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Oggi: 16 Giu, 2026

Fed, tassi fermi ma il mercato manda un segnale preciso

Stasera, la FED comunicherà la sua decisione sui tassi di interesse in piena guerra tra USA e Iran e col mercato a lanciare precisi segnali.
18 Marzo 2026
Tassi FED, stasera la decisione di Powell
Tassi FED, stasera la decisione di Powell © Investireoggi.it

Sarà il penultimo board presieduto da Jerome Powell, il cui secondo mandato come governatore della Federal Reserve scadrà a maggio. Gli succederà Kevin Warsh, che s’insedierà tra un paio di mesi. C’è attesa per le comunicazioni che la FED fornirà circa i tassi di interesse, fermi dal dicembre scorso al 3,50-3,75%. Quella in corso è la prima riunione da quando gli Stati Uniti di Donald Trump hanno attaccato l’Iran, scatenando nel Golfo Persico una guerra con conseguente blocco dello Stretto di Hormuz e boom delle quotazioni petrolifere.

Tassi FED, cosa dice il mercato

L’inflazione americana a febbraio è rimasta invariata al 2,4% su base annua, ma importa ormai poco alla luce degli eventi geopolitici di queste settimane. Tant’è che, se prima il mercato restava titubante circa le prossime mosse dell’istituto, adesso non sembra avere dubbi. Le previsioni sono per tassi FED anche stavolta invariati, checché ne pensi il presidente. Con un barile nei pressi dei 100 dollari (WTI), cioè esploso del 50% a marzo e ai massimi dal 2022, c’è poco da immaginare.

Quotazioni del WTI
Quotazioni del WTI © License Creative Commons

Il caro petrolio aumenta i costi di produzione e direttamente a carico delle famiglie per bollette e carburante. Il rafforzamento del dollaro, che guadagna nelle ultime settimane la media del 2% contro le principali valute mondiali, contrasta assai poco tali rincari. Infatti, il mercato prevede che la FED annunci il suo prossimo taglio dei tassi solamente a settembre. E pensa anche che esso sarà l’unico per quest’anno. Prima che la guerra in Iran iniziasse, la previsione era per 2-3 tagli entro dicembre.

Sulla stessa linea il rendimento del Treasury a 2 anni, che tende a riflettere il costo del denaro. Al 3,66% di questa mattina sconta neanche un taglio nel breve periodo. Era sotto il 3,40% a fine febbraio.

Rendimento a 2 anni negli USA
Rendimento a 2 anni negli USA © License Creative Commons

Attesa per nuove previsioni macro USA

Sarà interessante seguire la conferenza stampa di questa sera, quando Powell comunicherà anche le nuove previsioni macroeconomiche. Esse risentiranno dell’effetto bellico? E in quale misura? Il problema per il momento è capire quanto la guerra in Iran durerà. Se si concludesse in poche settimane e lo Stretto di Hormuz riaprisse al transito delle petroliere, l’impatto sull’economia mondiale resterebbero contenuto. Il rischio inflazione rientrerebbe e sarebbe tutt’al più declassato a “fiammata” dei prezzi. Ma se il conflitto si protraesse per mesi, il danno diverrebbe irreparabile.

Aspettative d’inflazione salgono

Proprio l’affievolimento delle probabilità di un taglio imminente ai tassi FED sta sostenendo il dollaro. Ciò non sta impedendo alle aspettative d’inflazione di lievitare ai massimi da oltre un anno. Per i prossimi 5 anni erano in area 2,40% a fine febbraio, mentre adesso viaggiano sopra il 2,60%. La guerra le ha “surriscaldate” di oltre lo 0,20% e quando già erano superiori al target del 2% fissato dalla stessa Atlanta.

E chissà che Powell, prima di andare via tra le polemiche per gli attacchi di Trump alla sua condotta da governatore, non rifili alla Casa Bianca una polpetta avvelenata aprendo a una possibile stretta monetaria nei prossimi mesi. Renderebbe più complicato anche per il successore, eventualmente più compiacente con il tycoon, invertire la comunicazione dell’istituto. Salvo svolte geopolitiche imprevedibili.

Aspettative d'inflazione a 5 anni negli USA
Aspettative d’inflazione a 5 anni negli USA © License Creative Commons

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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