Le dichiarazioni fiscali 2025. rappresentano un passaggio cruciale per contribuenti e sostituti d’imposta, perché riguardano i redditi e le operazioni riferite al periodo d’imposta 2024. Il termine ordinario per l’invio telematico dei principali modelli fiscali era fissato al 31 ottobre 2025. In questa scadenza rientravano il Modello Redditi, il Modello IRAP e il Modello 770, strumenti fondamentali per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati reddituali, produttivi e le ritenute operate.
Nonostante la data ormai superata, il sistema fiscale italiano offre ancora una possibilità di rimediare a eventuali dimenticanze. La normativa prevede, infatti, una finestra temporale aggiuntiva, definita “tardiva presentazione”, che consente di regolarizzare la posizione prima che la dichiarazione venga qualificata come omessa.
Questa distinzione è tutt’altro che marginale, perché l’omissione comporta conseguenze molto più pesanti sul piano sanzionatorio.
Dichiarazioni fiscali 2025: il 770 tardivo
Per chi non ha trasmesso il Modello 770/2025 (la dichiarazione dei sostituti d’imposta) entro la scadenza ordinaria, resta, quindi, aperta la strada della regolarizzazione entro 90 giorni.
Il termine ultimo cade il 29 gennaio 2026. Entro questa data la dichiarazione può essere ancora inviata senza essere considerata inesistente, a condizione che venga versata una sanzione ridotta. L’importo previsto in questi casi è pari a 25 euro, che rappresentano un decimo della sanzione fissa ordinaria di 250 euro. Il pagamento deve essere effettuato tramite modello F24, utilizzando il codice tributo 8911, riservato alle sanzioni per altre violazioni fiscali.
Entro il 29 gennaio 2026 anche Modello Redditi e IRAP
La possibilità di sanare il ritardo non riguarda solo il Modello 770. Anche per il Modello Redditi 2025 e per il Modello IRAP 2025, entrambi riferiti all’anno d’imposta 2024, vale lo stesso meccanismo.
La presentazione entro 90 giorni dalla scadenza del 31 ottobre consente di evitare che la dichiarazione venga qualificata come omessa. In questo caso, pur restando valida la dichiarazione, si applica comunque la sanzione in forma ridotta, identica a quella prevista per il 770: 25 euro da versare sempre con il codice tributo 8911.
Un aspetto importante da considerare riguarda i versamenti delle imposte. La regolarizzazione della sola dichiarazione non esaurisce tutti gli obblighi fiscali. Se, oltre al ritardo nell’invio dei modelli, risulta anche un pagamento effettuato in ritardo o del tutto mancante, è necessario procedere al saldo delle somme dovute. In queste situazioni occorre versare, con ravvedimento operoso, non solo il tributo originario, ma anche la sanzione ridotta e gli interessi. Questi ultimi vengono calcolati applicando il tasso legale in vigore, con conteggio giorno per giorno a partire dalla scadenza iniziale del versamento.
Dichiarazione fiscali 2025: dopo il 29 gennaio 2026 è tardi
Il rispetto della scadenza del 29 gennaio 2026 assume, dunque, un valore decisivo. Superato questo limite temporale, la dichiarazione viene considerata omessa a tutti gli effetti, con l’applicazione di sanzioni ben più severe rispetto a quelle previste per la tardività. La normativa, concedendo questo margine di tolleranza, mira a favorire l’adempimento spontaneo e a ridurre il contenzioso, offrendo una seconda possibilità a chi non è riuscito a rispettare i termini ordinari.
Nel panorama delle dichiarazioni fiscali 2025.
, la fase della regolarizzazione tardiva rappresenta, pertanto, un’opportunità da non sottovalutare. Si tratta di uno strumento che consente di rimettersi in regola con un costo contenuto, evitando conseguenze più gravose. La chiarezza delle regole e la semplicità degli importi previsti per la sanzione ridotta rendono questo percorso accessibile e ben definito.
Riassumendo
- Le dichiarazioni fiscali 2025 riguardano i redditi e le operazioni dell’anno d’imposta 2024.
- La scadenza ordinaria per Modello Redditi, IRAP e 770 era il 31 ottobre 2025.
- È possibile regolarizzare l’invio tardivo entro 90 giorni senza omissione dichiarativa.
- Il termine ultimo per la regolarizzazione è fissato al 29 gennaio 2026.
- La sanzione ridotta prevista è di 25 euro con pagamento tramite modello F24.
- Eventuali imposte non versate richiedono pagamento di tributo, sanzioni ridotte e interessi legali.
