In attesa di conoscere i tassi minimi garantiti, che il Tesoro comunicherà venerdì 27 febbraio, molti italiani stanno chiedendosi in queste settimane se convenga acquistare il BTp Valore. La nuova emissione avverrà dal 2 al 6 marzo e riguarderà una scadenza di 6 anni. La variabile con cui fare i conti per capire la bontà o meno dell’investimento è l’inflazione. In questi anni, ha giocato brutti scherzi agli obbligazionisti che si erano esposti su scadenze molto lunghe. La sua esplosione a causa della crisi energetica ha spinto in alto i rendimenti e depresso i prezzi. Le perdite sono state elevatissime sul tratto lungo della curva.
BTp Valore e inflazione
Iniziamo col dire che il BTp Valore 2032 non è una scadenza molto lunga e, pertanto, non crollerebbe di prezzo neanche nel caso di risalita drastica dei rendimenti. Ciò non toglie che l’inflazione rischierebbe non solo di mangiarsi il rendimento, ma di intaccare il capitale. Sulla base delle attuali condizioni di mercato, ci aspettiamo che i tassi medi annuali offerti saranno leggermente inferiori al 3%. Se l’inflazione italiana media fosse alta e persino superiore al tasso medio, l’investitore finirebbe per rimetterci.
Chi acquisterà il BTp Valore al collocamento tra due settimane, non lo farà di certo per speculare. Il suo intento è essenzialmente conservativo: mettere a frutto il capitale per proteggersi dall’inflazione. C’è modo di capire quale possa essere quest’ultima nei prossimi anni? A parte le previsioni ufficiali, le aspettative d’inflazione possono essere dedotte dal confronto tra il rendimento nominale e il rendimento reale di due scadenze omologhe, di cui la prima con cedola fissa e la seconda con cedola indicizzata.
Previsioni del mercato a 6 anni
Nel giugno dello scorso anno venne emesso il BTp Italia 2032 (ISIN: IT0005648255), che ora ci viene in aiuto proprio per farci un’idea dell’inflazione media nel periodo d’investimento del BTp Valore di prossima emissione. Esso si acquista nettamente sopra la pari, in area 102 nella seduta di venerdì. Tenuto conto della cedola reale di 1,85%, il rendimento reale offerto risulta appena inferiore a 1,50%. Nel frattempo, il BTp 2032 con cedola fissa offre all’incirca il 2,90%. Ed ecco che otteniamo una differenza di 1,40%. Questa sarebbe l’inflazione italiana media da oggi all’estate del 2032.
Considerazioni finali
Se questa previsione del mercato si rivelasse esatta, il BTp Valore offrirebbe quasi certamente un rendimento netto superiore all’inflazione di oltre l’1%. Sarebbe un buon esito, dato che l’investitore non soltanto riuscirebbe a proteggere il potere di acquisto del capitale, ma anche a guadagnarci qualcosa in termini reali. Da notare che il mercato non stia scontando un’inflazione in linea con il target del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea. Anzi, la crescita dei prezzi al consumo resterebbe ben inferiore nel medio-lungo periodo. Una buona notizia per le famiglie dopo la batosta degli anni scorsi.
giuseppe.timpone@investireoggi.it