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Pensioni più alte a marzo con arretrati: salgono le minime, quelle degli over 70 ed anche quelle più alte

Due diverse novità postano al seguente risultato; Pensioni più alte a marzo e con arretrati, ecco per chi arrivano buone notizie.
22 Febbraio 2026
aumento pensioni
Foto © Investireoggi

Un mese ricco, che può tranquillamente essere definito straordinario, quello di marzo per i pensionati. Con il prossimo cedolino della pensione, infatti, che tutti incasseranno a partire dal giorno 2 marzo (poiché il 1° è domenica), arriveranno aumenti e arretrati. La novità deriva da due diversi interventi che proprio da marzo l’INPS inizierà ad applicare. Pensioni più alte a marzo e con arretrati, dunque: vediamo per chi e perché.

Pensioni più alte a marzo con arretrati: salgono le minime, quelle degli over 70 ed anche quelle più alte

Una sorta di super pensione attende molti titolari di trattamenti INPS con il rateo di marzo 2026.

Pensioni più alte e con arretrati: è questo ciò che riceveranno diversi pensionati. Ma da cosa dipendono questi aumenti e perché arrivano anche gli arretrati? Come anticipato, le novità sono due.

Nel primo caso non si tratta di un aumento diretto della pensione, bensì di un abbassamento delle tasse. Nel secondo caso, invece, parliamo di un incremento di una componente aggiuntiva del trattamento, destinata ai pensionati considerati più vulnerabili. Il motivo per cui, oltre agli aumenti, nel cedolino di marzo 2026 compaiono anche gli arretrati è che entrambe le misure decorrono dal 1° gennaio 2026, ma l’INPS ha avuto bisogno di tempo per adeguare i propri sistemi.

Pensioni più alte e arretrati in arrivo dall’INPS, ma c’entra il taglio dell’IRPEF

Una novità sull’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche incide in modo diretto anche sulle pensioni. Le pensioni, infatti, sono redditi a tutti gli effetti e come tali soggette all’IRPEF. Il tanto annunciato taglio dell’IRPEF per il ceto medio produce un vantaggio anche per i pensionati che rientrano negli scaglioni interessati.

In particolare, il secondo scaglione IRPEF, quello compreso tra 28.000 e 50.000 euro, vede una riduzione dell’aliquota dal 35% al 33%. Due punti percentuali in meno di imposta che si traducono in una pensione netta più alta per tutti i pensionati con redditi collocati in questa fascia.

Aumenti ma solo sulla parte di trattamento che rientra nel secondo scaglione IRPEF

È fondamentale chiarire che il sistema IRPEF è progressivo. Il beneficio, quindi, si applica solo sulla quota di pensione eccedente i 28.000 euro. Fino a tale soglia, l’aliquota resta invariata al 23%.

Il vantaggio massimo spetta ai titolari di pensioni pari o superiori a 50.000 euro annui, che grazie al taglio dell’aliquota risparmieranno fino a 440 euro di IRPEF nel 2026. In termini mensili, si tratta di un incremento netto compreso tra 34 e 37 euro, che si riduce progressivamente al diminuire dell’importo della pensione, fino ad azzerarsi per chi percepisce meno di 28.000 euro annui.

Poiché il taglio dell’IRPEF è operativo dal 1° gennaio 2026, nel mese di marzo verranno riconosciuti anche i conguagli relativi a gennaio e febbraio. Chi beneficia del vantaggio massimo potrà quindi trovare oltre 100 euro in più nel cedolino di marzo.

Pensioni più alte a marzo e con arretrati, ecco perché salgono pure le minime

Se il taglio dell’IRPEF favorisce soprattutto chi percepisce pensioni medio-alte, non manca una novità anche per chi riceve trattamenti più bassi o rientra tra le categorie fragili.

Anche per questi pensionati, il rateo del 2 marzo 2026 sarà più alto e comprensivo di arretrati.

In questo caso l’aumento deriva dalle maggiorazioni sociali, destinate alle fasce più vulnerabili: pensionati over 70, invalidi civili e titolari di pensioni o assegni al minimo. La maggiorazione, ovvero una somma aggiuntiva riconosciuta a chi percepisce redditi pensionistici bassi, passa infatti da 8 a 20 euro mensili, come previsto dalla legge di Bilancio.

Nel dettaglio, l’incremento riguarda gli over 70 con redditi bassi, gli invalidi civili maggiorenni e chi percepisce assegno o pensione sociale, con effetti retroattivi dal 1° gennaio 2026 e relativi arretrati accreditati proprio con la pensione di marzo.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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