Digitalizzazione, canali dedicati e nuovi servizi per gli intermediari promettono un’Amministrazione più veloce e più efficiente. Ma senza un dialogo effettivo con i professionisti, in particolare con i Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, il rischio è sacrificare le garanzie e alimentare contenzioso.
La sfida: coniugare velocità amministrativa e garanzie del contribuente per un Paese più efficiente
La trasformazione digitale del Fisco sta cambiando in modo strutturale il rapporto tra Amministrazione finanziaria, contribuenti e professionisti. L’ampliamento dei servizi online, la razionalizzazione delle deleghe e il potenziamento dei canali telematici rispondono a un obiettivo chiaro: rendere più efficiente l’azione amministrativa e ridurre tempi e costi di gestione.
Ma, non sempre l’obiettivo si è raggiunto.
In questo quadro si inseriscono gli sportelli dedicati ai Commercialisti dell’Agenzia delle Entrate, concepiti come canali qualificati di interlocuzione, capaci di valorizzare il ruolo dell’intermediario e di prevenire errori prima che si traducano in atti impositivi. L’impostazione è condivisibile. La vera questione è se, nella pratica quotidiana, questi strumenti riescano davvero a coniugare efficienza amministrativa e tutela delle garanzie. E questo perché, gran parte dei professionisti lamenta una sostanziale impossibilità a interloquire direttamente con l’Amministrazione Finanziaria
Innovazione normativa e organizzativa
Le più recenti innovazioni normative e organizzative mostrano una chiara volontà di modernizzazione della P.A. Tuttavia, l’esperienza concreta degli studi professionali restituisce un quadro più articolato. Gli sportelli dedicati, pur rappresentando un canale formalmente privilegiato, spesso incontrano forti limiti strutturali che ne riducono l’efficacia. Sono limiti culturali degli stessi funzionari dell’Amministrazione Finanziaria che hanno una scarsa propensione a voler istaurare un contraddittorio veramente risolutore delle questioni che nascono con i contribuenti.
E questo è evidente, quando alla richiesta da parte degli intermediari – Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili – gli accessi risultano talvolta contingentati, le risposte non sempre risolutive e l’interlocuzione si traduce in rinvii a procedure standardizzate o ad altri canali di assistenza.
In assenza di un effettivo potere decisionale, il canale dedicato rischia di diventare un passaggio intermedio più che uno strumento di soluzione. Peraltro, sarebbe necessario se non indispensabile che il professionista in questione fosse ricevuto personalmente. E questo proprio a far valere il riconoscimento di una figura fondamentale per il Paese stesso.
Il grande paradosso
Al contrario, invece, ne deriva un paradosso evidente. Il professionista è riconosciuto come interlocutore qualificato, chiamato a garantire correttezza e affidabilità nei rapporti tra contribuente e Fisco, ma nella pratica operativa si trova spesso a gestire le stesse incertezze e gli stessi tempi dell’utenza ordinaria, anzi con tempi talvolta molto più dilatati. In questo scenario, l’efficienza resta un obiettivo organizzativo dichiarato, senza tradursi in una reale semplificazione sostanziale.
Il tema assume un rilievo ancora maggiore se osservato dal punto di vista delle garanzie del contribuente. Il principio del contraddittorio, tornato centrale nel dibattito normativo e giurisprudenziale degli ultimi anni, non rappresenta un ostacolo all’azione amministrativa, ma uno strumento essenziale di qualità dell’atto.
Un confronto preventivo efficace consente di intercettare errori prima che si trasformino in accertamenti, riduce il contenzioso e rafforza l’affidamento del contribuente nei confronti dell’Amministrazione.
In questa prospettiva, gli sportelli dedicati dovrebbero essere il luogo naturale di un contraddittorio qualificato, capace di prevenire il conflitto anziché gestirlo a posteriori. Quando, invece, il dialogo si limita a indicazioni procedurali o a risposte non vincolanti, la tutela resta formale. E il sistema perde un’importante occasione di efficienza reale.
Efficienza Vs Garanzie: una soluzione possibile?
Contrapporre efficienza e garanzie è una semplificazione fuorviante. L’esperienza dimostra che un’azione amministrativa rapida ma priva di confronto diretto genera inevitabilmente contenzioso, mentre una tutela priva di strumenti operativi produce immobilismo. Il punto di equilibrio passa attraverso il riconoscimento pieno del ruolo del professionista – Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili – come filtro di qualità dell’azione amministrativa, in grado di contribuire alla correttezza degli atti prima che questi producano effetti distorsivi.
Rafforzare gli sportelli dedicati significa investire in competenze specialistiche effettive, assicurare risposte motivate e tracciabili, individuare interlocutori con margini decisionali chiari e garantire tempi certi compatibili con le scadenze fiscali. Non si tratta di creare corsie preferenziali, ma di migliorare il funzionamento complessivo del sistema e affiancare il Paese.
La sfida, in definitiva, è culturale prima ancora che tecnologica. Un’Amministrazione che dialoga realmente con i professionisti non perde controllo, ma lo rafforza, migliorando la qualità degli atti e riducendo il conflitto patologico. Efficienza e tutela, se governate insieme, non si escludono: si rafforzano reciprocamente.

