Il nuovo decreto fiscale del 2026 porta una serie di correzioni alla disciplina tributaria già ritoccata con la manovra di bilancio. Il riferimento è al D.L. 27 marzo 2026, n. 38, pubblicato nella G.U. n. 72 del 27 marzo 2026 ed efficace dal 28 marzo 2026. Il provvedimento interviene su crediti d’imposta, IVA, dividendi, ritenute, bollo e agevolazioni per alcune categorie, con l’obiettivo di sistemare punti rimasti incerti nei primi mesi di applicazione delle nuove regole.
Il testo ha un taglio soprattutto correttivo. Non introduce soltanto nuovi benefici, ma rimette mano anche a norme che avevano creato dubbi operativi o effetti poco lineari. Per questo motivo il decreto fiscale interessa sia le imprese sia chi segue la materia contabile e tributaria ogni giorno.
Decreto fiscale: incentivi alle imprese e ritorno a regole più favorevoli
Tra le novità più rilevanti c’è quella prevista dall’art. 8, che riconosce per il 2026 un nuovo bonus collegato a Transizione 5.0. La misura riguarda le imprese che hanno trasmesso le comunicazioni preventive e che rispettano i requisiti fissati dal DM 24 luglio 2024. Le risorse arrivano dalla Legge 199/2025 (Legge bilancio 2026) e ammontano a 1,3 miliardi di euro.
Il credito spettante è pari al 35% della somma richiesta, con aggiunta dei costi sostenuti per le certificazioni. L’agevolazione riguarda gli investimenti riconducibili agli allegati A e B della L. 232/2016. Entro il 30 aprile 2026 il GSE dovrà comunicare alle imprese l’importo utilizzabile, dopo il passaggio informativo verso l’Agenzia delle Entrate. Il limite disponibile per l’uso in compensazione con modello F24 è fissato in 537 milioni di euro, con possibilità di utilizzo entro il 31 dicembre 2026 e senza i limiti ordinari normalmente previsti per le compensazioni.
Il beneficio non entra nella base imponibile né ai fini del reddito né ai fini IRAP. Su questo punto il decreto fiscale richiama anche il D.L. 19/2024.
Importante anche l’art. 7, che cancella dal 2026 il vincolo geografico previsto dalla L. 199/2025 per l’iperammortamento. In pratica, il vantaggio non resta più riservato ai beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. La modifica vale per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 e punta a sbloccare il futuro decreto attuativo. Sullo sfondo resta poi il ritorno alla disciplina più favorevole sui dividendi e sulle partecipazioni: l’art. 11 ripristina dal 1° gennaio 2026 l’esclusione del 95% per i dividendi percepiti dalle società e per le plusvalenze che rientrano nel regime PEX.
IVA, ritenute e imposta di bollo: gli importi da ricordare
Sul fronte IVA, l’art. 1 interviene sulle operazioni di permuta. La nuova base imponibile si applica ai contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026, mentre per i rapporti precedenti resta ferma una clausola di tutela e continua a valere il criterio del valore normale. Si tratta di un passaggio tecnico, ma molto utile per evitare letture contrastanti.
L’art. 6 rinvia invece al 1° maggio 2026 l’applicazione della ritenuta sulle provvigioni delle agenzie di viaggio, operatori marittimi, operatori aerei e comparto petrolifero. Anche questo rinvio trova spazio nel decreto fiscale, che sceglie, quindi, una partenza più graduale per la misura.
Un altro slittamento arriva con l’art. 5, che sposta al 1° luglio 2026 il contributo amministrativo di 2 euro sulle spedizioni di merci provenienti da Paesi extra UE di valore inferiore a 150 euro (c.d. tassa sui pacchi). La scelta è legata all’adeguamento dei sistemi informatici dell’Agenzia delle Dogane e al coordinamento con il futuro prelievo forfettario unionale di 3 euro.
Da segnalare pure l’aumento dell’imposta di bollo sui conti correnti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche: l’importo passa da 100 euro a 118 euro l’anno. Per le persone fisiche, invece, resta fermo l’importo di 34,20 euro annui.
Decreto fiscale e altre misure da monitorare nel 2026
Il provvedimento contiene anche norme su settori specifici. L’art. 9 fissa per gli sportivi dilettanti una soglia di esenzione dalla ritenuta sui premi fino a 300 euro annui. Oltre questo limite, la trattenuta si applica per intero.
Tra le ulteriori disposizioni compaiono poi l’aggiornamento del regime per i lavoratori impatriati, con efficacia dal periodo d’imposta 2027, nuove scadenze per la gestione dei carichi affidati all’agente della riscossione e una disciplina dedicata ai soggetti IAS adopter in caso di cessione d’azienda, con deduzione distribuita nel tempo delle differenze negative.
Riassumendo
- Il decreto fiscale 2026 corregge norme tributarie già modificate dalla manovra.
- Nuovo credito Transizione 5.0: bonus al 35% con risorse da 1,3 miliardi.
- Torna l’esclusione del 95% per dividendi societari e plusvalenze PEX.
- Rinvii su ritenute provvigionali, contributo import importazioni e nuove regole IVA.
- Sale il bollo sui conti aziendali: da 100 a 118 euro.
- Premi sportivi dilettanti esenti fino a 300 euro annui.