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Rottamazione quinquies, meno rischi sulle scadenze: introdotta la tolleranza di 5 giorni

La rottamazione quinquies diventa meno rigida: arrivano 5 giorni di tolleranza per evitare la decadenza dai benefici.
14 Maggio 2026
rottamazione quinquies
Foto © Investireoggi

Come noto, la rottamazione quinquies prevista dalla Legge di Bilancio 2026 ha aperto una nuova finestra per chi ha carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione nel lungo periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Il raggio temporale è, quindi, più esteso rispetto alla precedente definizione agevolata (la quater), che si fermava ai ruoli consegnati entro il 30 giugno 2022. L’ampliamento delle annualità, però, non significa accesso libero per ogni cartella.

La novità centrale riguarda la tipologia dei debiti ammessi. La misura è pensata per somme nate da avvisi bonari non pagati. Si tratta, in sostanza, di importi emersi dalle dichiarazioni presentate dai contribuenti, ma poi rimasti senza versamento.

Nel perimetro possono rientrare anche i contributi INPS, purché non siano collegati ad atti di accertamento.

Domanda rottamazione quinquies chiusa: risposta entro giugno

Per aderire alla rottamazione quinquies occorreva presentare l’istanza entro il 30 aprile 2026. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà comunicare l’esito entro il 30 giugno 2026, indicando le somme dovute e le scadenze da rispettare. In quella fase prende forma il percorso di pagamento, che può essere chiuso con un versamento unico oppure distribuito nel tempo. Per gli interessati dal decreto Maltempo la rottamazione quinquies beneficia di una proroga di tre mesi su tutte le scadenze (anche di pagamento).

La scelta tra saldo immediato e rateazione diventa uno degli aspetti più importanti della nuova sanatoria. La quinta sanatoria consente, infatti, un piano fino a 54 rate bimestrali. Che andava scelto in sede di domanda. È un cambiamento rilevante rispetto alla rottamazione quater, dove il numero massimo era di 20 rate, scese a 10 per chi era stato riammesso dopo la decadenza.

L’allungamento del piano rende più gestibile il rientro, soprattutto quando gli importi sono elevati. Pagare in più anni può ridurre la pressione sulle disponibilità familiari o aziendali e aumentare le possibilità di completare il percorso senza interruzioni. Rimane fermo il beneficio economico principale: con l’adesione si versano soprattutto le somme a titolo di capitale, mentre sanzioni e interessi vengono abbattuti. Il debito finale, quindi, può risultare sensibilmente più leggero.

Rate, decadenza e regole più rigide

Il punto delicato della rottamazione quinquies riguarda la perdita dei benefici. Nella versione originaria uscita dalla manovra 2026, non era previsto il margine dei cinque giorni già conosciuto nella precedente definizione. La regola, senza correttivi, appariva molto dura: nel pagamento in unica soluzione il beneficio si perdeva in caso di versamento non integrale; nel piano rateale la decadenza scattava con il mancato pagamento completo di due rate, anche non consecutive, oppure dell’ultima rata.

Una disciplina così severa rischiava di trasformare piccoli ritardi in conseguenze molto pesanti. Un errore nella gestione delle scadenze, un malfunzionamento informatico, un disguido bancario o un problema operativo nel giorno del versamento potevano compromettere un percorso già avviato e magari rispettato per lungo tempo.

Il rischio risultava ancora più evidente per il saldo in unica soluzione e per l’ultima rata. In questi casi, un solo pagamento non eseguito correttamente poteva far venir meno l’intero vantaggio della definizione agevolata, vanificando lo sforzo economico sostenuto fino a quel momento.

Rottamazione quinquies e cinque giorni di tolleranza

Nel corso della conversione in legge del decreto fiscale, DL n. 38/2026, è arrivato il correttivo atteso: anche nella rottamazione quinquies entrano i cinque giorni di tolleranza. La novità, però, non opera su tutte le scadenze. Il margine riguarda l’unica rata con scadenza al 31 luglio 2026 e l’ultima rata del piano scelto. Per le rate dalla prima alla penultima non si applica, dunque, la tolleranza dei 5 giorni. Resta fermo che si decade se non si pagano due rate, anche non consecutive. Alla luce della novità, dunque, si decade se:

  • non si paga l’unica rata entro il 31 luglio 2026 ovvero entro i 5 giorni successivi;
  • non si pagano due rate, anche non consecutive;
  • non si paga l’ultima rata entro la scadenza prevista ovvero entro i 5 giorni successivi.

Il vantaggio pratico è rilevante. I cinque giorni evitano che un ritardo minimo cancelli automaticamente i benefici della sanatoria. La tolleranza tutela i contribuenti da imprevisti tecnici, tempi bancari, errori materiali o difficoltà momentanee che non indicano una reale volontà di sottrarsi al pagamento. Allo stesso tempo, la misura rende la procedura più equilibrata: resta l’obbligo di rispettare il piano, ma senza trasformare ogni piccolo inciampo in decadenza immediata.

Riassumendo

  • La rottamazione quinquies riguarda carichi affidati dal 2000 al 2023.
  • L’istanza andava presentata entro il 30 aprile 2026.
  • La risposta dell’Agenzia arriva entro il 30 giugno 2026.
  • Il pagamento può arrivare fino a 54 rate bimestrali.
  • I cinque giorni di tolleranza riducono il rischio di decadenza
  • Sono stati previsti solo per la prima o unica rata e per l’ultima rata.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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