Il palato dei tedeschi dovrà abituarsi a gusti un po’ più amari, così come le loro tasche. Il governo federale del cancelliere Friedrich Merz ha in mente di imporre una tassa sulle bevande zuccherate a partire dal 2028. L’idea prospettata dal suo ministro per la Salute, Nina Warken, sarebbe di stangarle con un aggravio di 26 centesimi al litro per le bevande con contenuto moderato di zuccheri e di 32 centesimi per quelle ad alto contenuto di zuccheri. La misura farebbe introitare allo stato 450 milioni di euro all’anno, qualcosa come lo 0,01% del Pil in Germania.
Tassa sulle bevande zuccherate divide governo e imprese
Il dibattito pubblico è già iniziato.
Un sondaggio Forsa ha trovato che il 60% dei tedeschi sarebbe favorevole all’iniziativa. Cionondimeno, lo sconcerto tra le imprese alimentare è alto. Il loro rappresentante Christophe Minov ha messo in dubbio l’efficacia di un tale intervento, che il governo giustifica con la necessità di migliorare le abitudini di consumo della popolazione per ridurre i casi di patologie croniche provocate da un’elevata assunzione di zuccheri. Al contrario, ha lamentato l’impatto negativo che avrebbe sul settore.
Il partito cristiano-democratico del cancelliere si è schierato a favore con molteplici suoi rappresentanti. A parte lo stesso ministro, i governatori dello Schleswig-Holstein, Daniel Günther, e della Baviera, Markus Söder, hanno respinto le accuse e sostenuto la bontà della tassa sulle bevande zuccherate per ridurre i costi a carico del servizio sanitario. E qui arrivano le note dolenti. La Gesundheitskrankenversicherung (GKV) risulta in deficit di 15 miliardi all’anno, con lo stato federale che in automatico ormai da tempo copre la spesa in eccesso. Entro il 2030, le stime parlano di un aumento di tale disavanzo a 40 miliardi per via dell’invecchiamento della popolazione e l’aumento della domanda di assistenza.
Sanità tedesca in forte deficit
I 450 milioni attesi dalla tassa sulle bevande zuccherate sarebbero una goccia nel mare, ma il governo spera che abbiano ragione i risultati dello studio della dell’Università Tecnica di Monaco, secondo cui essa ridurrebbe i costi legati alle malattie provocate da un consumo eccessivo di zuccheri e farebbe risparmiare lo stato fino a 16 miliardi. Tra l’altro, proprio nei giorni scorsi Warken ha presentato un piano di tagli alla spesa sanitaria per 16,3 miliardi. La stretta si rende necessaria anche per il deterioramento complessivo dei conti pubblici in Germania, colpiti da anni di crisi economica e dal balzo delle spese militari e per gli investimenti pubblici.
I tedeschi risultano in cima ai consumi europei di zuccheri assunti tramite bevande con una media giornaliera di 25,7 grammi, significativamente superiore a quella di Paesi come Portogallo e Italia. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha fatto sapere che sono già 116 i Paesi nel mondo che stangano i consumi di zucchero, invitando ad aumentare la tassa su bevande zuccherate, alcol e tabacco del 50% entro i prossimi 10 anni. La Germania guarda con favore al caso britannico.
Londra impose una simile tassa nel 2018 e da allora i consumi di zucchero da bevande sono diminuiti del 35% con effetti apparentemente positivi per la salute pubblica.
Rischio di stato etico
Il tema è un altro: qual è il confine tra uno stato che si preoccupa della salute dei suoi cittadini e che cerca, giustamente, di limitare i costi sanitari evitabili e uno stato etico vero e proprio? I “vizi” e le cattive abitudini potrebbero diventare in futuro un elenco infinito a cui attingere per fare cassa o anche solo per controllare gli stili di vita delle persone. Il prossimo passo potrebbe essere di colpire i consumi di alcolici, di carne rossa, di carne da allevamento (anche bianca), di qualsiasi prodotto considerato ambientalmente dannoso, ecc. Con la scusa di proteggere questo o quel bene pubblico, si corre il rischio di elevare l’imposizione fiscale a livelli inauditi e di trattare i cittadini come marionette a proprio uso e consumo.
Tassa sulle bevande zuccherate non aiuta Merz in Germania
La tassa sulle bevande zuccherate non aiuterà Merz ad uscire dal combinato tra economia stagnante, debito crescente e ripresa dell’inflazione. In cambio, può affossarne la già bassissima popolarità in patria, dove il suo partito per i sondaggi è scivolato al secondo posto e a 5 punti di distanza dall’AfD, la destra euroscettica di Alice Weidel, accusata dal resto del Bundestag di toni e programmi filo-nazisti. I tedeschi avevano sperato di beneficiare di una minore pressione fiscale sotto l’attuale cancelliere, mentre si ritrovano a fronteggiare più tasse e più debiti alimentati da pensioni e assistenza. E siamo ad appena il primo anno di governo.
giuseppe.timpone@investireoggi.it