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Stipendi italiani in crescita: superano le grandi economie europee

Gli stipendi italiani nel 2025 sono stati quelli cresciuti più che nelle altre grandi economie europee, al netto dell'inflazione.
22 Febbraio 2026

Buone notizie per i lavoratori in Italia, i cui stipendi stanno recuperando terreno rispetto alle altre grandi economie d’Europa. A rilevarlo è l’Eurostat, secondo cui la crescita salariale nel terzo trimestre è stata del 3% nell’intera Eurozona su base annua, in forte rallentamento dal 3,7% del trimestre precedente. Nel nostro Paese, le retribuzioni sono aumentate del 2,4% dal 3,4% precedente. Il dato, pur inferiore alla media dell’Eurozona, risulta superiore a quello di Spagna (+2%) e Francia (+1,3%), mentre in Germania è stato del 3,6%.

Stipendi in Italia ed Europa

Nella tabella sottostante, troviamo i dati di crescita nominale degli stipendi nelle principali economie europee e per i primi tre trimestri del 2025.

I dati riferiti all’ultimo trimestre non sono ancora disponibili. Come potete notare, l’Italia mostra un buon recupero con un dato medio tra gennaio e settembre del +3,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. In prima posizione troviamo la Germania con +3,6%, a seguire la Spagna con +3,1% e ultima la Francia con +1,6%. Visibile anche il rallentamento nel terzo trimestre rispetto al secondo in tutte le principali economie.

Paese Q1 2025 Q2 2025 Q3 2025
Italia 4,0% 3,4% 2,4%
Spagna 3,8% 3,4% 2,0%
Germania 3,1% 4,2% 3,6%
Francia 2,0% 1,4% 1,3%

Ma i dati nominali ci dicono poco. A rilevare per il potere di acquisto dei lavoratori sono i tassi di crescita reali degli stipendi. Essi si ottengono sottraendo ai primi l’inflazione del periodo. Ed ecco che arriviamo alla seconda tabella:

Paese Q1 2025 Q2 2025 Q3 2025 Media 2025
Italia 2,3% 1,7% 0,8% 1,6%
Spagna 1,1% 1,2% -0,8% 0,5%
Germania 0,8% 2,1% 1,4% 1,4%
Francia 0,9% 0,6% 0,3% 0,6%

Svetta l’Italia, Spagna ultima

L’Italia ha registrato una crescita degli stipendi ben sopra l’inflazione in ciascuno dei tre trimestri, anche se l’andamento è decisamente decrescente. In media, le paghe dei lavoratori hanno guadagnato l’1,6% in termini reali, il dato più alto tra le quattro economie considerate.

A seguire troviamo la Germania, che ha sì mostrato dati nominali maggiori dei nostri, ma a fronte anche di una più alta inflazione tedesca. A lunga distanza ci sono Francia e Spagna. Quest’ultima è spesso citata dai media italiani come modello di crescita per via del recente boom economico. La realtà dei dati, una volta che viene effettuata un’analisi meno superficiale, appare diversa. Non solo il Pil pro-capite iberico in questi anni è cresciuto meno del nostro, ma anche i miglioramenti nelle condizioni dei lavoratori sono stati relativamente peggiori nell’anno passato.

Andamento reale nel 2023-’24

Andando a ritroso, vediamo cos’è successo nel 2023 e nel 2024 in termini reali:

Paese Q1 2023 Q2 2023 Q3 2023 Q4 2023 Media 2023
Italia -7,5% -5,0% -2,7% +1,0% -3,6%
Spagna -0,7% +1,8% +1,8% +1,1% +1,0%
Germania -3,6% -2,7% -0,4% -1,5% -2,1%
Francia -1,7% -0,4% -0,8% -0,1% -0,8%

 

Paese Q1 2024 Q2 2024 Q3 2024 Q4 2024 Media 2024
Italia +1,7% +2,8% +3,3% +2,9% +2,7%
Spagna +1,5% +0,5% +2,7% +1,4% +1,5%
Germania +4,4% +2,8% +2,5% +2,2% +3,0%
Francia +0,9% +1,4% +1,0% +0,6% +1,0%

Stipendi Italia vs Europa: recupero tardivo del potere di acquisto

Gli stipendi in Italia nel 2023 erano quelli che più avevano perso maggiormente, ma dal 2024 sono rimbalzati quasi alla stregua della Germania. Fatto 100 il livello delle retribuzioni nel 2022, al 30 settembre scorso erano saliti da noi a circa 100,6, in Spagna a 103, in Germania a 102,2 e in Francia a 101,5.

Dunque, sta accadendo che nelle grandi economie la caduta iniziale era stata più contenuta rispetto all’inflazione. Da noi, fu inizialmente più alta e con il passare dei trimestri le buste paga stanno recuperando il potere di acquisto perduto più velocemente, colmando le distanze con il resto d’Europa. Una dinamica favorita dall’abbassamento dell’inflazione più che altrove, Francia esclusa.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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