligazioni Bnp Paribas: come funziona la cedola
Iniziamo con la prima tranche delle obbligazioni Bnp Paribas (ISIN: XS3293879840). Cedola al tasso annuale fino al 5,5%. L’effettivo tasso pagato di semestre in semestre dipenderà dall’andamento del Solactive BTP 10 Annual Comp. Yield Index. Si tratta di un indice che replica fedelmente il rendimento del BTp a 10 anni. La formula è la seguente: 5,5% (annuo) x numero di giorni nel semestre compreso nel range 1,6-5%/ numero di giorni del semestre. In altre parole, la banca francese pagherà il 5,5% su base annua (2,75% semestrale) per il caso in cui il rendimento dell’indice si muova sopra l’1,6% e sotto il 5% per tutti i giorni del semestre. Ridurrà in proporzione l’entità della cedola in base al numero di giorni in cui il rendimento dell’indice sarà fuori dal range.
Facciamo un esempio pratico. Se l’indice esitasse nel semestre in corso (16 marzo al 16 settembre 2026) di 184 giorni un rendimento all’interno del range per 120 giorni, la cedola semestrale sarebbe così determinata: 2,75% x 120/184 = 1,79%.
Da notare che ieri tale indice era al 3,62%. L’ultima volta che fu sotto l’1,60%, era il febbraio del 2022. E l’unica volta che superò il 5% negli ultimi anni, avvenne il 19 ottobre del 2023.

La seconda delle due obbligazioni Bnp Paribas appena emesse presenta stesso funzionamento, ma condizioni differenti (ISIN: XS3293879923). Scadenza sempre a 10 anni, callable e cedola fino al 5,5% annuale. Tuttavia, l’aggancio di questa è al Solactive Eu Nxg 10Y 11Am Yield Index. E’ l’indice che replica il rendimento dei bond emessi dall’Unione Europea e della durata residua di 10 anni. In questo caso, il range di riferimento è tra 1,10% e 4,5%.

Volatilità punitiva per l’investitore
Ieri, il rendimento esitato da questo indice era del 3,25%, a metà strada tra i due estremi del range. Chi acquista le due obbligazioni Bnp Paribas, sta scommettendo sull’andamento dei rendimenti sovrani italiani e sovranazionali. Essi dipendono da condizioni di mercato più generali, strettamente legate a fattori macroeconomici ed eventi geopolitici imprevedibili. Lo stiamo notando in queste settimane di turbolenze e volatilità con la guerra in Iran. Nel caso dell’Italia, poi, un altro fattore che incide sulla determinazione della cedola è lo spread.
Oggi, si attesta intorno ai 75 punti base dopo essere sceso quest’anno sotto i 60 punti. Ma non dimentichiamo che ancora nel 2022 era superiore ai 200 punti e variazioni di questo tipo possono fare la differenza, contribuendo ad infrangere al rialzo (ma anche al ribasso) le soglie indicate.
Cedole alte con mercato stabile
Dalla formula sopra esposta, risulta evidente che l’investitore verrà premiato nel caso di stabilità del mercato. Tuttavia, se la banca si ritrovasse a pagare cedole costantemente elevate e in un contesto di mercato favorevole, avrebbe tutta la convenienza a rimborsare il prestito prima della scadenza, indebitandosi a costi inferiori. Al contrario, verrà penalizzato se le condizioni diventassero più estreme. Rendimenti troppo bassi o troppo alti avrebbero l’effetto di deprimere la cedola. Se nel breve termine possiamo immaginare che questa sarà massima o comunque elevata, una previsione a medio-lungo termine non appare credibile, specie in un contesto internazionale così volubile. In buona sostanza, queste obbligazioni Bnp Paribas sono da inserire in portafoglio se si è convinti che il rischio di condizioni estreme sarà basso e che prevarrà in futuro, quindi, la stabilità.
giuseppe.timpone@investireoggi.it