Anche la Colombia svolta a destra e riduce al lumicino la presenza di governi di sinistra nell’America Latina. Al ballottaggio per le elezioni presidenziali di ieri, ha vinto con un margine di 250.000 voti Abelardo De La Espriella, 47 anni, di destra e noto anche come “El Tigre”. E questa mattina, il bond a 10 anni in euro con scadenza 19 febbraio 2036 e cedola 5,625% (ISIN: XS3183160236) guadagna lo 0,60% percentuale e si avvicina alla parità ad una quotazione di 99,85 centesimi.

El Tigre rianima bond Colombia
Ai mercati la vittoria di “El Tigre” piace per diverse ragioni.
L’uomo, appoggiato al secondo turno da leader stranieri come Donald Trump e Javier Milei, coniuga temi importanti come la lotta alla criminalità organizzata e l’apertura al mercato. Tra le promesse elettorali ci sono la costruzione di nuove 10 mega-carceri in tutto il Paese, il licenziamento di 700.000 dipendenti statali e tagli draconiani alla spesa pubblica. Con un debito pubblico diretto al 70% del Pil e un deficit atteso fino al 7% quest’anno, si spiega perché i mercati guardino positivamente alla svolta.
Il bond della Colombia a 10 anni in euro guadagna circa il 10% nell’ultimo mese, rinvigorito anche dalla vittoria a sorpresa di De La Espriella al primo turno di fine maggio. Nello stesso periodo, il rendimento decennale in valuta locale è crollato dal 14,29% all’11,67%. Ma è il trend più generale dell’intera regione a rilevare ancora di più. Con “El Tigre” la presa della destra si fa quasi totale. Manca all’appello, soprattutto, il Brasile di Lula.
I sondaggi danno ancora in vantaggio il presidente uscente per il voto di settembre. Per il resto c’è appena stata la vittoria di Keiko Fujimori in Perù, mentre il Cile è guidato da José Antonio Kast, l’Argentina da Javier Milei, l’Ecuador da Daniel Noboa, la Bolivia da Rodrigo Paz e tra gli altri El Salvador da Nayib Bukele.

America Latina più lontana da Pechino
I temi identitari della nuova destra latinoamericana sono sicurezza e mercato, ponendo fine a decenni di lassismo dei governi nella lotta alla criminalità, tra cui i potenti cartelli dei narcos, nonché di politiche assistenziali con risvolti negativi sui conti pubblici e sulla vivacità delle economie. La vittoria di De La Espriella significa per la Colombia anche il riavvicinamento agli Stati Uniti e all’Occidente e l’allontanamento dalla Cina. E anche per questo i mercati si mostrano speranzosi. Bogotà tornerebbe allettante per i capitali stranieri dopo essersi mostrata ambigua sotto la presidenza di Gustavo Petro dalle inclinazioni marxiste. E il cambio mette a segno un rialzo superiore al 7% contro il dollaro nell’ultimo mese.
giuseppe.timpone@investireoggi.it