Anche oggi viene riproposto ed analizzato un interessantissimo Certificate Fast Memory Cash Collect, emesso nella seconda metà di dicembre 2025 da Vontobel, che consente di investire sul un trittico di azioni USA diversificate a livello settoriale (rispettivamente Automotive, Technology e Energy).
Prima di iniziare a descrivere gli aspetti chiave dei sottostanti e del certificato, si inizia col dire che i titoli sono caratterizzati da un elevata volatilità storica (passata) ed implicita (cioè espressa dalle opzioni a 30 giorni, ossia quella che attende il mercato per il futuro).
In accordo alla forte volatilità passata ed attesa in futuro, le 3 azioni sono inoltre caratterizzate da un Beta abbastanza aggressivo.
Il prezzo di mercato delle stesse tende, in altre parole, ad avere mediamente variazioni % più elevate rispetto a quelle del mercato su cui la metrica è calcolata. Ovvero, se il mercato ha una variazione del +/-1% ed il beta di un titolo è ad es. 1,67, allora il titolo tende in media ad avere una variazione del +/-1,67%.
Vontobel Certificate Memory Cash Collect Fast Step Down: informazioni sui titoli
A seguire delle informazioni sui titoli sottostanti su cui è scritto il derivato cartolarizzato firmato Vontobel.
Tesla (TSLA: NASDAQ): Electronic Vehicle
In data 27 gennaio 2026, il titolo si trova in una fase di accentuata volatilità e di pressione ribassista nel brevissimo termine.
Andamento in borsa
- Nella seduta di ieri ha registrato circa un -1%
- YTD è scesa intorno al 4,3%
- MoM ha sperimentato una flessione intorno al 9%
Ciò in quanto il mercato è in grande fermento, in attesa dei risultati finanziari Q4 2025, nonché dell’intero esercizio 2025, la cui pubblicazione è prevista per domani 28 gennaio.
Analisi fondamentale
Circa alcuni aspetti di analisi fondamentale è possibile rilevare questo:
- Rispetto il core business Tesla ha costruito oltre 434.000 veicoli e consegnato circa 418.000 unità, segnando un calo del 16% rispetto all’anno precedente, causa la fine degli incentivi fiscali e la forte concorrenza cinese.
- Per il report di 28 gennaio 2026, le previsioni degli analisti guardano a circa $28,1 miliardi di ricavi (+11% YoY) e ad un EPS in calo a circa $0,43-0,45, riflettendo una contrazione dei margini dovuta alle strategie di prezzo competitive.
Il consenso, dato dalla copertura di 46 analisti presenti su Market Screener suggerisce un ACCUMULATE, con un prezzo obiettivo medio (411,40 USD) leggermente inferiore a quello attuale di chiusura a 430,90 USD. Ciò a causa della valutazione elevata (P/E ratio) rispetto ai produttori di auto tradizionali.
Oracle (ORCL: NYSE): Software
Al 27 gennaio 2026 il titolo attraversa una fase di forte volatilità. Causa l’accelerazione nella crescita del cloud, che però è controbilanciata da preoccupazioni sul debito e sui massicci investimenti infrastrutturali.
Andamento in borsa
- Al 27 gennaio 2026, il titolo è quotato in chiusura a 174,90 USD (–4,13% rispetto alla chiusura di ieri).
- YTD il titolo è sceso circa del 10,3%.
- Dopo aver toccato i massimi storici ad ottobre 2025, il titolo ha segnato il drawdown più grande che abbia mai registrato nel corso della sua quotazione ed ora si trova in fase di consolidamento.
Analisi fondamentale
A seguire aspetti di analisi fondamentale è possibile rilevare questo:
- Ricavi totali per 16,1 miliardi di USD (+14% YoY)
- Utile per Azione (EPS non-GAAP) di $2,26, in crescita del 54% rispetto all’anno precedente.
- Solidissimo margine operativo del 41,8% circa
- Forte crescita del Cloud (Oracle Cloud Infrastructure, OCI) con i rispettivi ricavi saliti a $4,1 miliardi (+68% YoY). Ciò grazie alla domanda di infrastrutture per l’Intelligenza Artificiale da parte di partner come NVIDIA e Meta.
- L’indicatore RPO (Remaining Performance Obligations) ha raggiunto la cifra record di $523 miliardi (+438%), garantendo un’elevata visibilità sui ricavi futuri per i prossimi anni
Il consenus di Market Screener (ben 43 analisti), converge verso un netto BUY, con un prezzo obiettivo di 288,26 USD (+64,81% circa rispetto l’attuale quotazione di chiusura).
