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Oggi: 12 Lug, 2026

Perché nel 730/2026 ho un rimborso molto più basso del solito?

Ecco spiegato il rimborso IRPEF inferiore rispetto agli altri anni con il modello 730/2026, la colpa è di un bonus IRPEF.
12 Luglio 2026
modello 730 2026
Foto © Investireoggi

Il modello 730 è il principale strumento che i contribuenti utilizzano per presentare la dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2025. L’adempimento serve innanzitutto a determinare le imposte dovute, ma consente anche, grazie al sistema di detrazioni e deduzioni, di recuperare parte delle imposte già versate. Per questo motivo, ogni anno molti contribuenti attendono con interesse il rimborso IRPEF derivante dal modello 730/2026.

Quest’anno, però, in molti hanno trovato una sorpresa: il rimborso risulta inferiore rispetto agli anni precedenti, anche in presenza dello stesso reddito e delle medesime spese detraibili.

«Buongiorno, ho un dubbio che il mio CAF non riesce a risolvere.

Nel mio 730 di quest’anno ho un rimborso nettamente inferiore rispetto agli ultimi anni. Premetto che ho 96.000 euro di spese per la ristrutturazione della casa e il mio stipendio è sempre lo stesso. Ogni anno recuperavo circa 4.000 euro di rimborso, mentre quest’anno il rimborso è di soli 2.800 euro. Non capisco il motivo e nemmeno il mio CAF ha saputo spiegarmelo. Potete aiutarmi?»

Perché nel 730/2026 ho un rimborso molto più basso del solito?

La risposta può essere sintetizzata con una considerazione che ben descrive le novità introdotte dalla recente riforma fiscale: oggi è diventato più facile essere incapienti.

Per incapienza fiscale si intende la situazione in cui l’imposta dovuta non è sufficiente per consentire il pieno utilizzo delle detrazioni spettanti. Di conseguenza, il contribuente non riesce a recuperare integralmente gli importi che, negli anni precedenti, venivano normalmente rimborsati.

Naturalmente, il caso del lettore andrebbe verificato analizzando il modello 730, la Certificazione Unica e tutta la documentazione relativa agli oneri detraibili. Tuttavia, da quanto descritto, la causa più probabile sembra essere rappresentata dagli effetti del nuovo taglio del cuneo fiscale.

Le regole fiscali, infatti, sono cambiate. Anche se reddito, stipendio e spese detraibili sono rimasti invariati, è cambiata l’imposta trattenuta durante l’anno.

Ed è proprio questo il punto: meno IRPEF si trattiene in busta paga, meno IRPEF potrà essere restituita attraverso il modello 730, anche se le detrazioni restano identiche.

Il modello 730/2026, relativo ai redditi del 2025, è il primo a risentire pienamente della nuova detrazione aggiuntiva prevista dal taglio del cuneo fiscale, che può arrivare fino a 1.000 euro.

Si tratta di una misura che non deve essere confusa con il trattamento integrativo IRPEF. Il cosiddetto ex Bonus Renzi. Ciò perché si tratta di due strumenti completamente diversi.

Il taglio del cuneo fiscale, la detrazione da 1.000 euro e la nuova capienza fiscale

La detrazione aggiuntiva per il taglio del cuneo fiscale riguarda i lavoratori dipendenti con un reddito complessivo compreso tra 20.000 e 40.000 euro.

L’agevolazione raggiunge un massimo di 1.000 euro per i redditi compresi tra 20.000 e 32.000 euro, mentre si riduce progressivamente fino ad azzerarsi oltre i 40.000 euro.

Questa detrazione diminuisce direttamente l’IRPEF dovuta e, proprio per questo motivo, riduce anche la cosiddetta capienza fiscale.

In termini pratici, un contribuente che ha beneficiato della detrazione piena da 1.000 euro ha già ottenuto durante l’anno uno sconto fiscale dello stesso importo.

Di conseguenza, avrà 1.000 euro di IRPEF in meno su cui poter recuperare le detrazioni derivanti dal modello 730.

È proprio questo il motivo per cui molti contribuenti, pur avendo sostenuto le stesse spese detraibili — come quelle per la ristrutturazione edilizia — e pur percependo lo stesso reddito degli anni precedenti, nel 730/2026 si ritrovano con un rimborso IRPEF sensibilmente più basso.

In sostanza, il minor rimborso non dipende necessariamente dalla perdita delle detrazioni spettanti. Ma dal fatto che, grazie al taglio del cuneo fiscale, durante il 2025 è stata già pagata meno IRPEF. E se l’imposta da recuperare è inferiore, anche il rimborso finale può risultare più contenuto.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.