Punti critici e relativi rischi
Tre pilastri fra i punti cirtici ed i relativi rischi:
- l’aumento delle Capital Expenditure a circa $50 miliardi per l’anno fiscale 2026, al fine di espandere i propri data center. Questo sforzo è finanziato pesantemente tramite debito (Credit Default Swap ai livelli più alti dal 2009).
- Nel gennaio 2026 inizia una class action, che accusa la società di aver ingannato gli investitori sull’entità del debito necessario per la costruzione dell’infrastruttura AI.
- Sono stati segnalati ritardi nel completamento di alcuni data center per OpenAI, posticipati dal 2027 al 2028, elemento che ha pesato sul sentiment del mercato.
Plug Power (PLUG: NASDAQ): Renewable Energy
Ad oggi, il titolo mostra segnali di moderato recupero dopo un lungo periodo di difficoltà, nonostante la sua situazione finanziaria complessa e la non ancora raggiunta redditività operativa.
Andamento in borsa
Per quanto riguarda l’andamento in borsa possiamo indentificare due aspetti:
- Nella seduta odierna il titolo ha chiuso a 2,41 USD, segnado un balzo del 4,78% rispetto la chiusura precedente
- YTD il prezzo ha mostrato un trend positivo con un rialzo di circa il 22,3% da inizio anno
Analisi Fondamentale
Circa l’analisi fondamentale, si può dire che la situazione finanziaria rimane il fulcro dell’interesse per gli investitori nel 2026:
- Obiettivo Redditività: il goal è un margine EBITDA positivo entro la fine del 2026. Per farlo, ha implementato tagli al personale e programmi di riduzione dei costi operativi.
- Proiezioni di Fatturato: gli analisti prevedono ricavi per circa $1,3 miliardi nel 2026, con una crescita stimata del 24% rispetto all’anno precedente.
- Leadership: È previsto un cambio al vertice per marzo 2026, con Jose Luis Crespo destinato a sostituire Andy Marsh come CEO, mossa vista come un segnale di nuova direzione strategica.
- Rischi Persistenti: Nonostante l’ottimismo, Plug Power continua a consumare molta liquidità (burn rate elevato) e ha recentemente emesso obbligazioni convertibili per 375 milioni di dollari, operazione che ha diluito il valore per gli azionisti esistenti.
Per quanto riguarda il consenso (copertura di 14 analisti su Market Screener), si assegna un HOLD (prezzo obiettivo medio a 475,54 USD, +196% circa rispetto all’odierna quotazione di chiusura).
Ora, senza passare per la spiegazione del già certificato già emesso e descritto ci si dirige direttamente verso l’illustrazione dell’analisi dei rendimenti, dato che il prezzo è calato e promette rendimenti ancora più elevati.
Vontobel Certificate Memory Cash Collect Fast Step Down: analisi dei rendimenti in caso di autocall e scadenza
Con prezzo lettera attualmente rilevato a circa 93,40 Euro, ecco l’analisi dei rendimenti potenziali del certificato targato Vontobel.
Se alla prima data scatta l’autocall (valore sottostanti>=100% valori iniziali) Vontobel elargisce 2 cedole più il nominale. Ossia 103,64 Euro, con un rendimento a 1 mese e mezzo del 10,96% (85,14% annualizzato). Alle quotazioni attuali dei titoli sottostanti PLUG potrebbe rimanere ai livelli attuali (il titolo è sopra strike). TSLA che è il WO dovrebbe salire del 13,69%. Orale dovrebbe avere invece una crescita del 7,89%.
Al contrario si passa alla 2° data di valutazione (valore sottostanti>=99% valori iniziali), con potenziale importo di 105,46 Euro. Il rendimento a poco più di 2 mesi e mezzo è intorno al 12,91% (58,91% annualizzato) ecc.
Se alla scadenza il sottostante Worst Of (WO, ossia con valore finale più basso rispetto al valore iniziale) non scende sotto la barriera europea, il certificato paga il nominale più l’ultima cedola – e quelle eventualmente non pagate in precedenza grazie all’effetto memoria. In altre parole si otterrebbero 29 cedole più il nominale. Ossia 209,50 Euro, con un rendimento a 2 anni, 4 mesi e 15 giorni circa del 63,58% (26,67% annualizzato).
NB: dato il prezzo abbastanza sotto la pari e le grandissime cedole potenziali, il massimo rendimento annualizzato potenziale si ottiene alla prima data di autocall e, gradualmente, il più basso a scadenza (con un enorme scarto % fra le due date).